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Cure con il veleno dei serpenti

Da 70 anni si stanno curando, particolarmente in Germania ed in Olanda, numerose malattie croniche, restie agli altri trattamenti, con preparati tratti da veleni di serpenti e rettili vari, purificati con un procedimento speciale, studiato per molti anni dallo scienziato tedesco Waldemar Diesing.

Il simbolo della medicina- C'e' qualche nesso con i serpenti?

Il “bastone di Esculapio” intorno al quale è attorcigliato un serpente, è sempre stato, fin dai tempi degli antichi greci, il simbolo dell’arte medica. Il serpente, che può inoculare il veleno, pharmakon, ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella medicina e nella mitologia del passato, per motivi diversi, ma anche veicolando il senso dell’immortalità nell’ ouroboros, il serpente che si morde la coda e forma, in questo modo, la perfezione della circolarità. Che gli antichi greci avessero già intuito le mirabili virtù mediche che si stanno ora scoprendo nei veleni di serpenti e rettili vari?

E noto da tempo che questi veleni di serpenti, scorpioni, ragni ed altri, sono ricchi di enzimi, e nella medicina, non solo naturale, viene attribuita una grande importanza agli enzimi biologici (enzimi dalle piante, proenzimi della digestione e, appunto, enzimi tratti da veleni animali). La caratteristica propria di tutti gli enzimi è che non intervengono direttamente nei processi cellulari ma, in qualità di catalizzatori, con la loro mera presenza biochimica riescono, anche in piccolissime quantità, ad influenzare questi processi metabolici nelle cellule.

L’ uso del veleno di serpente era stato ricercato sistematicamente ed iniziato nel 1827 dal dr. Constantin Hering ma solo nel 1937 il farmacista-biochimico tedesco Waldemar Diesing (1902-1992), alunno del premio Nobel Warburg, dopo lunghe ricerche è riuscito a liberare questi veleni dalla loro struttura proteica (che era quella che produceva gli effetti nocivi-velenosi); il veleno nella sua conformazione naturale contiene infatti un 85% di proteine che rendono impossibile un impiego terapeutico non omeopatico del veleno, a causa delle reazioni allergiche che queste proteine scatenerebbe anche in piccolissime quantità. Il dr. Diesing è riuscito ad eliminare quasi completamente questa struttura proteica, lasciando inalterate le altre sostanze del veleno, e da allora è divenuto possibile l’impiego terapeutico di questi veleni, ricavati con un processo di fermentazione da serpenti (Naja, Elaps, Lachesis, Bitis, Vipera Ruscelli), crotali ed altri, contenenti circa 35-50 diversi tipi di enzimi. “La terapia del futuro sarà una terapia enzimatica”, affermava 20 anni fa Diesing in una conferenza. I risultati conseguiti con questo tipo di terapia sembrerebbero in parte dargli ragione.

Dopo la morte di Diesing, l’industria farmaceutica tedesca che elaborava i preparati tratti dai veleni in base alle sue indicazioni, si è trasferita in Olanda, dove continua ad operare. In questi decenni, senza che fuori dalla Germania-Olanda se ne sapesse molto, sono state raccolte esperienze e successi notevoli. Data la grande varietà di enzimi (nel veleno di ognuno dei numerosi rettili impiegati ce ne sono 40-50) e preparati impiegati, occorre peraltro una perizia notevole da parte del medico che li prescrive, e quindi ho dedicato anch’io un tempo considerevole a studiare questa materia prima di iniziare, con alcuni miei pazienti, a prescrivere alcuni di questi preparati in casi in cui non si riusciva ad ottenere miglioramenti con altre terapie. L’aspetto più positivo di questa terapia è che, se viene prescritto l’enzima giusto, le cellule disturbate possono riprendere a funzionare bene mentre le cellule sane non risentono alcun tipo di effetto.

Le esperienze ed i successi fin qui raccolti riguardano soprattutto le seguenti malattie croniche: asma, (per l’asma si tratta a mio avviso di una delle terapie più efficaci, dopo quella basata sull’addestramento della respirazione con il metodo Buteyko) allergie, neurodermiti e psoriasi, malattie neurologiche come la sclerosi multipla, morbo di Alzheimer, postumi di ictus, problemi di circolazione (pressione elevata, arteriosclerosi) infiammazioni (diverticolite intestinale, colite ulcerosa) reumatismi, problemi dell’apparato digerente, problemi metabolici (diabete), problemi di potenza , menopausa e problemi ormonali, malattie degli occhi.

Negli oltre 40 anni di impiego non si sono mai verificati effetti collaterali nocivi preoccupanti. E’ però necessario tener sempre presente che in genere non è sufficiente, per conseguire una guarigione completa in quadri patologici complessi, impiegare un solo mezzo, per quanto potente. Occorre prendere in considerazione una grande varietà di fattori, (alimentazione sana, integratori, eliminazione di fattori dannosi ed altro).

Commenti dei lettori

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  • Mariani Giannangelo

    22 Nov 2008 - 17:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    Mi sono interessato a questo articolo perche
    sono in possesso di veleno di vipera e vorrei poterlo vendere.
    In attesa di informazioni,cordialmente
    Mariani Giannangelo