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Curare l’ulcera a costo di rompersi il femore?

La domanda volutamente provocatoria del titolo assume particolare rilevanza per chi già tende all’osteoporosi, e in genere per chi soffre di tendenza a fratture e debolezza delle ossa anche per altre cause. Da un recente trial su larga scala effettuato negli USA emerge che le medicine contro ulcera e acidità di stomaco (una delle categorie di medicinali tra le più consumate anche senza preventiva consulenza medica) potrebbero far aumentare di molto (dal 44 al 300% a sconda della durata dell'assunzione) il rischio di fratture delle ossa...

Non mi stanco mai di ripetere che in caso di malattia, per guarire o evitare deterioramenti, le sostanze da evitare assumono un’importanza quasi uguale a quella attribuita alle sostanze/medicine da assumere. Un esempio lampante si presenta nel caso dell’osteoporosi e in genere di tendenza a fratture. Uno studio clinico importante, dato l’elevatissimo numero di persone esaminate ed il livello dei ricercatori coinvolti, ha consentito di stabilire che una categoria di medicinali tra i più diffusi in caso di ulcere e bruciori di stomaco, e cioè gli antiacidi, in particolare gli inibitori della pompa protonica, fanno a quanto pare aumentare notevolmente il rischio di fratture: aumento del 44% nelle persone che avevano assunto queste medicine per circa un anno. Dosaggi e periodi più lunghi hanno provocato un aumento del rischio pari al 200-300%!

Le cause non sono del tutto chiare, anche se sembra che il motivo consista nel deterioramento dell’assorbimento del calcio provocato da queste medicine.

Lo studio non è da sottovalutare e a mio avviso dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato, visto che i ricercatori dell’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti, che hanno effettuato lo studio, hanno esaminato i dati riguardanti oltre 140.000 persone.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista americana “Journal of the American Medical Association, 2006; 296:2947-2953

Intendiamoci: non voglio con questo certo dire che ognuno debba subito gettare via gli antiacidi; in certi casi magari sono veramente indispensabili; anche se in realtà numerosi studi hanno dimostrato che con la vecchiaia si tende a produrre una minore –non una maggiore- quantità di succhi gastrici –il che provoca difficoltà nell’assorbimento di sostanze importanti- e i sintomi della mancanza di acido gastrico sono spesso analoghi a quelli provocati dal suo eccesso. Tuttavia, in particolare se si soffre di osteoporosi o di altri problemi che provocano debolezza di ossa, se proprio non si possono evitare queste medicine è bene affiancarle con particolari misure e cautele dirette a proteggere le ossa. (v. il mio precedente intervento sull’osteoporosi in cui, tra l’altro mettevo in guardia, già un anno fa, contro le difficoltà nell’assorbimento di calcio e altri minerali causata dalla scarsa acidità dello stomaco).