La prostituzione e la mafia albanese - seconda parte

Quella che da qui si snoda è la seconda parte della mafia albanese e della prostituzione, curata da Gerd Buta, al di fuori dei confini albanesi

Fuori dall’Albania la prostituzione è concentrata in Italia e in Grecia, ma è presente anche in Austria, Olanda, Bulgaria, ecc. La prostituzione attuata in modo spontaneo ha avuto vita corta, perchè molto rapidamente il fenomeno è stato organizzato, a partire dal 1992. Attualmente le prostitute albanesi in Italia dovrebbero ruotare intorno alla cifra di dodicimila, con una prevalenza di prostitute albanesi persino rispetto alla Grecia, che all’inizio degli anni novanta, data la maggiore facilità d’arrivo, sovrastava tutti gli altri paesi. Solo nel 1995 dalla città di Berat sono partite oltre 1300 ragazze per l’Italia e la Grecia. La maggioranza delle ragazze proviene dall’Albania centrale e meridionale, ed in particolare da Valona, Kuciova, Fieri, Korcia, Pogradezi. Negli ultimi tempi anche il nord del paese comincia ad essere colpito dal fenomeno. Le ragazze vengono classificate da Buta in almeno cinque tipologie: le ragazze che vanno via di loro volontà; le ragazze che vengono prese con la forza; le ragazze che vengono imbrogliate; le ragazze che partono per continuare a fare le prostitute; le ragazze che vengono vendute dai loro genitori. Una ragazza passa attraverso varie fasi prima di cominciare a fare la meretrice: viene sistemata in una città lontana dalla sua piccola patria, prima della partenza; compie l’attraversata col gommone; viene sistemata in un’abitazione in un paese straniero, dove molto spesso viene tremendamente violentata e maltrattata, con lo scopo di farle perdere ogni dignità di essere umano, prima di uscire in strada per fare la prostituta; l’esercizio vero e proprio della prostituzione. Solo nel 1999 la delinquenza organizzata ha ucciso oltre quaranta ragazze che s’erano ribellate. Per superare il problema i delinquenti rapiscono i bambini di chi si rivolta, in maniera che così facendo, le madri siano indotte a continuare a prostituirsi. Negli anni novanta sono scomparsi oltre 1200 bambini albanesi. Una prostitua albanese può guadagnare in una notte sino a 500 euro, potendo tenere per sè solo il dieci per cento circa. Se in ogni parte del mondo vi sono reati poco denunciati, in Albania pressoché non esiste il coraggio di denunciare i reati in questione ed altri tipi di reati ad opera della mafia albanese, che incute grande timore, a fronte di uno stato ancora estremamente debole e, in certi settori, compromesso. La collaborazione fra le autorità italiane e quelle albanesi, in particolare gli accordi del 2001, stanno dando alcuni risultati positivi, ma il cammino da compiere è ancora lungo.

Commenti dei lettori

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  • radi

    13 Nov 2008 - 17:38 - #1
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    e chiaro che nei ani del trazicione ci siano queste cose,specialmente quando lo stato e debole e qolegato diretamenta con i delinkuenti.e poi le raggAze non trovano piu l’amomre delle propie famiglie,che speso non li accetano piu.

  • No suomi

    30 Dec 2008 - 23:51 - #2
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    Governo italiano fai qualcosa leggi queste terribili notizie! In questi anni ve ne siete sempre fregati! Ve lo chiede l’italia!

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