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Ecoturismo in ripresa, cresce offerta natura e Parchi italiani

E´ quanto emerso da Ecotur 2006 . Secondo Agriturist- Confagricoltura, il giro d´affari del settore potrebbe segnare nel 2006 un incremento del 10,9%

Il settore turismo natura in Italia sta recuperando terreno. Dopo il meno 10% registrato lo scorso anno il comparto, grazie anche agli ultimi ponti favorevoli di Pasqua e di primavera ha fatto registrare una ripresa. E´ quanto emerso da Ecotur 2006 che si chiude oggi a Montesilvano, Pescara. Tra i motivi del recupero, secondo quanto dicono gli operatori, c´e’ la sempre piu’ variegata offerta dei Parchi italiani e delle aree protette anche marine, che rispondono maggiormente alle esigenze della clientela. Per quanto riguarda le strutture ricettive, gli agriturismi e le strutture rurali stanno recuperando terreno grazie a una proposta piu’ attenta al rapporto qualita’/prezzo. Secondo i dati Agriturist- Confagricoltura gli arrivi, rispetto al 2005, potrebbero segnare quest´anno un + 6,2% mentre le presenze un +3,6. Il giro d´affari del settore potrebbe segnare nel 2006 un incremento del 10,9% che corrisponde a circa 883 milioni di euro. Secondo Federalberghi nel ponte del 25 aprile gli agriturismi hanno raccolto il 5,5% della quota di mercato e per il 1 maggio si prevede un 6,1% nelle preferenze degli italiani. Dai dati Ecotur 2006, nel 1994 i visitatori delle aree naturali erano soltanto 4 milioni e mezzo, nel 2004, erano 17 milioni e le presenze ufficiali, che non tengono conto del fenomeno dell´escursionismo, molto diffuso nell´ambito dei parchi e delle aree protette in genere, oltre 75 milioni, per un fatturato globale di circa 7,5 miliardi di euro. Un segmento, quello del turismo-natura, destinato a crescere e ad affermarsi nel panorama turistico internazionale. Anche grazie ai dieci nuovi paesi entrati nella Ue, la maggior parte dei quali puo’ vantare grandi risorse ambientali e a cui e’ dedicata un apposita sezione nel Rapporto Ecotur 2006. Su un patrimonio globale europeo di 1,38 milioni di kmq, ben 238.000 kmq, vale a dire circa il 17%, e’ di pertinenza dei dieci nuovi stati, ai quali si debbono aggiungere i 199.000 kmq di foreste, per un altro ulteriore 14%, che appartengono alla Bulgaria, Romania e Turchia, il cui ingresso e’ sempre piu’ vicino.