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Vendola e la questione morale: c'è sempre uno più puro che ti epura

Da queste parti ci siamo già occupati della inchiesta giudiziaria pugliese, e dei suoi risvolti anche boccacceschi. La notizia di oggi è che il capogruppo del Pd alla Regione Puglia Antonio Maniglio[...]

Da queste parti ci siamo già occupati della inchiesta giudiziaria pugliese, e dei suoi risvolti anche boccacceschi.
La notizia di oggi è che il capogruppo del Pd alla Regione Puglia Antonio Maniglio ha deciso di mettere per iscritto la sua approvazione della scelta del Presidente della Regione Vendola di scrivere ai magistrati una lettera.

Breve riepilogo: sui giornali di oggi esce una lettera che Vendola invia alla PM Desirè Digeronimo. E’ una lettera dura, diretta, in cui il Presidente della Regione attacca il magistrato, e le dice in sostanza che è in conflitto di interessi.

L’Altro, quotidiano diretto da Piero Sansonetti, fa il titolo di apertura con una frase del Presidente, “i briganti al posto degli onesti”, e pubblica come articolo di apertura la lettera stessa. E l’editoriale del direttore dice chiaramente: dobbiamo finirla di fare i garantisti solo a volte, di dire “andate fino in fondo” ai giudici quando colpiscono il centrodestra e di dir loro “state al vostro posto” quando ad essere colpito è “uno di noi”. Nichi non ha fatto niente, e lo diciamo noi che siamo garantisti anche con Previti e Berlusconi.

Il Manifesto al contrario scende in campo contro Vendola: non si attacca la magistratura, non si deve delegittimare il lavoro dei giudici. Vendola dovrebbe prendersela con i suoi compagni di coalizione, magari con D’Alema, dice il quotidiano.

Adesso si schiera un esponente del Pd come Maniglio, e si schiera in difesa del Presidente. Significativo che un esponente del Pd scriva che forse non è stata una ottima idea quella di scrivere proprio al magistrato che sta indagando sulla sanità in Puglia (forse non era la “strada migliore”, dice), ma “è indiscutibile l’efficacia dell’iniziativa di Vendola per parlare ai pugliesi”.

Fino a qualche tempo fa se un politico parlava direttamente al popolo (”i pugliesi”), e se si rivolgeva ad un magistrato dicendogli in sostanza “tu non puoi indagare su di me perché sei amico dei miei avversari politici”, si parlava di intimidazioni e minacce, e di una visione plebiscitaria della democrazia. E’ Berlusconi che dice sempre “la gente mi ha votato, i sondaggi mi danno al 68 per cento”.

Chi scrive questo blog non crede che Vendola sia corrotto, stima molto Vendola, che ha vinto davvero a sorpresa le primarie per candidarsi Presidente, è stato eletto Presidente, e tenta di cambiare la politica della sua Regione. Vendola ha uno spessore e una cultura non comune tra i politici di professione. Mi fido di lui, e mi commuove anche un pochino per la sua prosa e per la sua figura, aggiungo.

Penso anche che sia giusto criticare i magistrati quando imbastiscono inchieste su cose fumose, passano le carte ai giornalisti, si sentono investiti della missione di “fare pulizia”, mettono in mezzo reati roboanti solo per poter dire - se poi non arrivano a nulla - che il potere ha sottratto loro la possibilità di scoperchiare chissa’ quali misteri.

Luigi De Magistris è il prototipo di questo modo di pensare, e infatti dice che le parole di Vendola non gli sono piaciute. Ma per fortuna anche a Vendola i magistrati come lui non piacciono. Non gli piacevano già prima di questa inchiesta, come come disse a Sabelli Fioretti più di un anno fa.

Eppure sul sito di Sinistra e Libertà, appena pubblicata la lettera, il primo commento è stato: “che brutta lettera. Mi sembra Craxi, mi sembra Ghedini”. E altri la buttano in politica: Vendola paga per le colpe del Pd.

A Vendola, che scrive anche “mi considero un puro”, vale la pena di ricordare la frase di Nenni sui rischi dell’estremismo, a proposito dei puri: “C’è sempre uno più puro che ti epura”.