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Quesito per gli elettori del PD: chi è Angelo Panebianco?

Il parlamentare e responsabile della comunicazione del Pd Paolo Gentiloni ha in bella mostra sul suo blog una frase di Amartya Sen che suona così: “La democrazia ha esigenze che vanno ben oltre quelle[...]

Angelo PanebiancoIl parlamentare e responsabile della comunicazione del Pd Paolo Gentiloni ha in bella mostra sul suo blog una frase di Amartya Sen che suona così: “La democrazia ha esigenze che vanno ben oltre quelle di un’urna elettorale”. Ovviamente Gentiloni vuole comunicare in questo modo il suo pensiero sulla ripetizione del mantra che spesso si ascolta nella maggioranza: Berlusconi l’hanno votato i cittadini italiani, lasciatelo governare.

Gentiloni però usa la frase di Sen come se fosse un accenno al premier italiano, come se fosse un riferimento alla situazione italiana. Cosa che ovviamente non è. Sen non parla di Berlusconi e dell’Italia, ma della troppo angusta visione della democrazia come processo elettorale e basta. Per la verità l’economista e pensatore indiano si riferisce anche alla democrazia occidentale in quanto tale, e più in generale al modello politico economico liberale. E’ un discorso ampio, che sarebbe inutile affrontare qui.

Quel che importa dire qui è che comunque l’urna elettorale è una cosa che conta. Perché se gli elettori ti votano, tu sei legittimato a governare. Specie in un sistema sostanzialmente e formalmente democratico, come nei Paesi europei o negli Stati Uniti, dove a nessuno è impedito di esprimere il proprio pensiero. Non basta, è vero, ma è, come dire, un pre-requisito.

Perché il Pd sia votato in futuro dagli elettori, dunque, servono due cose: alleanze solide (perché non si governa con il 30 o anche il 40 per cento dei voti, anche il Pdl ha avuto bisogno di allearsi), e idee chiare sulle cose da fare.

Sosteneva qualche giorno fa Angelo Panebianco sul Corriere della Sera che il Pd deve dire chiaramente cosa vuole su quelle che il politologo considera questioni cruciali: immigrazione e islam. Le parole del Pd su questi due temi, diceva sempre Panebianco, sono balbettii.

Ignazio Marino ha risposto oggi, ma da giorni leader e sottoleader del partito replicano e citano, magari per sostenerle le parole del commentatore del Corriere della Sera,

Sarebbe interessante un bel sondaggio: quanti elettori del Pd conoscono Panebianco? Quanti dei votanti alle primarie sanno delle sue critiche al Pd? Quanti ne sarebbero interessati se leggessero l’articolo del politologo?

Lo chiediamo a chi legge queste pagine. Perché è vero che democrazia non è solo quello che esce dalle urne elettorali, ma è anche vero che se il Pd pensasse meno ai Panebianco e più a prendere voti non farebbe male. Il senso della domanda è: ma i dirigenti del PD, prima che rispondere a Panebianco, hanno dato queste risposte ai loro elettori? E cosa hanno detto loro? Prima che dire, con Sen, che democrazia non è solo vincere le elezioni, stanno pensando a come vincere? O pensano solo a Panebianco?

Ps: non vale se cercate la risposta al sondaggio su Google.