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L'Evoluzione delle piante - II

Le Prime Tracheofite (Le Pderidofite) Parte 1

Dopo che dai primi ammassi filamentosi e mucillaginosi delle alghe del paleozoico come Sphaenophycus ,si svilupparono le prime vere pianticelle che in seguito alla pressione dell’ambiente subaereo risolsero il problema di dover disporre di una struttura principale rigida, la vita vegetale iniziò lentamente ma inesorabilmente la conquista delle terre emerse in prossimità delle zone umide e questo processo portò anche alla colonizzazione graduale degli ambienti interni e meno ricchi di acqua da parte di piante più evolute e cosiddette pioniere che, per caratteristiche morfo-funzionali, si erano in parte già affrancate dagli ambienti umidi, disponendo ormai di un sistema canalicolare completo in un piccolo fusto semirigido. Le briofite, es. i muschi come il genere Musciphyton, furono il primo passo verso la terraferma ,vegetali che, non ancora supportati da struttura rigida ma già differenziati in un piccolo fusto elastico e rizoidi, costituivano delle foreste in miniatura.

Come ai nostri giorni, anche in quelle antiche ere piante come i licheni, grazie alla loro tenacia e capacità di adattamento in ambienti estremi, rivestivano sicuramente un ruolo importante per la colonizzazione della zone interne del nostro pianeta e quindi per ‘preparare’ il terreno a nuove piante pioniere. Nella filogenesi vegetale ,subito dopo le Briofite, segue una divisione tassonomica che forma il grande gruppo delle Pteridofite le quali si suddividono in sei classi delle quali due sono estinte. Si tratta delle Licopodales, Psilotales, Equisetales, Filicales più le due classi estinte Cycadofilicales e Bennettinales. Tutte contraddistinte dalle medesime modalità riproduttive per mezzo di spore che necessitano di un ambiente umido. Molti rappresentanti di queste piante ancora presenti ai nostri giorni, sono solo un pallido ricordo di quelle che dovevano essere i loro antenati ben più imponenti con le immense e rigogliose foreste che formavano ed il cui apice massimo di sviluppo venne raggiunto tra il siluriano ed il carbonifero la cui datazione fossile oscilla tra i 265 ed 210 milioni di anni or sono. Ricordiamo le grandi foreste di Calamophyton e Sphenophyllum che erano enormi equiseti alti 20-30 m. Vi erano vegetali ormai diversificati sia come specie che come caratteristiche interne, nell’ordine delle Licopodales si annoveravano specie erbacee acquatiche e piante che presentavano un fusto legnoso segnato da solchi e dicotomizzato in rami che generalmente finivano all’estremità in un ciuffo di foglie allungate e sottili oppure in normali ramificazioni con foglie picciolate, es. Lepidodendrum e Archeosigillaria. L’altro ordine rappresentato dalle Psilotales comprende piante più primitive formate da un semplice asse centrale allungato a guisa di fusto che presentava una primitiva differenziazione in rametti senza foglie mentre altre specie avevano un sottile tronco da cui si dipartivano direttamente piccole foglie scagliose. Citiamo le Rhyniales di cui sopravvivono specie attuali come Psilotum e Psilophyton che era un’antica psilofita dal tronco legnoso.

Arriviamo alle Filicales, tra cui le attuali felci, le più evolute e complesse nell’ambito delle pderidofite. Questi vegetali, ancor oggi abbondantemente rappresentati, sono caratterizzati da un asse centrale che può essere sia un tronco legnoso come nelle felci arboree australiane e sudamericane (relitti mesozoici) oppure da un sottile stelo semirigido di varia grandezza come nelle felci delle nostre latitudini (es. felce aquilina, polipodio, capelvenere, cinoglossa), dal tronco si dipartono dei rami che si dividono ulteriormente e che terminano in foglie generalmente allungate, lanceolate o seghettate di un colore verde intenso. Le felci fossili sono documentate da specie arboree gigantesche come Megaphyton del carbonifero superiore o Eospermapteris del devoniano, abbondantemente diffuse nel Gondwana ,la parte meridionale del supercontinente Pangea. Per avere un’idea di quanto estese ed imponenti dovessero essere quelle lussureggianti ed antiche foreste del paleozoico, ove già si muovevano timidamente i primi anfibi, basta osservare la distribuzione mondiale degli immensi giacimenti di carbon fossile formatesi proprio dall’accumulo, in milioni di anni, di enormi quantità di materiale vegetale.

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