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Restaurate le carrozze del Senato Palermitano

Le due berline sono custodite nel Museo etnografico siciliano dal 1936 e dopo il lungo periodo di restauro, adesso, i visitatori potranno nuovamente ammirarle.

Le due carrozze di gala del Senato palermitano ritornano nei saloni espositivi del Museo Pitrè, dopo un delicato intervento di restauro curato dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Palermo, che le ha riportate all’originario splendore. Le carrozze sono state restituite alla visione del pubblico il 19 marzo scorso in occasione della presentazione del ventesimo fascicolo della rivista “Il Pitrè”, nella cappella del Marvuglia annessa al Museo etnografico siciliano.

Delle due carrozze, la più grande riporta il blasone intagliato di casa Statella del Cassaro ed è riferibile al principe don Francesco, eletto Pretore di Palermo nel 1794.
La seconda carrozza riporta lo stemma di casa Filangeri e venne utilizzata nel 1810 dal Pretore, principe di Cutò.

All’incontro, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune e dal museo Pitré, era presente una delegazione della Confraternita di Santa Maria dell’Itria dei Cocchieri, che ha portato lo storico labaro seicentesco, indossando il tipico “abitino”. In occasione della presentazione della rivista, è stata anche mostrata al pubblico una livrea dei cocchieri del Senato palermitano e un’armatura dei “romani” usata per la processione del Venerdì Santo.

Al ventesimo numero della rivista “Il Pitré” è, inoltre, allegato un supplemento, dedicato ai riti della Pasqua, in cui sei autori, Giuseppe Bonomo, Anna Ceffalia, Gaetano Basile, Nino Giaramidaro, Alberto Samonà e Isidoro Passanante, tracciano un quadro composito della Pasqua, indagata sotto diversi aspetti.

Durante la cerimonia di sabato pomeriggio, l’editore della rivista “Il Pitrè”, Giorgio Maria Di Giorgio, ha donato al Museo due riproduzioni a grandezza naturale (cm. 160 x 93) del quadro di Nicolò Giannone (1889) Il Senato alla Cattedrale di Palermo, conservato a Palazzo delle Aquile, che raffigura, in una scena tardo ottocentesca, proprio la carrozza di gala Statella, in parata davanti la Cattedrale.

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