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Diabete: nuove medicine

Per la prima volta è stata autorizzata la messa in vendita di un nuovo medicinale contro il diabete di tipo I (insulinodipendente). Inoltre, del tutto a sorpresa, una medicina somministrata nell'Ospedale di Verona contro la leucemia ha eliminato, in un paziente leucemico, la necessità delle iniezioni d'insulina di cui questo paziente paziente aveva bisogno da decenni.

Vedo, nella mia attività medica, un aumento impressionante dei casi di diabete ed obesità e mi sto da tempo concentrando su questa malattia, per la quale ho intenzione di scrivere numerosi interventi. Ora voglio solo informarvi su queste due notizie per certi versi stupefacenti, che dimostrano quanto ci sia ancora da studiare e capire in questa malattia.

1) Un paziente al quale è stato somministrato un medicinale di recente messo sul mercato contro la leucemia (il Gleevec), non ha più bisogno dell’insulina che da molti anni si doveva iniettare per il diabete. Non sono ancora chiari i motivi per i quali il Gleevec produce questo effetto (si parla di possibili meccanismi relatici alla proteina chinasi C). Non è ovviamente il caso di pensare che i diabetici insulino dipendenti non leucemici inizino ad assumere anche loro questa medicina; potrebbero infatti esserci pesanti effetti collaterali. Occorre aspettare che siano chiariti un po’ meglio i meccanismi attraverso i quali il Gleevec produce questo inaspettato “effetto secondario”, e in quali casi ci si possa attendere questo effetto.

2) E ‘ stata alcuni giorni fa (16 marzo 2005) diffusa la notizia che la FDA ha in America autorizzato, dopo un ventennio di sperimentazioni, la vendita a diabetici adulti insulinodipendenti sia di tipo I che di tipo del medicinale Symlin, il quale fa calare il tasso di zucchero nel sangue. Diciamo subito che il Symlin potrebbe a prima vista non sembrare ai diabetici un grosso progresso, poichè non può essere assunto per bocca e deve essere iniettato. Inoltre, se iniettato in dose eccessiva rispetto alle esigenze, comporta lo stesso rischio di ipoglicemia (zucchero troppo basso nel sangue) che vi è se si inietta troppa insulina. Inoltre non è nemmeno possibile mescolare in una sola siringa sia l’insulina che il Symlin ed occorre iniettarli con due iniezioni separate. “Bel progresso,” dirà ora qualcuno, “ma valeva la pena di sperimentare per 20 anni per arrivare ad un prodotto del genere?”. La mia conlcusione è che ne valeva la pena, e che si tratta in effetti di un grosso progresso. Eccone il motivo: si è accertato che le cellule beta del pancreas, (quelle che producono l’insulina e che nel diabete giovanile vengono distrutte da un attacco autoimmunitario, e nel diabete degli adulti sono esaurite dallo stimolo continuo a secernere l’insulina necessaria per superare l’insulino-resistenza), quando sono sane non producono solo insulina ma anche altre sostanze, come il peptide C e l’amilina. Il Symlin di cui è stata ora in America autorizzata la vendita al pubblico è appunto una versione sintetica di questo ormone, l’amilina, che le cellule beta in buona salute normalmente producono insieme all’insulina, e che nei diabetici insulino dipendenti non viene più prodotto. Mi sembra logico pertanto che, se si vuole ristabilire nei diabetici le cui cellule beta non funzionano più, una situazione il più possibile fisiologica e vicina a quella delle persone sane, si debbano somministrare dall’esterno tutte le sostanze che le cellule beta producono in condizioni normali, e non solo l’insulina. Se un organismo sano produce non solo insulina ma anche amilina, se ne dovrebbe dedurre che la natura ha affidato all’amilina dei compiti, magari oggi non ancora conosciuti, e forse uno dei motivi per i quali nei diabetici, nonostante un controllo ottimale, a volte non si riescono a prevenire le complicazioni, è appunto quello che in questi diabetici non manca solo l’insulina ma anche le altre sostanze normalmente prodotte da un pancreas sano. Quanto poi al diabete degli adulti, è noto che la causa della loro malattia non è la mancanza di insulina ma la resistenza all’effetto dell’insulina che, per superare questa resistenza viene nei primi tempi della malattia prodotta in quantità superiore al normale, finchè le cellule beta non sono esaurite da questo sforzo e quindi viene a mancare l’insulina anche in questi diabetici. Non sono ancora del tutto note ed accertate le cause della resistenza all’insulina. E se fosse la mancanza dell’amilina ad impedire all’insulina, in questi diabetici, di svolgere appieno il suo effetto? Mi sembra quindi che valga comunque la pena di fare uno sforzo e di ristabilire una situazione il più possibile analoga a quella di un organismo sano, iniettando dall’esterno non solo l’insulina ma anche l’amilina, che nei diabetici l’organismo non produce più. Mi sono pertanto subito messa in contatto con la “Amylin” (la casa farmaceutica che ha sviluppato il Symlin) per chiedere le indicazioni ed istruzioni dettagliate sul suo impiego, e anche se purtroppo non è ancora in vendita in Italia, intendo consigliarlo ai diabetici ai quali potrebbe essere utile e che abbiano la possibilità di procurarselo. Il Symlin agisce a quanto pare rendendo più lenta l’assimilazione dei carboidrati nello stomaco, ed anche attraverso meccanismi epatici, e consente anche una diminuzione del peso nei diabetici obesi. Occorre dosarlo con molta attenzione perchè ha un forte effetto ipoglicemizzante e quindi, quando si inietta il Symlin, bisogna subito iniziare a ridurre consistentemente la quantità di insulina iniettata.

E, in questi giorni, è stato annunciato che dovrebbe tra breve essere messo in commercio un nuovo medicinale contro il diabete di tipo 2, analogo di una sostanza che si trova in una lucertola gigante, la Gila Monster ….. (continua)

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