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Per una strategia tagliata su misura per ogni ammalato cronico

Se si riesce ad accertare quali siano le cause di fondo di una malattia cronica si riesce anche, di solito, a trovare il trattamento giusto. A questo scopo possono essere molto utili, oltre ai classici accertamenti diagnostici, alcuni altri procedimenti, magari non (ancora) offerti dal Servizio Sanitario pubblico, ma molto utili per elaborare una strategia, tagliata su misura, comprendente i trattamenti medici più efficaci per ognuno.

“Ci sono delle cause per tutte le sofferenze umane e c’è sempre un modo in cui si può mettere termine a queste sofferenze, perché ogni cosa al mondo è il risultato di molti fattori e situazioni concorrenti, ed ogni cosa scompare quando questi fattori e situazioni cambiano e passano” (dagli “Insegnamenti di Buddha” a cura di Bukkyo Dendo Kyokai).

Tra gli accertamenti diagnostici più importanti è ad esempio quello relativo all’eccesso/carenza di ferro. Questo accertamento è in genere prescritto quando si sospetta una carenza di ferro, ma in
realtà nella nostra società opulenta, i rischi da eccesso di ferro sono quasi maggiori di quelli da carenza di ferro. In particolare gli uomini e le donne dopo la menopausa, che non siano vegetariani, soffrono spesso di malanni provocati da un eccesso di ferro. Il ferro, per quanto indispensabile alla vita, se presente in quantità superiore a quella ottimale può provocare gravi danni. I danni da eccesso di ferro sono molto più numerosi di quanto si ritenesse un tempo, quando si pensava che solo in coloro che soffrono di emocromatosi potesse verificarsi questo tipo di danno. In realtà l’organismo non ha modo di liberarsi, se non in minima quantità, del ferro assorbito in eccesso e questo, depositandosi nel fegato, pancreas o altri organi, può provocare le malattie più disparate, a seconda dell’organo nel quale si è accumulato. Non bisognerebbe quindi mai assumere integratori di vitamine-minerali contenenti ferro se prima non sia stata accertata l’esistenza di una effettiva carenza di ferro; il ferro contenuto negli integratori minerali, così come il ferro contenuto in prodotti animali, è assorbito dall’organismo anche se questo ne ha già un eccesso, mentre il ferro contenuto nei vegetali è assorbito in quantità tanto maggiore quanto più l’organismo è carente di ferro. E per accertare se si soffra o meno di una carenza/eccesso di ferro non basta accertare se si sia o meno anemici; è infatti possibile essere anemici per cause diverse dalla carenza di ferro (ad es. per mancanza di vit.B12) ed avere quindi un eccesso di ferro nell’organismo anche se si è anemici. Occorre quindi accertare la quantità di ferritina nel siero e, se non è media-bassa, è bene fare qualcoa per eliminare un po’ di ferro. Il sistema migliore, quando non vi siano controindicazioni, consiste nel fare delle donazioni di sangue.
Un altro accertamento diagnostico importante, non ancora molto diffuso, è quello riguardante il tasso di omocisteina. Secondo alcuni la misurazione della quantità di omocisteina sarebbe più utile, per valutare il rischio di infarti e problemi cardiocircolatori, di quanto non lo sia la misurazione del colesterolo (buono e cattivo). Inoltre se il tasso di omocisteina risulta elevato, è abbastanza semplice farlo diminuire con l’assunzione di acido folico e vit. B6 e B12, nelle proporzioni e quantità giuste.

Se si riesce ad accertare quali siano le cause di fondo di una malattia cronica si riesce anche, di solito, a trovare il trattamento giusto. A questo scopo possono essere molto utili, oltre ai classici accertamenti diagnostici, alcuni altri procedimenti, alcuni dei quali non (ancora) offerti dal Servizio Sanitario Nazionale ma senza i quali appare difficile elaborare una strategia, tagliata su misura, comprendente i trattamenti medici più efficaci per ognuno.

Tra questi, ne segnalo soprattutto alcuni:
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