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Confederazione di gruppi gangsteristici: la stidda

Nel sito "La Sicilia dei misteri" vi è una valida analisi sul fenomeno delinquenziale denominato "stidda", qui di seguito riportata

Stidda in dialetto siciliano significa stella; in realtà con tale termine si fa riferimento ad una costellazione di gruppi criminali, caratterizzata da forti limiti strutturali e dalla particolare mancanza di rigide gerarchie verticistiche. Somiglianti ad una confederazione di gruppi gangsteristico-mafiosi insistenti sul territorio siciliano fin dai tempi dei “gabelloti”, la stidda si insidia sul territorio con la tipica formazione a macchia di leopardo, limitandosi a controllare zone nettamente circoscritte. Tutto questo, in netta contrapposizione al modus vivendi di cosa nostra, la quale si espande a macchia d’olio. Il sorgere della stidda si può far risalire ai tempi in cui nacque la stessa cosa nostra. Infatti, la comune origine pastoral-rurale fa ritenere che la nascita di entrambi i gruppi criminali tragga ragione e motivo da circostanze pressoché uguali. Mentre cosa nostra nel corso del suo cammino si è evoluta dandosi una rigida struttura verticistica e affacciandosi in ogni campo della criminalità, gli stiddari sono rimasti sino agli inizi degli anni ‘80 dei pastori e, come tali, ragionavano e spesso ragionano tuttora. Nel corso degli ultimi anni, la spietata violenza esercitata dai corleonesi e la loro irrispettosa espansione ed invadenza anche in tradizionali feudi stiddari, ha causato un conflitto di interessi tra i due gruppi; ciò ha fatto sì che gli stiddari, vistisi schiacciare dalla prepotenza dei primi, si organizzassero unendosi tra loro nella lotta per il controllo del territorio ed evolvendo così, almeno episodicamente, la loro tradizionale formula associativa. Gli appartenenti a detti sodalizi delinquenziali aderiscono a gruppi per semplice presentazione di altro stiddaro, senza necessità di un momento sacrale di iniziazione. Si caratterizzano per la marcata rozzezza e per l’insofferenza verso ogni forma di gerarchia esterna o interna e si attengono a poche, ma rispettatissime, regole di vita: la segretezza, l’omertà e la ferocia.