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Elementi delle origini

Qualche spunto sulle origini della mafia italo-americana

Nell’ambito del grande fenomeno migratorio - si pensi solo che nel periodo tra il 1872 e il 1882, furono oltre 360.000 i meridionali che si trasferirono negli USA - molti i mafiosi siciliani che s’inserirono nelle città americane. Questi ultimi riuscirono rapidamente a ricreare gruppi ristretti capaci di far scattare antiche solidarietà, riproponendo la fratellanza di vecchie sette con forti richiami al senso dell’onore e della parola data. Siamo alle origini di Cosa Nostra. Fra le prime famiglie della mafia italo-americana ricordo la famiglia Matranga di New Orleans che, agli inizi del novecento, ottenne un certo potere anche grazie al commercio delle arance. Ma erano soprattutto le estorsioni un piatto forte di Cosa Nostra, tant’è che persino il grande Caruso, dopo aver cantato al Metropolitan, ricevette “l’invito” a pagare duemila dollari. Pagò, ma subito dopo ebbe l’intimazione a pagare quindicimila dollari; questa volta si rivolse alla polizia, dove primeggiava la figura di Joe Petrosino (cfr. la sua scheda nella categoria nella mafia siciliana). Petrosino convinse Caruso a tendere una trappola agli estortori e così riuscì a catturare i responsabili. Ma la mafia siciliana inviò poi in America addirittura l’onorevole Palizzolo, il quale operava per nome e per conto della mafia, che invitava ad alimentare “l’Unione siciliana” sollecitando i padrini a circondarsi di un ampio consenso sociale. Dopo la morte di Petrosino - che aveva compiuto l’errore di non dire a nessuno i risultati delle sue investigazioni - ucciso in Sicilia, ai suoi funerali che si svolsero a Manahattan, parteciparono oltre 250.000 persone. Ma la mafia si fece trovare preparata persino in occasione della prima guerra mondiale, perché essendoci bisogno di zolfo per poter sparare, don Calò Vizzini era in grado digestire il mercato del zolfo, oltre a quello degli asini e dei muli. Ma fu indubbiamente la decisione, presa nel 1920 dagli americani, relativa al proibizionismo a far fare un salto di qualità a Cosa Nostra, operazione gestita soprattutto dallo sfregiato, da Scarface, da Al Capone, che per la verità non brillava certo per intelligenza. Al Capone verrà poi arrestato per una questione di tasse, portato nel penitenziario di Alcatraz, dove venne ripetutamente picchiato dai detenuti che lo soprannominarono, gallo castrato. Al Capone divenne definitivamente idiota a causa di una sifilide devastante. In Sicilia intanto nel 1929 si svolse la terribile guerra di mafia a Castellammare del Golfo in cui ancora si rafforzò la tendenza di far sparire i cadaveri, giacché ha sempre puntato a cancellare sinanco la memoria. Era già da un pò cominciata l’era degli zip, dei killer che andavano negli Stati Uniti e viceversa, che uccidevano senza lasciare traccia e poi sparivano per sempre. Continuava la tradizione dei mafiosi che si travestivano da sindacalisti, come sin dai tempi dei fasci siciliani. Quando Mussolini in Italia, dopo aver preso il potere, andò in Sicilia, don Ciccio Cuccia ebbe a dirgli: Capitano, perché avete portato tutta questa scorta?, qui siete al sicuro, ci sono io. Dopo che Mussolini diede a Mori l’incarico di stringere la mafia in una morsa, furono circa 500 i mafiosi siciliani che fuggirono negli Stati Uniti con l’aiuto fondamentale di Cosa Nostra americana.