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Il Pd, la RU486, Dorina Bianchi...

Non c’è altra parola se non casino per definire quello che succede nel Pd sui temi “eticamente sensibili”. L’ultima è stata ieri: il Senato deve decidere se fare o no una[...]

dorina bianchiNon c’è altra parola se non casino per definire quello che succede nel Pd sui temi “eticamente sensibili”. L’ultima è stata ieri: il Senato deve decidere se fare o no una “indagine conoscitiva” sulla pillola abortiva RU486. L’annuncio della volontà di procedere a questo passo era stato dato già da tempo dal centrodestra. Servirebbe per “farci una idea” su come funziona la pillola, come se per ogni farmaco il Parlamento dovesse convocarsi, discutere, ascoltare esperti. In realtà il problema è che la RU486 ha tutti i permessi del caso e anzi in altri Paesi esiste da decine di anni, senza che nessuno abbia mai pensato di fare indagini. Ma lasciamo perdere.

La Commissione competente del Senato comunque decide di procedere con questa indagine. Tutti d’accordo a parte una senatrice Radicale, Donatella Poretti, che anzi chiede al Pd, gruppo di cui fa parte, di chiarire a tutti il motivo per cui ha gestito questa vicenda in modo così confuso.

E’ successo infatti che non solo la rappresentante del PD ha votato a favore, ma anche che la senatrice Pd Dorina Bianchi, una delle parlamentari PD più vicina alla Chiesa, è stata nominata relatrice per l’indagine.

La foto su questo post la raffigura. Ok, non ha proprio l’aspetto di una cattolica integralista.

Torniamo alla notizia: il Pd insomma esprime su questo argomento una posizione non sostanzialmente diversa da quella di Gasparri.

A questo punto Dario Franceschini scrive una lettera al gruppo PD e dice che non è possibile lasciare su una questione come questa “libertà di coscienza”. E’ il gruppo che deve decidere, con un voto, che linea avere: se fare o no l’indagine conoscitiva, e a chi affidare il compito di fare da relatore.

Esprime solidarietà alla Bianchi il deputato del PDL Maurizio Lupi.
E il capogruppo del PDL al Senato Quagliariello parla di “processo surreale” alla parlamentare cattolica dello schieramento avversario.

Tra poche ore si saprà quale sarà l’orientamento del Gruppo del PD al Senato. Azzardiamo una previsione: si deciderà di confermare il sì all’indagine, e si chiederà alla Bianchi di “rappresentare la posizione del gruppo” e non la sua personale. Lei poi magari non lo farà, e ricominceranno le polemiche.

Anche perché la prima audizione sul tema è già stata convocata. Il PD sicuramente non si è distinto per tempismo. E neppure il suo segretario.