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Integratori alimentari. Quali e quanti? Come accertarlo?

Abbiamo tutti delle necessità biochimiche uniche: alcuni possono avere necessità di supplementi nutrizionali in quantità maggiore di altri. Alcuni possono avere una mancanza ad esempio di CoQ 10 mentre altri possono avere una maggiore esigenza di vitamina B1, e finora era molto difficile accertare le esigenze specifiche di integratori alimentari per ognuno. Ora tuttavia, grazie al progresso tecnologico, vi è finalmente un test che consente di testare la biochimica individuale allo scopo di determinare le esigenze specifiche di determinati integratori per ognuno.

Se a questo test si unisce quello di nutrigenomica, che consente di stabilire quali siano i cibi quotidiani più adatti per la costituzione genetica di ognuno, allora credo veramente che si sia fatto un grosso passo avanti per la prevenzione ed il mantenimento della salute. Senza questi due test non potrei svolgere in modo ottimale il mio lavoro in quello che mi sembra uno dei settori più importanti per la prevenzione e la cura delle malattie: la medicina ortomolecolare. Dovrei infatti, nel prescrivere determinati integratori, basarmi solo sull’esperienza, (mia e soprattutto di scienziati e medici del livello del premio Nobel L. Pauling) senza tuttavia avere a disposizione sistemi diagnostici precisi in grado di confermare o meno le mie deduzioni.

Spesso nei miei interventi ho menzionato il fatto che è necessaria all’organismo una quantità sufficiente di una determinata vitamina o di altre sostanze (Coenzima Q10, acido alfa-lipoico, carnitina, vitamine varie ecc.) Tuttavia, accertare se l’organismo sia carente di determinate sostanze è più facile da dire che da fare e si procede in genere in base a criteri generali e all’esperienza. Ci possono essere, nelle varie persone, dei difetti nell’attività enzimatica, più o meno pronunciati, che rendono impossibile ottenere, anche con un’ alimentazione sana e variata, quantità sufficienti di determinate sostanze, che è pertanto opportuno supplementare con integratori alimentari. Si riesce in questo modo ad evitare future malattie.

Ho cercato a lungo in passato dei test diagnostici affidabili per questo scopo, e solo recentemente sono riuscita a trovarli . .

Mi riferisco ora in particolare ad un test, che ho da poco scoperto, modo semplice e poco costoso. Si chiama “test degli acidi organici” e per ora, che io sappia, viene effettuato solo in America, ma basta inserire in una busta un bastoncino che è stato prima immerso nell’urina e inviarlo, e dopo poco tempo dall’America arriva il risultato, che finora mi ha dato delle risposte in merito a problemi di vari pazienti che non ero riuscita a chiarire con altri test e mi ha consentito di consigliare le qualità ottimali di integratori (vitamine, aminoacidi ed altre sostanze) in base alla costituzione individuale di ognuno.

Come funziona questo test? Gli acidi organici, chiamati anche acidi carbossilici, comprendono dei composti basilari per il funzionamento di molte vie biochimiche, e consentono di accertare il buon funzionamento del ciclo di Krebs (con il quale è prodotta l’energia nelle cellule.) Il ciclo di Krebs comprende nove acidi organici ed è il processo metabolico essenziale per tutte le fonti d’energia provenienti dal cibo, (carboidrati, proteine e grassi) . Un cattivo funzionamento del metabolismo degli acidi organici può indicare che mancano determinate sostanze nutritive, oppure che queste non sono utilizzate in modo adeguato

Alcuni scompensi metabolici già ben noti comprendono l’aciduria metilmalonica o l’anemia collegata alla vitamina B6, per citare solo alcuni problemi che rispondono favorevolmente a dosi farmacologiche di vitamine.

Alcuni esempi di cosa si possa accertare con questo test: 1) l’acido metilmalonico è noto come indicatore di una carenza di vitamina B12. La sua presenza nell’urina indica l’esistenza di problemi nel passaggio della vitamina B12 dall’intestino ai tessuti, in cui si verifica una carenza di questa vitamina, carenza superabile con la sua somministrazione in dosaggi superiori a quelli che è possibile assumere con i cibi. La presenza nell’urina di citrato in eccesso può indicare una carenza di aminoacidi o l’esistenza di problemi nel metabolismo delle proteine. La presenza di succinato può indicare l’esigenza di maggiori quantità di aminoacidi a catena ramificata. L’eccesso di fumarato indica una carenza di coenzima Q10. L’eccesso di malato indica un’esigenza di maggiori quantità di vitamina B3 e di coenzima Q10. 3) Processi di disintossicazione: livelli elevati di para-idrossifenilacetato possono indicare una presenza, nel tratto gastrointestinale, di batteri come Giardia, C.difficile, Proteus vulgaris o altre infezioni intestinali. La presenza di benzoato in eccesso e di carenza di ippurato indica la presenza di difetti nella II fase del processo di disintossicazione da parte del fegato.

Come viene effettuato il test? Con un perfezionamento del sistema di Gas Chromatograpy/Mass Spectro-metry (GC/MS),nota da tempo per la possibilità che offre di quantificare in modo accurato e preciso una miriade di sostanze , e di comprendere meglio numerosi processi patologici. Così ad es. ha consentito di accertare che in caso di diabete non vi è solo un difetto nel metabolismo del glucosio ma anche in quello degli aminoacidi e degli acidi grassi.

Se dovessi dire quali sono i test diagnostici che finora ho trovato più utili per accertare le cause di malanni per i quali i test della medicina classica, risultanti tutti normali, non consentivano di accertare le cause, citerei senz’altro questo test, insieme a quello sui polimorfismi genetici, la criptopirroluria e alcuni altri di cui ho parlato in precedenti interventi.

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