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Le case chiuse nel mondo

Le norme sulla prostituzione e sulle case chiuse in alcuni paesi europei e non

In Francia le case di tolleranza vennero chiuse nel 1946 grazie alla legge di Marthe Richard. Attualmente la prostituzione nelle strade non è reato e da più parti si chiede la riapertura delle case. In Germania dal 1 gennaio 2002 è entrata in vigore una legge che legalizza l’attività di 400.000 prostitute, con tutte le garanzie assicurative, malattia e pensione, nel mentre l’attività delle case chiuse è consentita. In Gran Bretagna è reato l’adescamento e lo sfruttamento, ma il sesso a pagamento non è illegale, anche se la politica contro il meretricio è definita a livello locale. In Spagna le case chiuse sono illegali dal 1956, ma i “club” godono di vita legittima e così la legge è aggirata. La prostituzione è legale ed in particolare il governo della Catalogna ha indicato precise regole sanitarie, gli orari e la collocazione dei locali. In Olanda dal 2000 le case chiuse sono legali, le prostitute devono pagare le tasse ed esistono zone speciali dove le prostitute possono stare all’aperto. In Belgio la prostituzione è legale con prostitute registrate regolarmente dagli uffici del fisco. Il grosso dell’attività si svolge nelle case e nei bar a luci rosse. Negli Stati Uniti la prostituzione è illegale anche se alcune case hanno una licenza statale. Solo nel Nevada la prostituzione è legale. In Australia la prostituzione è legale anche se prostitute di altri paesi non possono svolgere l’attività. Nel 2002 una nota casa chiusa di Melbourne è divenuta il primo bordello al mondo quotato in borsa. Per quanto concerne il nostro paese vi si prostituiscono circa 70.000 persone di cui il 65% in strada. Circa 25.000 sono nigeriane, albanesi, polacche e bielorusse. Una prostituta rende mensilmente, di media, da un minimo di 5.000 a 7.500 euro. Nel 2000 in Italia ne sono state uccise almeno 17 e le regioni dove sono maggiormente presenti risultano il Lazio, la Lombardia, la Campania, l’Emilia-Romagna, il Piemonte, il Veneto e l’Abruzzo. Nove milioni è il numero dei clienti a pagamento, del quale l’80% chiede alla prostituta di non usare il preservativo. Il giro d’affari annuo si attesta sui 200 miliardi di vecchie lire.