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Dalla pelle: un nuovo deposito-riserva di staminali!

In vista dei futuri progressi che si delineano nel campo della rigenerazione di tessuti danneggiati grazie alle cellule staminali, molti genitori vorrebbero mettere da parte per i propri figli, per eventuale uso futuro, una banca-riserva dei loro tessuti per trarne in futuro i “pezzi di ricambio” per riparare eventuali danni, o magari il semplice invecchiamento. Sono note tuttavia le difficoltà presentate dalla conservazione in banca, per uso proprio, del cordone ombelicale di un neonato. Solleva pertanto particolare interesse l’attuale possibilità di ricorrere, per gli stessi fini, alla conservazione-deposito di un piccolo lembo di pelle, conservazione che può essere effettuata, senza i risvolti per certi versi “egoistici”, della conservazione del cordone ombelicale, per una spesa minore, ed anche a favore di chi è ormai già nato da tempo!

Di fronte a malattie per le quali non vi sono ancora rimedi efficaci si tende a cercare, anche all’estero, in direzione delle cellule staminali. In un precedente intervento ho parlato a lungo di questo argomento, e dell’importanza, se proprio si vuole andare all’estero per sottoporsi a cure, in Italia non disponibili, con cellule staminali embrionali-fetali, di cercare almeno un istituto affidabile, che abbia esperienza in materia, che effettui rigorosi controlli e che eviti illecite commistioni di interessi finanziari. In linea generale, in alcune malattie inguaribili, quando la medicina non ha più nulla da offrire, questo tipo di trattamento, per quanto non garantisca nulla e non sia esente da alcuni rischi, dà ancora delle speranze, e a volte migliora la qualità della vita e rallenta il deterioramento.

E’ tuttavia indubbio che in questo campo vi saranno nei prossimi anni grandi progressi, che consentiranno –questa è la speranza di tutti- di ricostruire organi danneggiati. In vista di questi progressi, molti genitori vogliono precostituire per i figli, mettendo da parte il cordone ombelicale, una riserva di “pezzi di ricambio” per casi di necessità in futuro. Infatti, nonostante i progressi, resta indubbio che le cellule tratte dal proprio organismo sono quelle ottimali, non suscitando quelle pur minime reazioni immunitarie che possono sollevare le cellule staminali fetali tratte da organismi altrui. Inoltre, nonostante i progressi nell’utilizzo di cellule adulte, tratte da una parte del proprio organismo per rigenerare altre parti danneggiate dello stesso organismo, è indubbio che queste cellule tratte da un organismo già adulto e ammalato, hanno una minore vitalità di quelle, giovanissime e sane, tratte dal cordone ombelicale.

In Italia, come noto, non è ancora consentito, subito dopo la nascita, immagazzinare, per futuro uso esclusivamente del neonato, il suo cordone ombelicale. E’ però consentito raggiungere questa finalità inviando il tessuto tratto dal cordone in banche private all’estero (Svizzera, San Marino, Inghilterra ecc.), affrontando una spesa notevole. Oltre al problema della spesa, sono numerose le voci che criticano tale possibilità, definita “egoistica”, facendo rilevare che in questo modo si rinuncia a donare un tessuto che sarebbe prezioso per numerosi ammalati che lo stanno attendendo, per assicurare un “uso proprio” del neonato, che molto probabilmente non avrà fortunatamente mai bisogno di ricorrere, per serie malattie, al suo cordone ombelicale conservato per il suo esclusivo utilizzo.

Un altro problema proprio di questo tipo di “banca” riguarda il fatto che tutti quelli che sono ”già nati” non potranno in futuro qualora ne abbiano bisogno, avvalersi del proprio cordone ombelicale, se i genitori non hanno potuto depositarlo quando è nato.

Solleva quindi particolare interesse una nuova possibilità che, grazie ai progressi in questo campo, si presenta oggi per costituirsi una propria “banca-riserva” di pezzi di ricambio, anche se si è già nati da diverso tempo.

A quanto emerso ognuno di noi possiede, nelle cellule staminali adulte contenute nella sua pelle, il suo “magazzino di parti di riserva”, al quale il corpo potrebbe ricorrere in caso di futura necessità per mettere riparo a difetti e problemi. Una società tedesca, in base ad un procedimento brevettato dalla celebre Università americana di Harvard, offre oggi anche in Italia la possibilità di prelevare, con una procedura semplice e indolore, un pezzettino di pelle dalla parte interna del braccio, di esaminarne il contenuto di cellule staminali e la qualità, e di conservarlo-depositarlo, dopo un’apposita elaborazione, per un eventuale proprio uso futuro.

Questa tecnica moderna costituisce una prevenzione individuale in vista delle possibilità offerte dalla futura medicina rigenerativa, che presenta, rispetto alla conservazione del proprio cordone ombelicale, i seguenti vantaggi: è meno costosa, non ha alcun risvolto egoistico poiché non priva gli ammalati in attesa di un tessuto del quale avrebbero bisogno, e inoltre la riserva può essere costituita anche quando si è già adulti. Tuttavia, prima le cellule contenute nella pelle vengono prelevate, meglio è, poiché possono essere utilizzate con risultati ottimali solo le cellule prelevate e conservate quando si è ancora giovani e sani – quando le informazioni genetiche non sono ancora mutate a causa di influssi esterni, e prima che il corpo sia aggredito da malattie sistemiche.

In tutti i campi medici si effettua oggi ricerca sull’applicazione di cellule staminali, o si fanno già sperimentazioni cliniche terapeutiche, per trattare difetti dei tessuti o per coltivare dei tessuti di ricambio. In alcuni settori, come ad es. nella cardiologia la terapia con cellule staminali dopo un infarto ha già fatto il suo ingresso nella pratica clinica, e la moltiplicazione o riproduzione di cellule della pelle o delle cartilagini appartiene oggi già alla pratica quotidiana delle medicina, per mettere riparo ad esempio ad estesi difetti della pelle o delle cartilagini nelle articolazioni.

In condizioni di laboratorio sono state messe a punto delle cellule renali, con l’aiuto dell’ingegneria tissutale, ed è stata provata la loro funzionalità. Anche altri organi di ricambio o loro parti sono stati già coltivati in laboratorio ed applicati in sperimentazioni su animali.

Alcune delle future prospettive sono:

-in caso di ictus, Alzheimer o Parkinson, riparazione del tessuto nervoso difettoso.

- In caso di diabete, innesto di cellule che producono l’insulina.

-In caso di paralisi, ripristino della conduzione nervosa.
Queste terapie sono solo una parte delle future numerose possibilità di applicazione delle cellule staminali cutanee, grazie all’ingegneria tissutale.La disponibilità delle proprie cellule staminali adulte, potrebbe, quando questi progressi si concretizzeranno, essere di notevole importanza, poiché ne potrebbe dipendere, per ognuno, la possibilità di ricorrere ad approcci terapeutici innovativi per malattie oggi inguaribili, evitando così ad esempio le reazioni di rigetto e le altre complicazioni che si verificano quando si impiegano cellule estranee, che possono causare danni al tessuto proprio ed a quello trapiantato.