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In commercio negli U.S.A. la nuova medicina contro il diabete 2

Sarà in commercio dal prossimo giugno 2005 nelle farmacie degli Stati Uniti la nuova medicina contro il diabete di tipo 2, tratta dalla lucertola gigante Gila. La caratteristica più interessante di questa medicina è che a quanto sembrerebbe può portare ad una diminuzione della resistenza all'insulina e ad una rigenerazione, almeno parziale, delle cellule beta del pancreas.

In un intervento di qualche settimana fa informavo sulla prossima commercializzazione dell’exenatide, definita dal Presidente della American Diabetes Association come una delle novità più importanti degli ultimi anni, che introduce un approccio completamente nuovo nel trattamento del diabete.

Questo farmaco, di cui è stata approvata il 29 aprile 2005 dalla FDA la commercializzazione e che si troverà in giugno nelle farmacie americane sotto il nome di Byetta (prodotto dalla Amylin e dalla Eli Lilly), è il capostipite di una nuova classe di farmaci denominati “mimetici dell’incretina”, perchè svolgono una funzione simile a quella dell’incretina umana, che nei diabetici non è prodotta sufficientemente e che ha una serie di funzioni, alcune non ancora completamente accertate, nell’intestino, nel pancreas, nel fegato e nel cervello. Lo svantaggio di questo farmaco è che deve essere iniettato, ma il vantaggio è che diminuisce il tasso di zucchero solo quando è troppo alto e quindi non comporta il rischio di pericolosi cali di zucchero. Byetta è stato approvato per il trattamento di diabetici di tipo 2, e può essere abbinato ad altre medicine antidiabetiche come la metformina e sulfoniluree. Non è approvato per i diabetici di tipo 1, o come sostituzione dell’insulina, o nei pazienti che hanno problemi di gravi disfunzioni renali o gastrointestinali. L’aspetto più interessante però mi sembra quello che, oltre ad apportare ai diabetici una sostanza di cui questi a quanto pare mancano e a ristabilire quindi una situazione più fisiologica, l’exenatide, come messo in luce da alcuni comunicati e studi, (v.lo studio “Incretin hormones and insulin sensitivity” pubblicato sul periodico Trends Endocrinal Metab.2005 May-Jun; 16(4):135-6) non solo aumenterebbe la sensibilità all’insulina ma dimostrerebbe anche proprietà regolatrici dello zucchero e potenzierebbe le funzioni e la crescita delle cellule beta del pancreas . Viene quindi spontaneo osservare che potrebbe essere utile anche in quei casi di diabete di tipo 1 in cui le cellule beta non siano state completamente distrutte ed in cui non vi siano più fenomeni autoimmunitari in corso contro queste cellule, fenomeni che altrimenti porterebbero ad un nuovo attacco contro le cellule rigenerate. Per questo tipo di trattamento anche del diabete insulinodipendente non sono ancora state effettuate sperimentazioni sufficienti con l’exenatide.

*********** Sull’argomento segnalo il mio aggiornamento in data aprile 2008