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Piruvato. Cos’è?

Questa sostanza naturale, presente nell’organismo, di cui quasi nessuno ha sentito parlare, se non forse gli atleti e chi è alla ricerca di sostanze dimagranti, ha invece un’importanza vitale per la produzione d’energia, per il suo effetto antiossidante e per la sua efficacia in numerose malattie (dalla cataratta al diabete ed altre). I risultati di recenti trials sembrano dare finalmente ragione a quanto da oltre 20 anni sta inutilmente ripetendo il prof. Ronald Stanko, dell’Università di Pittsburgh, che aveva pubblicato nel 1999 il libro “The Power of Pyruvate- The natural way to better health and well-being” (Il Potere del Piruvato, la via naturale verso un salute ed un benessere migliori).

Il piruvato è una sostanza, prodotta naturalmente nell’organismo, derivante dal metabolismo del glucosio introdotto nel corpo con i cibi mangiati. Il piruvato entra poi nei mitocondri (la centrale di produzione d’energia situata nelle cellule), dove crea energia. Il piruvato è anche direttamente contenuto in numerosi cibi, tra cui soprattutto le mele rosse (cibo che ne contiene la maggior quantità), il vino rosso e certi tipi di formaggi , e secondo certi sarebbe questo uno dei principali motivi dell’effetto benefico delle mele e del primato di longevità dei francesi, che seguono una dieta non particolarmente sana ma abbondante appunto in formaggi e vino rosso.

Il piruvato è la sostanza principale che può regolarmente entrare nei mitocondri: altre sostanze, prima di potervi accedere, devono prima essere trasformate in piruvato. E’ questo quanto accade anche per il glucosio che, con la sua forma esagonale, non può entare nei mitocondri per produrvi energia se non è prima scomposto in piruvato ( e questo meccanismo a quanto pare non funziona bene nei diabetici).

I primi studi su questa sostanza sono stati effettuati alla fine degli anni 1960 da Lord Butterfield, dell’Università di Cambridge, nel corso delle sue ricerche su sostanze antidiabetiche; osservando il metabolismo del glucosio era arrivato alla conclusione che il piruvato potesse essere utile per i diabetici. Nello stesso periodo un giovane ricercatore tedesco, Rolf Bunger, partendo dal ruolo del piruvato nella produzione d’energia, iniziava, negli Stati Uniti, una ricerca sul ruolo benefico del piruvato nei problemi cardiaci. Al dr. Bunger si univa poi appunto il dr. Stanko, autore del libro sopracitato, che dedicava tutta la sua attività di ricerca soprattutto al piruvato.

Purtroppo, sia le ricerche decennali che il libro del dottor Stanko non hanno sollevato l’attenzione che avrebbero meritato; il dr. Stanko è stato quasi messo in ridicolo in America e accusato di “voler guadagnare facilmente vendendo prodotti per dimagrire”. Questa accusa è veramente assurda se si pensa che il piruvato è una sostanza naturale non brevettabile (dalle industrie farmaceutiche, che probabilmente non erano “innocenti” in relazione alle critiche al dr. Stanko) e quindi chiunque può liberamente metterla in commercio, e che, se tra gli altri benefici il piruvato offriva anche quello di far diminuire il grasso a favore della massa muscolare, non vi era motivo di tacere su questo aspetto. E in effetti, negli anni successivi, è stato soprattutto questo il beneficio, più immediato e visibile del piruvato, sul quale si sono concentrate le numerose case, soprattutto produttrici di alimenti dimagranti e prodotti per atleti e sportivi, che hanno iniziato a commercializzare questo prodotto. Sono invece passati sotto silenzio gli altri importanti effetti benefici per la salute attribuiti a questa sostanza. Recentemente tuttavia, l’attenzione dei ricercatori sta iniziando a riconcentrarsi su alcuni di questi effetti benefici (in particolare su quelli anti-cataratta, contro le complicazioni diabetiche e i radicali liberi). Sono stati recentemente pubblicati articoli su prestigiose riviste scientifiche ed un altro sta per uscire sull’argomento, che confermano il risultato dei trials che, seppure in modo meno approfondito, aveva effettuato il dr. Stanko molti anni fa.

Ecco la lunga lista di effetti benefici che, nel libro del dr. Ronald Stanko, sono attribuiti al piruvato: smaltimento della massa grassa a favore di quella muscolare nel corso delle diete dimagranti e prevenzione del nuovo accumulo di grasso al termine della dieta, aumento delle capacità atletiche e della produzione d’energia, inibizione dei radicali liberi (il piruvato, anziché contrastare, come fanno gli altri antiossidanti, i radicali liberi già formati, avrebbe invece la capacità di prevenirne la formazione), effetto antitumorale, diminuzione del danno al cuore dopo un attacco cardiaco, diminuzione del colesterolo ed aumento dell’efficienza cardiaca, effetto antidiabetico e contro le complicazioni diabetiche, effetto antinfiammatorio.

Ed ecco qui elencati i riferimenti scientifici più rilevanti e recenti:

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Mol Cell Biochem. 2005 Jan;269(1-2):115-20.

Prevention of cataract by pyruvate in experimentally diabetic mice.
Hegde KR, Varma SD.
Departments of Biochemistry and Ophthalmology, University of Maryland School of Medicine, Baltimore, MD 21201, USA.

Med Sci Monit. 2006 Apr 25;12(5):RA79-84 [Epub ahead of print]

Pyruvate is an endogenous anti-inflammatory and anti-oxidant molecule.
Das UN.
UND Life Sciences, Shaker Heights, OH, U.S.A.

E molti altri riferimenti:

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