Questo sito contribuisce alla audience di

L’Evoluzione delle Piante - I

Alghe e Muschi

Dalle alghe più primitive alle gigantesche foreste di sequoie, la vita vegetale con le caratteristiche proprie della sua vasta complessità è stata da sempre la base fondamentale per l’ulteriore sviluppo della totalità degli organismi viventi sulla Terra, in particolare nelle terre emerse e questo grazie al graduale arricchimento dell’atmosfera di ossigeno prodotto dalle stesse piante mediante il processo della fotosintesi. Oltre a permettere le ossidazioni dei substrati biochimici degli organismi animali mediante il meccanismo della respirazione, l’ossigeno ha avuto un ‘altra importantissima funzione, le sue concentrazioni sempre crescenti, raggiungendo gli strati alti dell’atmosfera, reagirono in maniera determinante con la maggior parte delle radiazioni ultraviolette di provenienza solare per dare origine ad una ‘fascia’ formata da un particolare composto dell’ossigeno, è la fascia dell’ozono fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi forma di vita pluricellulare sulla terraferma in quanto blocca proprio quelle radiazioni ultraviolette che hanno un effetto letale sulla molecola del DNA. Nei bassi e caldi mari del precambriano, le prime associazioni di vegetali erano formate proprio dalle colonie di alghe unicellulari, dalle più antiche alghe azzurre o cionoficee(a struttura cellulare procariotica) alle più complesse Diatomee e Volvox. E’ giusto menzionare in questo contesto alcune colonie di alghe microscopiche che per la loro particolare capacità di aggregazione con particelle di sabbia, hanno dato luogo a delle strutture originalissime ed uniche; si tratta degli Stromatoliti.
Per la precisione le alghe di cui ne fanno parte sono in grado di secernere una sostanza gelatinosa e collosa che ingloba granelli di sabbia ed altro materiale inorganico dando luogo a più anelli concentrici a partire da un nucleo originario, questo processo viene ripetuto più volte in successive stratificazioni con il risultato che si ha la formazione di strutture cilindroidi e rigide che ricordano vagamente la morfologia dei funghi superiori. Degli stromatoliti abbiamo una buona documentazione fossile ma l’elemento più interessante è che esistono ancora ai nostri giorni e sono presenti nei bassi e cristallini mari tropicali australiani.
Riguardo le alghe pluricellulari, esse si differenziarono in molte specie non molto dissimili da quelle attuali, vista la poca complessità della loro struttura esterna infatti la loro differenziazione è solo morfologica(non sono provviste di un corpo diviso in fusto radici e foglie) e sotto il profilo filetico le alghe si suddividono in Clorofite, Feofite, Rodofite e Crisofite. Gli antichi mari, dal Paleozoico in poi, videro l’espansione di vere e proprie foreste e praterie sottomarine rappresentate dalle gigantesche Laminarie che crescono lungo i rilievi o che tappezzano le vaste superfici dei fondali.
Le alghe marine attuali non sono cambiate molto dai loro antenati ed è da antenati simili, come gli ammassi di alghe mucillaginose, che derivarono, attraverso un lungo processo evolutivo di adattamento alle condizioni di vita terrestre, tutti i vegetali che conosciamo. Soprattutto lungo i bordi prosciugati delle terre emerse, sia in prossimità delle spiagge quando le maree si ritiravano oppure nelle acque interne come pozze, stagni inariditi o fiumi prosciugati in periodi di siccità, gli ammassi di alghe rimaste allo scoperto dovettero inevitabilmente, con il tempo, escogitare nuove strategie di sopravvivenza
per poter meglio resistere all’asciutto ed ai raggi solari. Ancora oggi esistono delle comunità vegetali, forse non troppo appariscenti ma significative, che sono formate dall’associazione simbiotica di funghi microscopici (Ascomiceti) e di alghe unicellulari (Cianoficee o Cloroficee), i LICHENI per l’appunto, che riescono a sopravvivere a lunghi periodi di siccità semplicemente entrando per così dire in uno stato di quiescenza biologica per poi ritornare vitali ai primi segni di umidità; tale fenomeno si chiama Reviviscenza. Analogamente processi simili dovevano attuare le antiche alghe quando si trovavano in tali condizioni estreme.

Gradualmente dalle alghe si svilupparono delle piante non ancora supportate da un struttura rigida ma già in grado di resistere in un ambiente semi-umido e soprattutto di colonizzare i margini delle terre emerse. Si tratta dei Muschi ed Epatiche che sono da considerarsi dei veri e propri vegetali anfibi soprattutto sotto il profilo riproduttivo in quanto le spore prodotte dai loro organi sessuali necessitano dell’elemento liquido per poter raggiungere e fecondare l’oosfera presente negli altri esemplari della stessa specie. I muschi formavano interi tappetini soffici ed umidi, come ancora ai nostri giorni, delle vere e proprie ‘ foreste in miniatura ‘ ove scorrazzava una fauna tutta particolare formata da ragni, millepiedi, scorpioni ,etc.

Una volta che fu risolto in maniera definitiva il problema di poter disporre di una struttura rigida tubolare che permettesse ai quei primitivi vegetali di svilupparsi in modo verticale per vincere la gravità e soprattutto per impedire la dispersione della preziosa acqua interna, venne consequenzialmente adottato un efficace sistema vascolare per pompare e convogliare i liquidi come la linfa, nelle parti superiori della pianta. Siamo così all’inizio dell’evoluzione delle Tracheofite, piante provviste di un sistema vascolare all’interno di un tronco principale rigido e ligneo. Grazie a questi presupposti anatomo-fisiologicici vennero gettate le basi per la progressiva e duratura conquista delle terre emerse da parte di vegetali sempre più complessi e resistenti.

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti