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Guerra ai gonfaloni abusivi

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo

A cavallo delle due ultime elezioni, prima dell’inizio della nuova campagna elettorale, ho raggiunto a piedi un ufficio, non lontanissimo da casa mia, ma abbastanza distante da richiedere una passeggiata di una ventina di minuti. Nel tragitto ho avuto modo di notare ciò che l’attenzione alla guida spesso impedisce di verificare quantitativamente: il numero impressionante di manifesti elettorali rimasti affissi dopo le precedenti elezioni; sui muri, nelle fermate degli autobus, sui cestini dei rifiuti (qualcuno sbiadito e vecchio di chissa quanti anni), sulle cassette della posta, sulle paline di diramazione dell’enel, ed anche negli spazi elettorali autorizzati; in quest’ultima categoria rientrano i gonfaloni sui pali della luce.
Pur trovando l’idea dei cartelli sui pali alquanto intelligente, in quanto in grado di offrire uno spazio pubblicitario pressocché illimitato (ma a giudicare dai cartelli illegali c’è gente che non si contenta mai) e relativamente poco invasiva, in quanto facili da rimuovere e priva di effetti collaterali, come danneggiamento dei muri per via della colla, resta il fatto che qualcuno avrebbe dovuto pagare per la loro rimozione, dove per “qualcuno” non si intende la collettività, ma chi si è preoccupato di farli affiggere. Che abbiano vinto o meno le elezioni, i nostri dipendenti politici non sembrano invece interessati a sborsare soldi per la rimozione, nonostante ricevano una barca di fondi pubblici come spese di rimborsi per la propaganda elettorale, indipendentemente dai risultati ottenuti; (vedi “Dopo le elezioni piove la manna” sul blog di Daniele Martinelli: http://www.danielemartinelli.it/).
Dato che a loro non garba sollevare un polverone su una faccenda che in un modo o nell’altro rischia di coinvolgerli, e che il cittadino è tradizionalmente inerte sui problemi di pubblico interesse, ecco che nessuno muove un dito.
Ho persino pensato di inventarmi un’impresa di pulizia, richiedendo poi, fotografie alla mano, i risarcimenti ai politici coinvolti, ma sicuramente sarei fallito dopo una settimana, e forse anche multato per aver ripulito qualcosa su cui non avevo l’autorità di mettere le mani.
Quasi a leggermi nel pensiero (da questo probabilmente deriva il loro nome), l’associazione Bispensiero, reduce della recente vittoria al TAR contro le ZTL, decide di dichiarare guerra ai gonfaloni abusivi, chiedendo la partecipazione dei cittadini; scattate delle foto digitali, documentatele con luogo e data (al fine di consentire eventuali verifiche a campione sulla non falsificazione della data) ed inviatele per e-mail a: info@bispensiero.it. L’associazione, raccolte un numero cospicuo di foto, avvierà una causa di risarcimento contro i politici interessati, a favore delle casse comunali; ogni vostra foto può valere 400 euro.
A conti fatti, sono parecchie centinaia di migliaia di euro, e forse anche qualche milione di euro che il nostro comune potrebbe incassare; altro che multe per divieto di sosta!

Ai cittadini non è richiesta alcuna iscrizione nè il pagamento di tariffe; gli avvocati dell’associazione richiederanno la parcella ai multati in caso di vittoria, o pagheranno le spese processuali in caso contrario.

Info:
http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_akocomment&task=quote&id=609&Itemid=571

(Walter Giocoso)

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