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Nuova medicina,Byetta, per il diabete:effetti sorprendenti

Byetta,la nuova medicina, a base di exenatide, in commerco dallo scorso giugno negli Stati Uniti per il diabete di tipo 2, sta rivelando, in questi primi 6 mesi di utilizzo, effetti sorprendenti di rigenerazione delle cellele beta (produttrici dell'insulina), tanto che è ora prescritta da diversi medici americani anche nei casi di diabete insulinodipendente in cui la produzione propria di insulina non è del tutto cessata.

In un intervento di alcuni mesi fa, avevo informato in merito alla messa in vendita (dopo sperimentazioni cliniche durate molti anni) da parte della Amylin, negli Stati Uniti, di un nuovo farmaco per il diabete, composto da un analogo sintetico dell’incretina, il quale, come dimostrato nelle sperimentazioni, migliora la secrezione dell’insulina. E’ un fenomeno noto e risaputo che, se si infonde direttamente del glucosio nel sangue di una persona, anche non diabetica,la risposta costituita dall’aumento della secrezione d’insulina è lento. Se lo zucchero, anziché essere iniettato nel sangue, viene mangiato, il livello d’insulina aumenta subito; da questo si era dedotto che a quanto pare esistono nello stomaco delle sostanze che, in risposta ad un alimento dolce, stimolano il rilascio dell’insulina, e che queste sostanze sono carenti nello stomaco dei diabetici di tipo due, capaci di produrre insulina ma in cui questa insulina non entra in gioco e non produce i suoi effetti con la stessa efficacia e rapidità di quanto avviene in una persona sana. Il nuovo farmaco, Byetta, è appunto costituito da un analogo sintetico di questa sostanza naturale, l’incretina, che fa subito aumentare il rilascio di insulina in risposta all’assunzione di carboidrati. Si riteneva pertanto che questa nuova medicina potesse svolgere i suoi effetti solo se l’organismo è in grado di produrre insulina, e cioè solo per i diabetici di tipo 2, e non anche in quelli di tipo 1, in cui l’organismo non produce più insulina. L’indicazione ufficiale dell’organo di controllo americano, FDA, per questo farmaco, è quindi solo il diabete non insulino-dipendente. A quanto ora riportato dopo l’esperienza di questi primi 6 mesi di grande uso, sembra invece che numerosi medici americani abbiano prescritto il Byetta anche a diabetici già insulino-dipendenti i quali, ed è questo l’effetto inaspettato, hanno in molti casi visto diminuire notevolmente, quando non cessare, il loro fabbisogno d’insulina. Inoltre, le misurazioni del c-peptide (la quantità di c-peptide presente nell’organismo indica se e quanta insulina l’organismo produce) hanno consentito di osservare che in alcuni casi di persone in cui la misurazione del c-peptide indicava una produzione molto ridotta di insulina, dopo alcuni mesi di assunzione del Byetta la quantità presente di c-peptide era considerevolmente aumentata, il che indica un aumento di produzione dell’insulina da parte dell’organismo. Sembra quindi, anche se è presto per stabilirlo definitivamente, che gli effetti di rigenerazione della cellule beta (produttrici dell’insulina) riscontrate sperimentalmente negli animali a seguito dell’assunzione del Byetta, possano prodursi anche nelle persone. Peccato che questo farmaco che, a detta di molti medici e pazienti, costituisce, dopo la scoperta dell’insulina, la novità più importante per il diabete, sia per ora solo reperibile negli Stati Uniti e, quanto pare, sarà introdotto in Europa solo nel 2007. Nel frattempo, vale forse la pena di segnalare che, per cercare di ritardare il completo esaurimento delle cellule beta produttrici d’insulina, per contrastare le possibili complicazioni ed ingenere per rinforzare, vengono riferiti dei successi con terapie cellulari. (v. il mio intervento sull’argomento: http://guide.supereva.com/patologie_croniche/terapie_cellulari_e_cellule_staminali )

******Sull’argomento segnalo il mio aggiornamento in data aprile 2008