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Abusare dell' abuso

Domanda

Torino, 08 giugno 2001 Siamo sempre di più. Vittime di questo grande male, nel mirino dell' opinione pubblica, nelle mani di una giustizia troppo lenta e burocraticamente complicatissima, che a volte giustizia non é. Pedofilia, abusi sessuali, bambini segnati per sempre dal comportamento aberrante di parenti, amici, organizzazioni criminali. Bambini segnati per sempre da incontri con psicologi, medici, avvocati, giudici che ritorcono la lama in una ferita che in molti casi non c' era. Bambini guardati con compassione e commentati con mille parole dietro le spalle. Mia figlia si trova in questa situazione: presunta vittima di un abuso mai avvenuto, e vittima certa di un invasivo abuso di indagine. E io, padre attento, scrupoloso, responsabile, indicato da chi mi conosce come "padre modello", che nei tre anni successivi alla separazione mi sono sempre occupato di tutto ciò che riguardava mia figlia, più di sua madre, dedicandole tutto il mio tempo, padre separato che ha accettato e subìto violenze fisiche e aggressioni, finendo in pronto soccorso ben quattro volte, insulti, da parte della mia ex, di carattere aggressivo e violento, senza mai reagire per non creare situazioni ancora più pesanti e conflittuali, sicuramente traumatiche per la piccola, in un attimo, grazie a poche parole dette dalla madre di mia figlia al tribunale dei minori, guarda caso solo pochi giorni dopo che il tribunale stesso aveva concesso a me l' affidamento della bambina, io sono diventato un mostro, un padre abusante, un carnefice…Ho perso la dignità, ho perso la serenità, ho perso le notti di sonno, ho perso mia figlia, che non vedo da quasi quattro mesi, e che lentamente, con il passare delle settimane, mi è diventata ostile a causa di ciò che sente raccontare in casa. E io devo stare qui e aspettare, mentre le indagini proseguono, mentre torturano la mia bambina, mentre un sistema lento, macchinoso e perverso gioisce per aver isolato un altro presunto criminale. E lei, la persona di cui ho avuto la disgrazia di innamorarmi qualche anno fa, la madre di mia figlia, l' artefice di questa tragedia divenuta ormai incontrollabile, continua indisturbata a insultarmi e diffamarmi davanti alla bambina, e continua a vivere tranquilla, raccontando a mia figlia che io sono un mostro cattivo, che non le voglio bene, che non deve parlare con me. Chi mai potrà ridarci ciò che ci hanno portato via con tanta brutalità e violenza? Se è vero che la giustizia non è di questo mondo, non mi resta altro che pregare, confidando nella giustizia Divina. Massimo-Torino 0338.350111

Risposta

Caro Massimo,
ho letto con partecipazione la sua dolorosissima missiva. La sua disperazione e il suo dolore non possono accettare generiche parole di conforto, ma esigono la forza nella sua stessa persona per lottare ancora per il ristabilimento della verità. Nel rappresentarLe la mia personale vicinanza, Le auguro la realizzazione di ciò che desidera e l'abbraccio fortemente. Giovanni

max*** - 20 anni e 11 mesi fa
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