<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Allergie ed  immunità. Ruolo del SIgA    </title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2011/01/allergie-ed-immunita.-ruolo-del-siga</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2011/01/allergie-ed-immunita.-ruolo-del-siga</guid>
	<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 10:14:23 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2011/01/allergie-ed-immunita.-ruolo-del-siga#comments</comments>
    <category>allergia</category><category>allergie intolleranze alimentari</category><category>autismo immunità</category><category>infezioni respiratorie</category><category>infiammazioni</category><category>siga asma</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/mucosaintestinale.jpg" class="left" border="0" width="250" height="209" alt="" /><br />
 Il SIgA  è l’immunoglobulina principale che si trova nel muco, nella saliva, lacrime, fluido vaginale e nelle secrezioni delle pareti intestinali e polmonari. E’ resistente alla degradazione da parte di enzimi vari ed è la nostra prima linea di difesa e protezione contro  microbi, candida ed agenti patogeni e tossici vari.   Le cellule intestinali producono circa 2-3 grammi di SIgA al giorno; la produzione raggiunge il vertice durante l’infanzia e comincia a declinare dopo i 60 anni.<br />
Molti pensano che la parete mucosa si trovi solo  nel naso e seni nasali, ma in realtà la mucosa con la superficie di gran lunga più estesa si trova nell’intestino, dove   costituisce la nostra prima linea di difesa contro batteri, funghi, virus, tossine varie, e contro proteine alimentari che, superando questo rivestimento e  penetrando nel sangue,  provocherebbero reazioni di allergie ed intolleranze alimentari. In termini semplici:  gli anticorpi SIgA  si “appiccicano” a microrganismi, proteine alimentari e carcinogeni  , li intrappolano nel muco ed impediscono loro di andare altrove;  questi invasori vengono invece “scortati” fuori dall’organismo con le feci.<br />
Molte persone hanno dei livelli di SIgA  carenti, e ciò le rende più vulnerabili verso allergie, intolleranze alimentari, eczemi ed inefzioni. Constato spesso che le persone che non riescono a sbarazzarsi della candida hanno livelli di SIgA bassi, come pure le persone che soffrono di morbo di Crohn colite ulcerativa, morbo celiaco, autismo, asma, infezioni croniche e ricorrenti del tratto respiratorio e varie malattie autoimmuni..<br />
Se i livelli bassi di SIgA si prolungano per molto tempo allora anche  le ghiandole surrenali, che cercano di mettere riparo al danno provocato da questa carenza, si stancano ed indeboliscono e quindi spesso i test dimostrano sia bassi livelli di SIgA che scarsa funzionalità delle surrenali.<br />
Il livello di SIgA può essere misurato con un test fatto con un campione di saliva o feci. Se i risultati sono  più alti del normale ciò indica che vi è qualche infezione o infiammazione in corso nell’organismo, che sta cercando di combattere questo problema aumentando la produzione di SIgA.. Se invece i valori del SIgA sono più bassi del normale è bene cercare di farli aumentare, e per fortuna vi sono vari modi per farlo. I modi più efficaci variano da persona a persona, ma sono basati in genere su vari tipi di probiotici, sul beta glucano ed altre sostanze.<br />
Se si riesce a far aumentare i livelli di SIgA, anche se non sempre si ottiene la soluzione completa del problema di salute (possono essere presenti vari altri fattori negativi da individuare ed affrontare), si ottiene tuttavia spesso un miglioramento.</p>
<p>Dr. Fiamma Ferraro<br />
Medico chirurgo<br />
tel.3456248926<br />
fiafer@yahoo.com<br />
www.saluteglobale.com</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110119101423"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110119101423?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110119101423" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110119101423&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fallergie-ed-immunita.-ruolo-del-siga"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il SIgA  è l’immunoglobulina principale che si trova nel muco, nella saliva, lacrime, fluido vaginale e nelle secrezioni delle pareti intestinali e polmonari. E’ resistente alla degradazione da[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ulteriori rimedi per problemi di vista</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/12/ulteriori-rimedi-per-problemi-di-vista</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/12/ulteriori-rimedi-per-problemi-di-vista</guid>
	<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 09:51:16 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/12/ulteriori-rimedi-per-problemi-di-vista#comments</comments>
    <category>malattie_degli_occhi</category><category>problemi degli occhi microimmunoterapia agopuntura boel</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/lycium.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /></p>
<p> A seguito di rapporti su risultati favorevoli raggiunti in Belgio e Germania  da medici che da molti anni praticano la microimmunoterapia  anche su pazienti con problemi agli occhi, ho iniziato anch’io, in aggiunta  all’agopuntura con il celebre sistema <a href="http://www.agopunturaocchi.it">dell’agopuntore danese John Boel</a>,  (che rimane il sistema che mi sta dando i risultati migliori  per questo tipo di problemi) a consigliare alcuni rimedi microimmunoterapici . E’ peraltro opportuno e necessario, come non mi stanco di ripetere, abbinare questi rimedi a quelli classici-tradizionali raccomandati dal proprio oftalmologo!<br />
In particolare nel caso di degenerazione maculare collegata all’età entrano in gioco, nei rimedi impiegati dalla microimmunoterapia, diverse sostanze che, somministrate in base ai principi  classici dell’omeopatia (e cioè in dosaggio infinitesimale per attenuare la produzione di determinate sostanze, ed in dosaggio più elevato per potenziarne la produzione da parte dell’organismo).<br />
Al centro della terapia con questi preparati  vi è,  nei casi di degenerazione maculare, il tentativo di bloccare  l’angiogenesi prendendo di mira l’IGF1 (Insulin-like Growth factor 1 ) ed il VEGF (vascular endotelial growth factor) e di potenziare invece la produzione di BDNF(brain derived neurotrophic factor) e NGF (nerve growth factor).Viene inoltre attenuata la produzione di citochine proinfiammatorie e potenziata quella di sostanze che agiscono per diminuire edema e infiammazione.<br />
L’azione   svolta  dall’agopuntura con il metodo Boel e potenziata dalla microimmunoterapia  può poi essere appoggiata e rinforzata anche con alcune sostanze fitoterapiche, come ad esempio  un estratto dalla corteccia dell’albero di    lyciun barbaricum, impiegato in particolare nella fitoterapia cinese; in un esperimento sui ratti condotto dal dr. Kwohlei So,del Dipartimento di Anatomia dell&#8217;Università di Hong Kong., questa sostanza ha dimostrato  un potenziamento della  acuità visiva, tramite in particolare   un effetto benefico nei confronti delle cellule ganglionari  retiniche.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101216095116"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101216095116?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101216095116" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101216095116&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F12%2Fulteriori-rimedi-per-problemi-di-vista"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>A seguito di rapporti su risultati favorevoli raggiunti in Belgio e Germania  da medici che da molti anni praticano la microimmunoterapia  anche su pazienti con problemi agli occhi, ho iniziato[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Microimmunoterapia: per un sistema immunitario ottimale</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/10/microimmunoterapia-per-un-sistema-immunitario-ottimale</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/10/microimmunoterapia-per-un-sistema-immunitario-ottimale</guid>
	<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 07:31:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/10/microimmunoterapia-per-un-sistema-immunitario-ottimale#comments</comments>
    <category>terapie</category><category>microimmunoterapia debolezza immunitaria malattie autoimmuni allergie degenerazione maculare asma buteyko</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/medicina_01.jpg" class="left" border="0" width="150" height="100" alt="" /><br />
La microimmunoterapia, grazie ai risultati raggiunti si è rapidamente diffusa  ed è ora  applicata in  Europa  da oltre  3.000  medici ; anche a me sta dando risultati molto buoni e quindi mi sembra utile parlarne ed attirare l’attenzione su questa ulteriore possibilità.<br />
La microimmunoterapia utilizza  delle innovative sostanze  immunoregolatrici    scoperte   negli ultimi decenni, come gli interferoni, le interleuchine e gli acidi nucleici specifici. Inizialmente  erano state riposte grandi speranze in queste nuove sostanze ma purtroppo  nella pratica si è visto che, data la delicatezza del sistema immunitario queste sostanze, insieme  agli effetti terapeutici desiderati, provocano   anche  consistenti  effetti collaterali e per questo il loro impiego in campo terapeutico è soggetto a limiti.<br />
 La microimmunoterapia supera questi limiti utilizzando  queste  sostanze  (in particolare le citochine)  in  dosaggi analoghi a quelli omeopatici: si tratta in sostanza di una  terapia immunitaria simil-omeopatica che utilizza   queste sostanze immunoregolatrici recentemente scoperte. Del resto queste sostanze immunoregolatrici sono presenti nel corpo umano e svolgono i loro effetti in quantità infinitesimali. Basterebbe questo fatto per dimostrare l’infondatezza di coloro che criticano l’omeopatia sostenendo che non è possibile che delle sostanze introdotte nel corpo in quantità così  basse da essere  (al di là della diluzione D6) “inesistenti” producano degli effetti; è proprio quanto avviene naturalmente nel corpo umano a dimostrare che delle sostanze contenute nel corpo ,    come alcuni immunoregolatori, svolgono il loro compito pur essendo presenti in quantità infinitesimali,  e la microimmunoterapia, somministrando anch’essa queste sostanze in diluzioni infinitesimali,    non fa quindi altro che copiare quanto avviene in natura.<br />
Con la microimmunoterapia  si   trattano   le patologie in cui il sistema immunitario presenta delle disfunzioni: infezioni virali (epatiti, Herpes ecc.), infezioni batteriche, malattie autoimmuni (artriti, sclerosi multipla,  problemi autoimmuni della tiroide ecc) sindrome  di  stanchezza cronica, fibromialgia, morbo di Crohn,  allergie, rinite allergica, neurodermite, psoriasi ecc.<br />
Inoltre, pur non essendo chiari  i meccanismi attraverso i quali agisce in questi casi, è impiegata, come terapia di supporto, per problemi degli occhi  (ed anch’io l’ho trovata utile per questi problemi, in aggiunta alla terapia  di agopuntura per le malattie degli occhi con il <a href="http://www.agopunturaocchi.it">sistema Boel</a>) e  per l’asma (in aggiunta a quella fondamentale in questi casi, e cioè l’addestramento del respiro con il <a href="http://www.buteyko.it">metodo Buteyko</a>; rinvio sull’argomento ai miei precedenti interventi ed al mio libro <a href="http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebooks-attacco-all-asma-e-non-solo.php?pn=396">“Attacco all’Asma&#8230; e non solo”). </a><br />
La microimmunoterapia è compatibile con la maggior parte delle altre terapie. Non  è  compatibile con interferoni o trattamenti immunosoppressivi che prevedano l’uso di cortisonici,  ciclosporina o azatioprina. Di norma, quando si inizia una microimmunoterapia,  oltre a rivolgersi ad un medico esparto in questa material, è bene proseguire, finché necessario, le  terapie convenzionali prescritte.   </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101012073140"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101012073140?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101012073140" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101012073140&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F10%2Fmicroimmunoterapia-per-un-sistema-immunitario-ottimale"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La microimmunoterapia, grazie ai risultati raggiunti si è rapidamente diffusa  ed è ora  applicata in  Europa  da oltre  3.000  medici ; anche a me sta dando risultati molto buoni e quindi mi sembra[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Diabete: notizie sui farmaci</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/diabete-notizie-sui-farmaci</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/diabete-notizie-sui-farmaci</guid>
	<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 13:55:21 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/diabete-notizie-sui-farmaci#comments</comments>
    <category>diabete</category><category>diabete salsalato medicine infiammazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/termometro.jpg" class="left" border="0" width="220" height="156" alt="" /><br />
L&#8217;Agenzia Britannica di Sorveglianza sui  farmaci (MHRA), in un comunicato diffuso ai medici, ha osservato che il Rosiglitazone/Avandia  dovrebbe essere ritirato dal mercato, cosa però che può fare solo l&#8217;Agenzia europea di sorveglianza, che ha approvato questo farmaco e che, a quanto pare, sta ora riesaminando la questione. Il rosiglitazone farebbe infatti aumentare considerevolmente, a quanto osservato dalla MHRA, il rischio di problemi cardiovascolari. La stessa MHRA raccomanda peraltro di non interrompere bruscamente l&#8217;assunzione di questo farmaco, senza aver prima consultato il proprio medico.</p>
<p>Veniamo ora alla buona notizia. In un mio intervento dell&#8217;agosto 2007, (ved.  <a href="http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2007/08/305574.shtml ">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2007/08/305574.shtml </a>)dal titolo <strong>&#8220;L&#8217;Aspirina efficace contro il diabete?&#8221;</strong>  , scrivevo: <em>&#8220;L&#8217;acido salicilsalicilico, simile all&#8217;acido acetilsalicilico ( e cioè all’ aspirina) ma apparentemente privo degli effetti collaterali (emorragie e problemi gastrici) ai quali può dar luogo l&#8217;aspirina, ha rivelato, in un primo studio, sorprendenti risultati favorevoli contro il diabete di tipo 2, tanto che sono state ora avviate sperimentazioni cliniche su larga scala    per accertare se questi risultati saranno confermati.&#8221;</em><br />
Ebbene, lo studio  (108 pazienti presso il Joslin Diabetes Center di Boston) si è ora concluso con risultati positivi  ed è stato pubblicato sull&#8217;Annals of Internal Medicine, e mi fa piacere quindi il fatto che già tre anni fa vi avevo segnalato questa sostanza: il salsalato, e cioà acido salicilsalicilico, simile all&#8217;aspirina ma privo degli effetti collaterali che l&#8217;aspirina provocherebbe se presa in alte dosi. Il salsalato è un salicilato usato da anni per il trattamento dell’artrite e dei dolori articolari.  “È uno dei farmaci più vecchi della civiltà occidentale”, ha detto Shoelson, professore dell&#8217;Università di Harvard e direttore della ricerca, e &#8221; Il suo principio attivo è stato identificato nel 1876, e cominciò a essere usato per trattare dolori articolari e diabete.&#8221;<br />
 Come scrivevo   3 anni fa, potrebbe quindi valere la pena,  soprattutto se si soffre anche di dolori articolari, di fare un tentativo con il salsalato per migliorare il proprio diabete (sentito ovviamente il medico curante!) e prendendo particolari precauzioni in caso di ulcera gastrica o tendenza alle emorragie.<br />
 Probabilmente questa sostanza agirà positivamente non in tutti i casi di diabete 2 ma solo in quelli in cui vi è nell&#8217;organismo una situazione di infiammazione cronica, che provoca/aggrava il diabete.<br />
Come osserva il prof. Shoelson, <em>&#8220;Dato quello che sappiamo sul modo in cui il diabete di tipo 2 si sviluppa, riteniamo che con questo rimedio  (il salsalato) sia possibile prendere di mira la causa sottostante;..nessuna delle medicine attualmente disponibili è del tutto soddisfacente ed uno dei problemi più importanti è che queste medicine non trattano il problema che è alla base del diabete”</em> (l’infiammazione).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100914135521"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100914135521?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100914135521" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100914135521&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F09%2Fdiabete-notizie-sui-farmaci"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>L&amp;#8217;Agenzia Britannica di Sorveglianza sui  farmaci (MHRA), in un comunicato diffuso ai medici, ha osservato che il Rosiglitazone/Avandia  dovrebbe essere ritirato dal mercato, cosa però che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Batteri resistenti; infezioni persistenti. Che fare?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/batteri-resistenti-infezioni-persistenti.-che-fare</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/batteri-resistenti-infezioni-persistenti.-che-fare</guid>
	<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 09:11:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/09/batteri-resistenti-infezioni-persistenti.-che-fare#comments</comments>
    <category>malattie_e_trattamenti</category><category>infezioni batteri resistenti sinusiti otiti cistiti placca batterica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/medicine.jpg" class="left" border="0" width="115" height="76" alt="" /><br />
Sulla tematica dei “batteri resistenti” una particolare attenzione è dedicata in questi anni ai batteri chiamati “cell wall deficient” (privi di parete cellulare), oppure L-Form dall’iniziale dell’ Istituto (Lister-Institute) che per primo ha approfondito questa tematica. Sull’argomento è ad es. interessante quanto scrive la dr.Nadya Markova, professore associato presso l’Istituto di Batteriologia della Accademia Bulgarica delle Scienze, che sta studiando da 15 anni  i batteri L-Form. Ecco alcune sue osservazioni: <em>”A mio avviso, la persistente  e duratura irritazione del sistema immunitario da parte di queste forme di batteri è la causa della maggior parte delle malattie croniche;&#8230;sono dell’avviso che i batteri L-form possono essere la causa predominante di infezioni latenti, croniche e ricorrenti, come pure di malattie di origine autoimmune o con cause infettive e allergiche sconosciute”.</em> E ancora:”<em>forse uno degli aspetti più importanti quanto alle   patologie derivanti da batteri L-form è che questi batteri sono eccezionalmente resistenti a molti fattori, compresa la maggior parte dei farmaci antibatterici, e compresi i meccanismi  di difesa immunitaria dell’organismo ospitante…….la fagocitosi è il processo mediante il quale i batteri patogeni sono ingolfati, digeriti e trasformati in antigeni. Nel caso dei batteri patogeni normali i macrofagi riconoscono facilmente questi batteri ed il processo di fagocitosi procede  senza ostacoli. Ma quando i macrofagi hanno a che fare con batteri L-form, allora hanno difficoltà a riconoscere questi batteri come patogeni ed il normale processo di fagocitosi è impedito. I batteri L-form persistono più a lungo sulla superficie dei macrofagi senza essere “ingoiati”, ed anche quando lo sono, non vengono “digeriti” bene e continuano a persistere dentro i macrofagi. In breve, l’intera procedura di distruzione dei batteri viene distorta”</em><br />
Inoltre, come hanno accertato numerosi altri scienziati, una volta che i microrganismi, (batteri L-form in particolare) si sono diffusi in un organismo,  essi possono organizzarsi in colonie, creando un proprio metabolismo indipendente da quello dell’organismo ospitante, in particolare <strong>ricoprendosi con una placca, una pellicola di materiale organico (bio-film, formato da una matrice proteica) che li isola e li rende invulnerabili e non attaccabili dai medicinali  antibatterici/antivirali. </strong>Sta aumentando nel mondo scientifico la conoscenza sull’importanza di questo fattore. Uno degli esempi più comuni è costituito dalla placca che si forma nelle gengive, all’interno della quale prosperano dei microbi che, a quanto pare, non provocano solo un’infiammazione delle gengive, la loro ritrazione e la caduta dei denti, ma anche dei danni al sistema cardiovascolare. Stanno emergendo  molti studi che dimostrano il ruolo svolto da questo fattore negli infarti e cardiopatie.<br />
Si sono poi moltiplicati negli ultimi tempi i rapporti sui danni causati da infezioni trasmesse da questi microrganismi che si insediano anche fuori dall’organismo umano; ad es. sugli strumenti chirurgici negli ospedali e, resistendo alle consuete sterilizzazioni,  provocano gravi  infezioni negli ammalati.<br />
Su questo argomento ha ad es. scritto diffusamente il dr. Randall Wolcott del Southwest Regional Wound Care Center in Lubbock, Texas che, con un gruppo di ricercatori del Montana State University’s Center for Biofilm Engineering, ha pubblicato un importante articolo sul periodico  Wound Repair and Regeneration dell’ottobre 2008, in cui si esamina il ruolo dei bio-film nelle ferite croniche che si sviluppano ad es. in caso di diabete, riferendo sui successi ottenuti, che hanno consentito di evitare migliaia di amputazioni, con un approccio mirato a distruggere appunto la placca (bio-film) che proteggeva i batteri.<br />
Ed ecco sull’argomento un’osservazione  di Wolcott:”<em>Nel 2005 ho partecipato ad una conferenza interessante sui bio-film. Il primo intervento è stato della Proctor and Gamble, (la celebre casa produttrice di dentifrici) che ha riferito su un suo composto elaborato per impedire la formazione di placca sui denti e che ha speso cifre enormi per mettere in vendita un dentifricio con questo composto.  Altri hanno speso milioni per elaborare detersivi che consentono di eliminare meglio  la  placca (bio-film) che si forma  spesso nei gabinetti.<br />
Quando si è invece iniziato a parlare di medicina nessuno aveva nulla da riferire quanto a ricerche fatte sull’argomento della placca. Si spendono quindi milioni per impedire che la placca si formi  sui denti e nei gabinetti ma nulla per trovare un modo per trattare efficacemente le gravi malattie che derivano da infezioni causate dai microrganismi che prosperano nei bio-film.”</em><br />
 Come messo in evidenza da questi scienziati,  una volta   protetti dai bio-film, i microrganismi riescono, con vari meccanismi, a mettere fuori gioco anche la produzione dei peptidi antimicrobici (un fattore di cui sta emergendo sempre di più l’importanza per la lotta antibatterica)  e cioè di catelicidina, defensina ed altri.</p>
<p>Che fare dunque? Innanzitutto, come messo in rilievo ormai da molti medici, per evitare di contrarre infezioni con microbi resistenti agli antibiotici, è bene   ricorrere agli antibiotici solo quando è veramente necessario, e non per ogni minimo malanno.  In particolare, come messo in rilievo dagli scienziati che hanno approfondito la tematica dei batteri l-form/privi di parete cellulare,   alcuni tipi di antibiotici  (penicillina, cefalosporine ed altri del gruppo dei beta-lactam) hanno appunto l’effetto di distruggere le pareti cellulari di alcuni batteri, consentendo loro di rifugiarsi  e sopravvivere più facilmente  all’interno dei fagociti.<br />
Vi sono inoltre alcuni metodi abbastanza efficaci per sciogliere la pellicola (biofilm) formata dalle colonie di batteri per proteggersi; se si distrugge questa pellicola i batteri divengono di nuovo suscettibili agli attacchi del sistema immunitario e delle medicine (sia degli antibiotici che di alcuni antibatterici “alternativi/naturali” ).<br />
Di alcuni di questi metodi ho parlato in un precedente intervento, ma ve ne sono anche altri che mi hanno dato buoni risultati. E’ importante rivolgersi, se si sospetta di essere alle prese con batteri resistenti, rivolgersi ad un medico esperto in questa tematica.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100914091139"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100914091139?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100914091139" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100914091139&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F09%2Fbatteri-resistenti-infezioni-persistenti.-che-fare"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Sulla tematica dei “batteri resistenti” una particolare attenzione è dedicata in questi anni ai batteri chiamati “cell wall deficient” (privi di parete cellulare), oppure L-Form dall’iniziale[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sole e medicine: attenzione agli occhi</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/07/sole-e-medicine-attenzione-agli-occhi</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/07/sole-e-medicine-attenzione-agli-occhi</guid>
	<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:12:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/07/sole-e-medicine-attenzione-agli-occhi#comments</comments>
    <category>malattie_degli_occhi</category><category>malattie occhi agopuntura boel cataratta degenerazionemaculare senile lenti occhiali danni raggi solari</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/sun3beautifulfreepictures_com_small.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /></p>
<p>Alcuni farmaci come antibiotici, antidepressivi e ipoglicemizzanti in combinazione con i raggi UV del sole, possono provocare reazioni fotochimiche che peggiorano i danni  agli occhi. In particolare è stato riscontrato che la tetraciclina (un   antibiotico) in combinazione con i raggi UV solari, favorirebbe l&#8217;insorgenza della cataratta.<br />
 Anche nelle giornate nuvolose, ed anche quando si sta all&#8217;ombra o sotto l&#8217;ombrellone  si è ugualmente esposti ai raggi ultravioletti. Occorre inoltre fare  attenzione   ai raggi riflessi  (ad es. dal mare), che arrivano ai nostri occhi non in maniera diretta: in questi casi l&#8217;occhio non si chiude e in quel momento non è quindi protetto.<br />
Chi soffre di problemi agli occhi, oltre a contemplare la possibilità dell’agopuntura per le malattie degli occhi con il metodo Boel, (di cui ho parlato in questo intervento: http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2006/04/250684.shtml , ed al sito www.agopunturaocchi.it ), potrebbe   tener presente la possibile utilità (sentito ovviamente il proprio medico) di ricorrere anche ad alcuni integratori, come ad esempio il Ginkgo Biloba (una recente sperimentazione ha dimostrato dei miglioramenti provocati da questa pianta dopo 6 mesi di assunzione in pazienti sofferenti di degenerazione maculare senile).<br />
Altri studi hanno dimostrato l’utilità di varie sostanze antiossidanti. (1) Di questo argomento ho parlato anche in precedenti interventi (ved.  http://guide.supereva.it/patologie_croniche/malattie_degli_occhi )<br />
La prima misura, in particolare in questa stagione, consiste comunque nel proteggere gli occhi con lenti da sole di buona qualità. Lenti scadenti non solo sono inutili ma possono essere dannose. Tra i vari tipi di lenti attualmente sul mercato,  particolarmente interessanti mi sembrano quelle alla melanina.  La melanina è la sostanza naturale, contenuta nella pelle e negli occhi per  proteggerci dall’ esposizione alle radiazioni solari; oltre ad assorbire totalmente le radiazioni ultraviolette (UV), invisibili ma nocive, la melanina assorbe anche le radiazioni visibili ad alta energia (HEV) in maniera proporzionale alla loro capacità di procurare danni all&#8217;occhio  (il viola più del blu, il blu più del verde, il verde più del giallo) Purtroppo, la melanina negli occhi diminuisce  con l’ aumentare dell&#8217;età  (del 20% circa a 40 anni e del 30% a 50) ma si è trovato il modo per incorporarla nelle lenti, e numerose case produttrici hanno da alcuni anni messo sul mercato degli occhiali da sole con lenti alla melanina.<br />
Vale anche qui la consueta raccomandazione di consultare   il proprio medico-oculista.</p>
<p>RIFERIMENTI<br />
 (1) -Fies P, Dienel A. [Ginkgo extract in impaired vision&#8211;treatment with special extract EGb 761 of impaired vision due to dry senile macular degeneration] [Article in German]. Wien Med Wochenschr. 2002;152(15-16):423-6. plasma.**<br />
 - Karazhaeva MI, Saksonova EO, Klebanov GI, Liubitskii OB, Gur&#8217;eva NV. [The use of flavonoid antioxidants in the complex treatment of patients with peripheral vitreo-chorioretinal dystrophies and dystrophic retinal detachment] [Article in Russian]. Vestn Oftalmol. 2004 Jul-Aug;120(4):14-8. plasma.**<br />
 -Baudouin C, Ettaiche M, Imbert F, Droy-Lefaix MT, Gastaud P, Lapalus P. Inhibition of preretinal proliferation by free radical scavengers in an experimental model of tractional retinal detachment. Exp Eye Res. 1994Dec;59(6):697-706.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100712081208"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100712081208?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100712081208" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100712081208&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F07%2Fsole-e-medicine-attenzione-agli-occhi"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Alcuni farmaci come antibiotici, antidepressivi e ipoglicemizzanti in combinazione con i raggi UV del sole, possono provocare reazioni fotochimiche che peggiorano i danni  agli occhi. In particolare è[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Vulcano. Pericoli per la salute?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/05/vulcano.-pericoli-per-la-salute</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/05/vulcano.-pericoli-per-la-salute</guid>
	<pubDate>Mon, 24 May 2010 13:26:51 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/05/vulcano.-pericoli-per-la-salute#comments</comments>
    <category>veleni_e_fattori_dannosi_da_eliminare</category><category>hot topic</category><category>terapia chelante tiroide metalli pesanti fluoro avvelenamento</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/vulcano.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" />  Una delle sostanze contenute, in notevole quantità,  nella cenere vulvanica è costituita dal fluoro.  L&#8217;agenzia europea EFSA ritiene che il rischio di contaminzaione da fluoruri a causa delle cenere volcanica sia trascurabile, ma già alcune voci si sono levate contro questa opinione, in particolare in provenienza da paesi dove già vi è una integrazione dell&#8217;acqua del rubinetto con fluoro (integrazione ritenuta utile per la salute dei denti). Così ad es. in Irlanda, delle organizzazioni ambientali hanno criticato questa posizione dell&#8217;EFSA, osservando che il limite di sicurezza  per i fluoruri indicato da questa agenzia (7,2 mg al giorno per un adulto di 60 kg) è troppo elevato ed ottimistico: vi sarebbero prove che già 2-3 mg al giorno ridurrebbero il normale funzionamento della tiroide negli adulti  e causerebbero problemi alle ossa, e dolore alle articolazioni. In effetti il limite massimo giornaliero indicato dall&#8217;OMS è  di 4 mg.<br />
Il fluoro in minima quantità è in genere riconosciuto come benefico per denti ed ossa ma in quantità eccessiva può causare l&#8217;effetto opposto e ridurre la solidità di ossa e denti.  Inoltre il fluoro, oltre a problemi per il buon funzionamento della tiroide,  aumenta gli effetti tossici di altri metalli ,come il piombo e l&#8217;assorbimento . Richiamo a questo proposito quanto ho osservato in altri interventi    ( http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2005/03/201330.shtml ) sui pericoli provenienti da metalli pesanti e da altre sostanze velenose di cui il nostro ambiente è ormai saturo, e sull&#8217;utilità di cure disintossicanti-chelanti.<br />
 In una conferenza sugli effetti del fluoro tenuta nel 1998 a Washington, il neurotossicologo Phyllis Mullinix , dell&#8221;ospedale per i bambini di Boston, ha sostenuto la presenza di conseguenze  comportamentamentali nei bambini, causate da troppo fluoro (comportamenti violenti, iperattività e mancanza di attenzione, diminuzione nel quoziente di intelligenza). Alle stesse conclusioni sono arrivati anche degli studi effettuati in Cina, in villaggi in cui vi è un&#8217;acqua contenente molto fluoro.<br />
Indubbiamente gli studi finora effettuati non consentono di arrivare a conclusioni sicure; occorrerebbe forse un maggior numero di studi; tuttavia, poiché nel prossimo futuro potremo comunque &#8220;godere&#8221; gratuitamente, grazie al vulcano, degli eventuali benefici del fluoro, è forse il caso di non aumentare ulteriormente questa quantità di fluoro. Sembra preferibile quindi ricorrere, perlomeno per il prossimo futuro, a dentifrici privi di fluoro!</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100524132651"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100524132651?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100524132651" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100524132651&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F05%2Fvulcano.-pericoli-per-la-salute"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Una delle sostanze contenute, in notevole quantità,  nella cenere vulvanica è costituita dal fluoro.  L&amp;#8217;agenzia europea EFSA ritiene che il rischio di contaminzaione da fluoruri a causa[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Primavera senza allergie. Come?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/03/primavera-senza-allergie.-come</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/03/primavera-senza-allergie.-come</guid>
	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:52:48 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2010/03/primavera-senza-allergie.-come#comments</comments>
    <category>allergia</category><category>allergia</category><category>asma</category><category>buteyko</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/flower1BeautifulFreePictures_small.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="" /><br />
Mi riferisco qui in particolare al ruolo dell’anidride carbonica (CO2) vista in generale come un “malfattore” mentre nella  giusta quantità è una sostanza necessaria per la vita e per la salute dell’organismo; le conseguenze negative della sua carenza e positive del suo aumento, sono state clinicamente provate per l’asma in varie sperimentazioni in doppio cieco (1) e ne ho ripetutamente parlato nei miei interventi sull’asma.<br />
I benefici della CO2 sono tuttavia confermati anche per le allergie da  alcuni studi , tra i quali mi sembra importante segnalarne uno, in doppio cieco, condotto  nel dipartimento di allergologia/immunologia dell’Università di Creighton/USA, pubblicato sul Journal of Allergy &#038; Clinical Immunology, 26/10/07. con il titolo  “Allergy relief from intranasal carbon dioxide” (Sollievo dall’allergia con l’anidride carbonica intranasale).<br />
In questo studio   a 69 pazienti sofferenti di allergia è stata soministrata anidride carbonica  in una narice  e dopo 10 minuti questi pazienti avevano riscontrato un rapido miglioramento, significativmente superiore rispetto al gruppo placebo,  in relazione a congenstione, starnuti ed altri sintomi allergici.<br />
La conclusione del direttore dello studio, Thomas B. Casale, M.D. è stata quindi che  i risultati sembrano indicare che si tratta di “un trattamento sicuro ed efficace che fornisce un rapido sollievo per la rinite stagionale alllergica”.<br />
 Questo trattamento sembra quindi indubbiamente interessante ma la domanda che mi sorge spontanea a questo punto è : visto che il nostro organismo produce   CO2, non sarebbe più semplice cercare di trattenerne la quantità giusta, invece di dissiparne troppa con una respirazione eccessiva   rispetto alle esigenze del momento (una respirazione rapida ed intensa che sarebbe giusta e fisiologica quando si fa movimento fisico e quindi si produce anche molta CO2, è invece inappropriata quando si è tranquillamente seduti, come spiego nei miei interventi sulla ottimizzazione della respirazione con il <a href="http://www.buteykoitalia.homestead.com">metodo Buteyko</a>).<br />
Uno studio, pur di limitate dimensioni, sembra supportare questa conlcusione anche in relazione alle allergie (l’efficacia   del metodo Butyeko è invece provata da numerosi studi in relazione all’asma).<br />
L’ospedale regionale di Limerick, in Irlanda, ha infatti  condotto  recentemente, con il prof. John Fenton, uno  studio pilota con 50 asmatici sofferenti di rinite allergica, che sono stati trattati con il metodo Buteyko. Il risultato ha consentito di dimostrare una diminuzione dell’80% dei sintomi della rinite, diminuzione che è proseguita nei successivi 3 mesi in cui i partecipanti allo studio sono stati seguiti.<br />
Per quanto riguarda altri approcci per l’allergia stagionale consiglio di leggere anche l’intervento che avevo scritto nella primavera del 2006, a questo link: http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2006/04/252231.shtml</p>
<p>(1) L&#8217;elenco di tutti gli studi è riportato nel mio libro &#8220;Attacco all&#8217;Asma.. .e non solo&#8221;   (2008-Bis/Macroedizioni)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100319135248"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100319135248?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100319135248" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100319135248&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2010%2F03%2Fprimavera-senza-allergie.-come"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Mi riferisco qui in particolare al ruolo dell’anidride carbonica (CO2) vista in generale come un “malfattore” mentre nella  giusta quantità è una sostanza necessaria per la vita e per la salute[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>  Asma. Il trattamento  Buteyko è segnalato dal New York Times</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/11/asma.-il-trattamento-buteyko-e-segnalato-dal-new-york-times</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/11/asma.-il-trattamento-buteyko-e-segnalato-dal-new-york-times</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:44:46 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/11/asma.-il-trattamento-buteyko-e-segnalato-dal-new-york-times#comments</comments>
    <category>asma_e_malattie_respiratorie_metodo_bute</category><category>asma metodo buteyko respirazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/patologie_croniche/polmoni.jpg" class="left" border="0" width="250" height="188" alt="" /><br />
In numerosi miei interventi, risalenti già a 2-3 anni fa ho parlato dei successi che è possibile ottenere per l’asma ottimizzando il modo di respirare con il metodo Buteyko. Fa piacere vedere che ora, (meglio tardi che mai), l’ attenzione dell’opinione pubblica  sia attirata su questo trattamento in uno dei giornali più prestigiosi e letti al mondo, il New York Times&#8230;.<br />
In vari miei articoli, in vari interventi su queste pagine di “Guida” e soprattutto nel mio libro “Attacco all’Asma&#8230; e non solo”, pubblicato dalle Macrolibri  ( www.bisedizioni.it/libri/attacco_all_asma_e_non_solo.php ), ho cercato di attirare l’attenzione del pubblico sui benefici che è possibile ottenere, per l’asma e per altre malattie, ottimizzando il modo di respirare con il metodo Buteyko. In un articolo del   New York Times del 2 novembre scorso, (2009) l’editorialista per la salute, Jane Brody, in genere non molto favorevole a trattamenti non farmacologici, riferisce, esterrefatta, i successi conseguiti con questo metodo . Jane Brody inizia nel suo articolo a premettere che in genere, nel parlare dei vari trattamenti, si attiene a criteri molto rigorosi   ed esclude quelli che non sono stati provati da un gran numero di sperimentazioni cliniche  in doppio cieco ma che, per quanto riguarda il metodo Buteyko, ritiene di dover fare un’eccezione; (la giornalista sembra peraltro non essere al corrente del fatto che il metodo Buteyko è stato provato come efficace anche in varie sperimentazioni cliniche).<br />
 I motivi che la spingono a fare questa eccezione sono, come si espone nell’articolo:<br />
1)Il fatto che il metodo, se ben insegnato, è comunque innocuo e nel peggiore dei casi (quando non porta a miglioramenti) non fa comunque male.<br />
2) Il fatto che in Australia il metodo è riconosciuto e rimborsato dal servizio sanitario pubblico, ed in Russia è studiato nelle facoltà di medicina.<br />
3) Ma il motivo principale che spinge la Brody a parlare del metodo è la sua esperienza personale: il risultato, da lei definito “miracoloso”   constatato in uno dei suoi conoscenti, un costruttore di violini e violoncelli molto noto,  David Wiebe,  che da 48 anni soffriva di un’asma grave,  trattata da 20 anni con broncodilatatori e cortisonici che con il passare degli anni avevano causato una forma di degenerazione maculare in rapido peggioramento, tanto che gli specialisti gli avevano detto che, se non voleva perdere la vista, doveva smettere di prendere  cortisonici. David Wiebe aveva provato ma, dopo alcune corse al reparto emergenza dell’ospedale causate da fortissimi attacchi d’asma, di fronte all’alternativa di non riuscire più, da subito, a respirare, o di perdere tra qualche anno la vista, aveva accettato questa seconda alternativa e aveva iniziato, per poter respirare e sopravvivere,  a riprendere le medicine che aveva smesso.<br />
 A questo punto, qualcuno gli aveva parlato del metodo Buteyko di rimodellamento del respiro,  usato  da oltre 50 anni in Russia e da 20 anni in Australia e Nuova Zelanda contro l’asma. Wiebe, pur con un certo scetticismo,  aveva deciso di provare e il risultato dell’addestramento gli ha consentito, dopo 3 mesi, di smettere  i cortisonici  e di ridurre progressivamente al minimo i broncodilatatori , con la speranza, nei prossimi mesi, di riuscire a farne completamente a meno.<br />
Come scritto nell’articolo del New York Times: “La mia qualità di vita è migliorata ben oltre le mie aspettative. E’ incredibile e stupefacente. Un maggior numero di persone dovrebbe venire a conoscenza di questo metodo.“<br />
Ebbene, accogliendo questo auspicio di David Wiebe, con questo nuovo intervento unisco i miei modesti sforzi  a quelli del New York Times, per diffondere la conoscenza del  metodo Buteyko. Sull&#8217;argomento consiglio di leggere anche i miei precedenti interventi su questa Guida:<br />
http://guide.supereva.it/patologie_croniche/asma_e_malattie_respiratorie_metodo_bute<br />
Per chi è interessato, questo è il link all’articolo del New York Times:<br />
  http://www.nytimes.com/2009/11/03/health/03brod.html<br />
e questo è il link sul metodo Buteyko: www.buteyko.it<br />
Sull’argomento sono inoltre apparsi vari articoli anche in italiano :su Donna Moderna del 24 settembre, sul numero di luglio-agosto-settembre di Scienza e Conoscenza e sul numero attuale (77/09) di Natural Style.</p>
<p><em>(Dr. Fiamma Ferraro: fiafer@yahoo.com ; 3456248926)</em></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091124134446"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091124134446?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091124134446" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091124134446&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2009%2F11%2Fasma.-il-trattamento-buteyko-e-segnalato-dal-new-york-times"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In numerosi miei interventi, risalenti già a 2-3 anni fa ho parlato dei successi che è possibile ottenere per l’asma ottimizzando il modo di respirare con il metodo Buteyko. Fa piacere vedere che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Un aiuto dai ragni contro l&#039;impotenza</title>
	<link>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/10/un-aiuto-dai-ragni-contro-limpotenza</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/10/un-aiuto-dai-ragni-contro-limpotenza</guid>
	<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 13:28:38 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Dott.ssa Fiamma Ferraro</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2009/10/un-aiuto-dai-ragni-contro-limpotenza#comments</comments>
    <category>piante_benefiche</category><category>disfunzioni erettili impotenza rimedio veleno ragno</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In questo intervento di oltre 2 anni fa, dal titolo  &#8220;Cure con il veleno dei serpenti,  (ved. http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2007/05/294882.shtml ) scrivevo che   <em>&#8220;..è noto da tempo che questi veleni di serpenti, scorpioni, ragni ed altri, sono ricchi di enzimi, e nella medicina, non solo naturale, viene attribuita una grande importanza agli enzimi biologici (enzimi dalle piante, proenzimi della digestione e, appunto, enzimi tratti da veleni animali). </em>&#8230;. e che &#8221; <em>il farmacista-biochimico tedesco Waldemar Diesing (1902-1992), alunno del premio Nobel Warburg, dopo lunghe ricerche è riuscito a liberare questi veleni dalla loro struttura proteica (che era quella che produceva gli effetti nocivi-velenosi); il veleno nella sua conformazione naturale contiene infatti un 85% di proteine che rendono impossibile un impiego terapeutico non omeopatico del veleno, a causa delle reazioni allergiche che queste proteine scatenerebbe anche in piccolissime quantità. Il dr. Diesing è riuscito ad eliminare quasi completamente questa struttura proteica, lasciando inalterate le altre sostanze del veleno, e da allora è divenuto possibile l’impiego terapeutico di questi veleni, ricavati con un processo di fermentazione da serpenti (Naja, Elaps, Lachesis, Bitis, Vipera Ruscelli), crotali ed altri, contenenti circa 35-50 diversi tipi di enzimi. “La terapia del futuro sarà una terapia enzimatica”, affermava 20 anni fa Diesing in una conferenza. I risultati conseguiti con questo tipo di terapia sembrerebbero in parte dargli ragione. &#8220;</em></p>
<p>Le disfunzioni erettili maschili sono  in effetti un problema  frequente  anche tra i giovani, in parte causato anche da certi tipi di sostanze inquinanti al giorno d&#8217;oggi molto diffuse nell&#8217;ambiente. Ha  quindi ora sollevato molto interesse la notizia, diffusa alcuni giorni fa, in base alla quale da una nuova ricerca presentata alla conferenza annuale della American Heart Association a Chicago è emerso che un  veleno tratto da un ragno del Sud America potrebbe aprire una nuova frontiera nella cura della disfunzione erettile nell&#8217;uomo.<br />
Il   ragno, il cui nome   è Phoneutria nigriventer, è molto conosciuto in Sud America,  poiché si insedia facilmente nelle abitazioni nascondendosi in piccoli anfratti nel muro o in mezzo ai vestiti. Il suo morso può essere anche mortale o causare episodi di priapismo, ovvero erezioni anomale e persistenti sino a 4 ore.<br />
Un esperimento compiuto su modelli animali da un team di ricercatori statunitensi del Medical College of Georgia ha dimostrato che una particolare tossina presente nel veleno di questo ragno,  chiamata Tx2-6, è in grado di indurre la dilatazione delle arterie favorendo un maggiore afflusso sanguigno nei corpi cavernosi dei ratti, con il risultato di causare erezione anche nel caso di animali affetti da disfunzione erettile grave.<br />
Kenia Pedrosa Nunes, una delle autrici della ricerca ha ovviamente e molto giustamente  messo in guardia, dichiarando che servono molte  ulteriori ricerche prima di disporre di un farmaco ricavato  da uno dei ragni più velenosi e pericolosi al mondo. Meglio per ora il Viagra, nonostante gli effetti collaterali!<br />
In attesa che questo farmaco tratto dal ragno venga  sperimentato, è&#8217; tuttavia possibile già da molti decenni ricorrere alla terapia con veleni di ragni e serpenti elaborati con una procedura speciale che li rende  innocui,. Questa terapia è stata messa a putno   molti decenni fa da Waldemar Diesing ed è  impiegata , in particolare in Germania, da oltre 60 anni,per molti problemi medici, tra cui anche quello in questione. </p>
<p>Fonte: American Heart Association&#8217;s 63rd High Blood Pressure Research Conference. Chicago;  23-26 settembre 2009.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091010132838"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091010132838?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091010132838" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091010132838&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fpatologie_croniche%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fun-aiuto-dai-ragni-contro-limpotenza"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In questo intervento di oltre 2 anni fa, dal titolo  &amp;#8220;Cure con il veleno dei serpenti,  (ved. http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2007/05/294882.shtml ) scrivevo che  [...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

