align=left border=0>“Tenerumi“, non ha in italiano un vero
equivalente.
“Tenerezze” sono i germogli della pianta di zucchine
lunghe che, in alcuni paesi dell’entroterra siciliano, sono detti anche
“càddi di cucùzza“.
Questo insolito tipo di verdura, cucinato in
questo modo, è una ricetta originaria del ragusano, anche se Palermo l’ha fatta
sua, arricchendola con un numero consistente di varianti. Questa verdura è
ritenuta, oltre che di facile digeribilità, anche molto rinfrescante e leggera.
Anzi è uso comune consumarla per far riposare lo stomaco. Nel gergo locale,
infatti, con “manciàri pasta chi tinnirùma” significa mangiare
qualcosa fatto di niente.
Per 4 persone
Ingredienti:
400 grammi di spaghetti,
200 grammi di pomodori pelati,
2 mazzi di
tenerumi,
1 zucchina siciliana di media lunghezza,
2 patate grosse,
2 spicchi d’aglio,
sale e pepe o peperoncino quanto basta,
olio
d’oliva extravergine.
Preparazione:
Fate un soffritto con
l’aglio schiacciato, l’olio, i pomodori pelati privati dei semi e tagliati a
pezzetti, le foglie dei tenerumi spezzettate, la zucchina tagliata a tocchetti e
Ie patate pelate e fatte a pezzetti. Rosolate bene, quindi unite mezzo litro
d’acqua, salate, pepate e fate cuocere per circa mezz’ora. Adesso mettete gli
spaghetti in un tovagliolo chiudendolo come fosse un sacchetto e con il palmo
della mano spezzettateli. Tuffateli nella pentola del condimento ed a cottura
ultimata, servite in tavola.

Daniulla








