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Desert Story – Nairn Bananas - Parte seconda

Il primo servizio taxi che collegava il Mediterraneo all’Iraq.

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Fu un’invenzione della fine della
seconda guerra mondiale di due fratelli Neozelandesi, Norman e
Gerald Nairn, in mancanza di una strada costiera, viaggiava un
servizio taxi lungo la spiaggia fra Haifa e
Beirut.
La capacità acquisita fece si che, nel 1923, con il
supporto della Francia, instaurarono il servizio taxi, con
frequenza bisettimanale, utilizzando Buicks e
Cadillacs.

Le cronache narrano come l’auto si muovesse
in una nuvola di polvere, urlando come la cavalleria che girava intorno ai
carri, proprio come nei film Western e per la notte si organizzavano dei campi
tendati.
L’omnibus subì attacchi dai Beduini, spesso i
passeggeri si trovarono abbandonati in lande deserte a seguito di guasti
meccanici o bloccati nel fango della Mesopotamia.

Il
collegamento fra Beirut e Bagdad durava tre
settimane con la nave o a cammello, con il servizio taxi offerto dai fratelli
Nairn si ridusse a 48 ore.
L’omnibus trasportò posta, merci,
lingotti, così come una varietà di contrabbandieri d’oro, donne intrepide, spie,
politici e avventurieri di ogni tipo.

Senza dubbio il servizio bus,
permise ai diplomatici di fare accordi economici e sociali nel mondo
Arabo.
Come scrisse un corrispondente del giornale
Near East, una nota del 1924, il Nairn ha fatto di più per
l’unità del regno di Siria e l’Iraq che i
politici Europei e i loro cartografi ebbero fatto nel
decennio.
Il primo bus Nairn aveva sei ruote e, nel 1926, fu chiamato
Babilonia daRe Faysal e poi Aerocar
perché formato da una Buick tagliata e da una specie
di fusoliera di aeroplano senza ali saldati insieme.
Robert
Byron
paragonò questo tender a una “banana con le
ruote
” ma trovò l’esperienza terribile: confinato in scatola di
metallo dove il sole martellava senza compassione sul tetto di metallo mentre si
soffocava dall’odore del sudore di cinque compagni e questo era troppo per il
suo stomaco.

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Le riserve di Byron
furono presto superate dall’entrata in servizio, nel 1933, del più grande bus al
mondo. 21 metri di lunghezza con un mezzanino ed un piano superiore, il
Marmon-Herrington era costruito in America ed
era articolato con dieci ruote di camion con un motore di 150 cavalli capace di
una velocità, nel deserto, di 80 chilometri orari.

Gli interni erano più
lussuosi dei popolari battelli, con 38 sedili reclinabili, ventilatori
elettrici, il bar e hostess sorridenti.
Il pernottamento era presso il pozzo
chiamato Ar Rutbah dove c’erano oleandri, case, tende, una
stazione di benzina, delle guesthouse dove si promettevano letti senza
pulci e birra a volontà.
Durante tutto l’anno, in un grande tavolo sedevano
celebrità per la cena.
Personaggi esotici come lo Shah di Persia,
Agatha Christie e Freya Stark
e molti di coloro che ebbero in mano lo
sviluppo del Medio Oriente passarono di qua, da Glubb
Pasha
e Gertrude Bell agli eroi di
Hama come Fawzi al-Qawuqj uno dei promotori
della grande rivolta Siriana.

Tutto coperto di sabbia,
il bus era un romantico mezzo di trasporto esotico.
La viaggiatrice
Rosita Forbes, che sedusse il diplomatico maestro di tutte le
spie Kim Philby era così brava da far girare le teste
imperiali, era simile a Shhirley Temple proprio come due gatti
siamesi.
Arriavata a Baghdad con il
Marmon-Herrington descrisse le sue avventure in Arabian
Nights
.
Ma questa è un’altra storia.

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