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Zanzibar

La perla dell'Oceano dell'Indiano.

L’isola di Unguja offre, oltre alle incontaminate spiagge della costa orientale, la possibilità di soggiornare nella pittoresca città di Zanzibar la “Stone Town”.
Zanzibar e’ una perla incastonata nel turchese dell’Oceano Indiano.
Le sue spiagge bianchissime sono spettacolari, soprattutto sulla costa orientale, ancora tutta da scoprire per i turisti occidentali.
La barriera corallina offre uno spettacolo indimenticabile, una miriade di pesci colorati nuotano in un mare calmo e caldo, e fornisce anche una valida protezione contro l’incursione degli squali.
Ma Zanzibar non e’ solo questo.

La Stone Town offre molti luoghi per un piacevole soggiorno.
Si può alloggiare allo Spice Inn (tel. 30728-30279 – PO Box 1029), situato nelle vicinanze della moschea Aga Khan.
Si tratta di un vecchio albergo in stile coloniale, come il Raffles Hotel di Singapore, che conserva ancora l’atmosfera dei un romanzi di Somerset Maugham.

La sala del primo piano e’ piena di mobili antichi in stile locale.
Diverse camere hanno lo stesso arredamento fuori dal tempo: letti a baldacchino, poltrone, divani, scrittoi tutti in legno pregiato e finemente intagliato.
Quando ci andai io era frequentato da strani personaggi a metà fra l’artista scapigliato e il nuovo fricchettone.
Per un certo verso, l’atmosfera, ricorda la vecchia Kathmandu degli anni settanta.

In giro per la città si vedono molti di questi personaggi piacevolmente “alternativi”, alla sera molto spesso, come si fossero dati appuntamento, li si possono incontrare a pranzo a cena presso lo Zee Bar. In questo bar-ristorante-negozietto potete trovare di tutto.
Le spezie di cui l’isola e’ una rinomata produttrice (a proposito non perdetevi lo Spice Tour) si trovano al piano terreno, proprio vicino all’ingresso danno il benvenuto con il loro aroma intenso.
Poco più in là sono in vendita delle T-shirt con disegno originale, probabilmente dipinte da qualche cliente del locale, e gli immancabili oggetti dell’artigianato locale che vanno dalle borse ai gioielli in argento, ai batik.

Salendo le scale, per accedere al locale ristorante, si possono ammirare appesi alle pareti diversi quadri interessanti.
Ricordo con nostalgia uno stupendo batik che starebbe benissimo tra le mie librerie, penso spesso che dovrei tornare a fare una visitina a questo posto.
Il locale ristorante e’ un luogo fresco e piacevole.
Situato su una terrazza che spazia sui tetti della città vecchia e’ il luogo ideale per sedersi e ascoltare le storie che si narrano i vari avventori.

La sera e’ popolato praticamente da stranieri, i già citati fricchettoni, vari artisti di passaggio sull’isola, molti backpackers e, qualche locale benestante.
La cucina e’ ottima, ricordo che il moka cake dello Zee bar era diventato un mito per gli amici che stavano con me a Zanzibar.
Conviene prenotare perché e’ sempre affollato e comunque e’ suggeribile essere a tavola intorno alle venti.
Si pranza al lume di una candela perché l’energia elettrica, in tutta la città viene interrotta per un’ora circa.

E’ l’ora del machete, ma questa e’ un’altra storia.

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