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E' possibile evitare le complicazioni del diabete

Vi sono alcune sostanze, di sicuro non dannose (si tratta di forme modificate di vitamine)che, come provato da seri studi e sperimentazionis scientifiche, consentono di evitare le complicazioni del diabete.Purtroppo sono ancora troppo poco conosciute...

Il diabete, malattia in continuo aumento, è un grande peso, anche psicologico, per gli ammalati, non tanto per la necessità di restare a dieta (la dieta alla quale si devono attenere i diabetici è più o meno uguale a quella che dovrebbe seguire chiunque voglia restare in buona salute) e nemmeno per la necessità di prendere medicine o fare iniezioni d’insulina, alle quali ci si abitua presto, ma piuttosto per il timore delle complicazioni che il diabete può causare: dai problemi ai reni a quelli agli occhi ed al sistema cardiocircolatorio. Uno stretto controllo del tasso di zucchero nel sangue (non deve essere nè troppo alto nè troppo basso) è ovviamente il primo requisito per evitare le complicazioni ed è stato provato che i diabetici ben controllati soffrono di queste complicazioni molto meno di quelli mal controllati. A volte però, nonostante il buon controllo, le complicazioni appaiono ugualmente. Si ipotizza pertanto che, mentre indubbiamente una parte delle complicazioni è causata dal tasso di zucchero, vi sia invece in alcuni diabetici una parte delle complicazioni che non è causata dal livello di zucchero nel sangue, ma da una causa primaria non conosciuta (scommetterei però sullo stato d’infiammazione cronica di lieve intensità!) che causa a sua volta sia il diabete sia i problemi considerati come complicazioni sorte dal diabete.

Lasciando da parte questo discorso sulla causa, sulla quale vi sarebbe molto da dire, torniamo al discorso di come evitare le complicazioni. Se si trovasse un preparato che consente di evitare queste complicazioni, i diabetici si sentirebbero quasi guariti e si tratterebbe per loro della migliore notizia possibile subito dopo quella della scoperta, ancora elusiva, di un modo per guarire il diabete. Ebbene, i diabetici possono prepararsi a questa buona notizia: la scoperta di un modo che consente con un buon margine di probabilità di evitare gran parte delle complicazioni del diabete è già avvenuta, da molti anni! Non è possibile -direte voi- se così fosse ne avrebbero parlato tutti i giornali e tutti i medici lo saprebbero e lo avrebbero consigliato. E invece questo preparato esiste: si tratta di una forma modificata della vitamina B1. Anch’io ero scettica ma ho dovuto ricredermi dopo aver letto gli approfondimenti scientifici pubblicati su riviste di tutto rispetto. Anche se studi e trials clinici non fossero stati effettuati, e vi fossero soltanto esperienze “aneddottiche”, considerate scientificamente non rilevanti, varrebbe comunque la pena di prendere questo preparato, visto che è comunque sicuramente innocuo e non caro.Ciò che lascia perplessi è tuttavia che queste sperimentazioni scientifiche e studi clinici esistono (ovviamente sono stati fatti in gran parte su animali, perchè per accertare con sicurezza che non si verifichino complicazioni in un gruppo di diabetici occorrerebbe aspettare i 10-30 anni dall’inizio del diabete dopo i quali le complicazioni in genere si presentano, ma esistono anche studi fatti su persone, che hanno fatto regredire le manifestazioni di polineuropatia ed hanno dimostrato come la benfotiamina blocchi i sentieri chimici che provocano i danni collegati alle complicazioni) e sono stati pubblicati su riviste scientifiche rinomate (ad esempio “Nature Medicine” del febbraio 2003); qualunque ricerca sulla banca dati medici Pubmed consente di reperire numerosi articoli sull’argomento ( v. ad es. l’articoloN.Karachalias et al. su Transactions of the Biochemmical Society, vol.31, part 6 (December,2003)1423-1425), in cui si afferma che “stanno emergendo le prove che l’assunzione di benfotiamina consente di prevenire le complicazioni, macrovascolari, microvascolari e neurologiche, del diabete”.

Ma cos’è esattamente la benfotiamina? Si tratta di una forma modificata della vitamina B1. Mentre la vitamina B1(tiamina) è solubile nell’acqua, la benfotiamina è solubile nel grasso, e può essere quindi assimilata ed immagazzinata meglio nel corpo. Non si tratta di un preparato farmaceutico brevettato (non sto facendo propaganda per nessun medicinale), ma di una sostanza naturale non brevettabile e che chiunque puiò produrre e mettere in commercio. E forse questo spiega come mai la benfotiamina non sia molto conosciuta: non vi è infatti alcuna casa farmaceutica pronta a spendere grandi cifre per organizzare seminari in cui invitare medici per esporre gli effetti del proprio prodotto, o a fare pubblicità sui giornali per poi vedere, dopo esser riuscita a far conoscere il preparato, altre aziende libere di mettere anche loro in vendita lo stesso identico preparato e raccogliere i vantaggi di una campagna pubblicitaria per la quale non hanno dovuto spendere nulla. E’ questo il motivo per cui ad es. la Woerwag, che in Germania produce da diversi anni il “Milgamma” (a base appunto di benfotiamina), non ha fatto particolari sforzi per farlo conoscere ed ora, a seguito delle pubblicazioni sopracitate e grazie alla rapidità con cui le notizie si diffondono con internet, numerosi altri produttori di vitamine e medicine naturali, hanno messo in commercio pastiglie di benfotiamina.

Un effetto di prevenzione delle complicazioni che, a quanto pare e come dimostrerebbero alcune sperimentazioni effettuate, sarebbe ancora più forte e spiccato di quello della benfotiamina, è attribuito alla piridossamina, una forma modificata della vitamina B6. Una ditta americana, la BioStratum, sta portando a termine le sperimentazioni cliniche per il proprio preparato (Pyridorin) a base appunto di piridossamina e, visto che si tratta anche qui di un preparato del tutto innocuo, naturale e non brevettabile, altri produttori hanno iniziato a mettere in vendita pastiglie di piridossamina (per ora, che io sappia, solo in Canada ).

Infine, si sta ancora studiando, da anni, un’altra sostanza che, a quanto pare, evita le complicazioni del diabete: l’aminoguanidina. Si tratta tuttavia di una sostanza sulla quale, anche se è già venduta da alcuni (non in Italia) avrei alcune perplessità, perché alcuni studi hanno dimostrato degli effetti collaterli, pur lievi. Meglio forse ripiegare sulla carnosina e sull’erba galega officinalis, che agiscono contro le complicazioni tramite meccanismi simili, anche se meno forti, a quelli dell’aminoguanidina.

Coraggio dunque! Anche se per ora non si è trovato come guarire da tutte le forme di diabete (sono stati tuttavia scoperti nuovi medicinali efficaci sui ho scritto in precedenti interventi, e vi sono numerose terapie naturali che mi hanno dato buoni risultati, a cominciare soprattutto dalla respirazione, che agisce in modo decisivo sulla produzione dell’energia, produzione che è appunto compromessa nei diabetici -ved. www.buteyko.it ) può essere possibile , tenendo accuratamente sotto controllo il tasso di zucchero nel sangue con le medicine antidiabetiche prescritte dal medico, facendo una vita sana (movimento e buona alimentazione) e prendendo inoltre le forme modificate di vitamine B sopra indicate, diminuire notevolmente il rischio di complicazioni del diabete.

Attenzione: dati gli aspetti problematici e delicati del diabete ripeto qui, con enfasi ancor maggiore, l’avviso che scrivo sempre: questa guida ha solo scopo informativo-divulgativo di carattere generale. Ogni ammalato è un caso singolo a parte e quindi prima di assumere le sostanze menzionate nei miei interventi, anche se naturali, occorre consultare il proprio medico, che solo può valutare le possibili conseguenze ed eventuali interazioni con altri farmaci.