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Soggetto della e-mailCriminalità ed ideologia anarchica

Domanda

Il testo della tua emailSpettabile Dottor Greco, il sottoscritto essendo cresciuto in un quartiere popolare di una città dell'Italia settentrionale ha in diverse occasioni sentito il parere da parte di individui non troppo raccomandabili in base al quale, in non pochi casi, alla base delle scelte di vita marginali, (delinquenza, prostituzione, accatonaggio, vagabondaggio, vandalismo, teppismo, ecc. ecc.), vi sarebbe una concezione esistenziale di tipo anarcoide di estraneità e di ribellione nei confronti della civiltà e dello Stato considerate come strutture artificiose sorte al fine di permettere ad una minoranza di vivere nella maniera più agiata possibile sul lavoro di una maggioranza; volevo gentilmente chiederle se tale fenomeno sia stato mai preso in esame dalla letteratura e dalla saggistica, anticipatamente ringranziando, cordiali saluti.

Risposta

Gentile Signore, innanzitutto mi scuso per il ritardo con cui Le rispondo, ma avevo preso alcuni giorni di vacanza. E' indubbio che il crimine come rivolta è una delle pezze giustificative di alcuni fra coloro che delinquono. In effetti vi è qualche testo che valuta, direttamente o indirettamente, la tematica da Lei indicata. Mi permetto al riguardo di consigliarLe un mio testo, perché anche con una accettabile bibliografia, intitolato "Codici, riti e miti di gruppi marginali", pubblicato dalla Pàtron di Bologna. Mi auguro che pure in futuro continui a visitare il sito. La ringrazio e Le auguro le cose più care Giovanni Greco

vit*** - 20 anni e 9 mesi fa
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