Questo sito contribuisce alla audience di

Obesità. Prendere medicine?

Alcuni preparati farmaceutici contro l'obesità. Sono veramente innocui ed efficaci? In quali casi si può considerare l'opportunità di assumerli?

In un recente intervento ho parlato di alcune possibili cause dell’allarmante aumento del fenomeno dell’obesità. Prima di presentare alcuni possibili rimedi vorrei considerare –in base al principio essenziale del “primum non nocere”- alcune delle medicine e preparati vari presi da molte persone per cercare di dimagrire.

Per non parlare (per ora) delle diete, vi è sul mercato un’infinità di preparati: dalle erbe, agli integratori che promettono miracoli, alle medicine vere e proprie, tanto che appare difficile orientarsi. Vorrei a tale proposito anzitutto mettere in guardia, pur da medico specializzato in fitoterapia, contro alcuni preparati “erboristici cinesi” in circolazione che contengono sostanze non sicure, che possono anche essere pericolose. Numerose altre sostanze e integratori, che vengono venduti anche senza ricetta, possono causare effetti negativi. Il primo consiglio è quindi quello di consultare un medico esperto in medicina della nutrizione, e di attenersi alle sue indicazioni.

Vorrei ora considerare brevemente due medicine molto diffuse per la perdita di peso: l’Orlistat/Xenocal e il Rimonabant/Acomplia.

L’Orlistat, in commercio con il nome di Xenical, è un derivato sintetico di una statina. L’Orlistat agisce andando ad ostacolare l’azione degli enzimi (lipasi) che normalmente scindono i grassi in parti piccole e facilmente assorbibili. Conseguenza di ciò è che i grassi, il colesterolo e le vitamine liposolubili vengono assorbiti in una quantità inferiore del 30%, che viene eliminato con le feci.
Gli effetti indesiderati noti sono perdita di feci oleose, diarrea e flatulenza, e inoltre un ridotto assorbimento delle vitamine liposolubili (D, A, E, K,) il che richiede un’assunzione supplementare di tali vitamine.
A parte questi effetti indesiderati noti, è stato recentemente pubblicato su un periodico americano sulle malattie renali ( Am J Kidney Dis. 2007 Jan;49(1):153-7) uno studio di Singh A, Sarkar SR, Gaber LW, Perazella MA. Department of Pathology, University of Tennessee Health Sciences Center, Memphis, TN, USA, dal titolo “Nefropatia acuta da ossalato associata all’Orlistat, un inibitore gastrointestinale della lipasi”, in cui si illustra il caso di una paziente che stava prendendo da tempo l’Orlistat ed in cui si sono avuti gravi problemi di calcoli renali; nel tessuto renale della paziente è stata constatata la presenza di cristalli di ossalato di calcio. Non è ovviamente possibile trarre da questo studio, che ha riguardato una sola paziente che già soffriva di problemi renali, la conclusione che l’Orlistat provochi problemi di calcolosi renali tuttavia, soprattutto nelle persone che hanno problemi renali, mi sembra si tratti di un possibile rischio da valutare nel calcolo rischi/svantaggi/benefici da effettuare con il proprio medico di fiducia.

Il Rimonabant, da poco in vendita con il nome di Acomplia, è destinato alle persone con gravi problemi di obesità. Agisce al livello del sistema “endocannabinoide”, che sarebbe troppo attivo nelle persone obese, bloccando specificamente alcuni recettori chiamati CB1, presenti nel cervello, fegato, tratto digerente, muscoli e cellule grasse addominali.

Mi sembra opportuno far conoscere la notizia che nel marzo scorso, in Francia, l ’Agence Française de Sécurité Sanitaire des Produits de Santé (AFSSaPS) ha deciso la proibizione della vendita di preparati magistrali contenenti il Rimonabant, che può essere venduto solo nella forma del preparato ufficiale Acomplia, in quanto “suscettibile di presentare un grave pericolo per la salute”. Come osservato nel periodico francese “Prescrire” dell’aprile 2004, “il principale beneficio del Rimonabant sarebbe una perdita di peso di 4-5 kg. all’anno, con un ritorno al peso precedente non appena si smette il trattamento”. Questa ridotta perdita di peso non giustificherebbe gli effetti secondari provocati (sono segnalati ansia, depressione, vertigini, diarrea).

In America la FDA ha rinviato al prossimo luglio la decisione sulla commercializzazione del prodotto.

A parte le osservazioni sopra riportate, mi sembrano importanti le perplessità collegate al fatto che gli studi su larga scala sugli effetti a lunga durata del Rimonabant saranno conclusi solo nel 2011. Se in caso di malattie gravi contro le quali non vi sono rimedi più provati può essere opportuno anche ricorrere a medicine di cui non sono stati ancora accertati gli effetti a lunga durata, contro l’obesità vi sono invece altre strategie di più sicura innocuità, di cui parlerò in prossimi interventi.