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Giusto respiro (metodo Buteyko): alla base della salute

Una respirazione sbagliata provoca, tra le altre conseguenze, un effetto immediato sulla presenza di ossigeno nel cervello (diminuzione del 40% della presenza di ossigeno dopo pochi minuti di iperventilazione). E' possibile rendersene subito conto guardando l' immagine qui riportata (tratta dal mio libro "Attacco all'Asma... e non solo", pubblicato dalla Bisedizioni) Nei libri di consigli per la salute si insiste sull’importanza di quello che si mangia. Giustissimo: quello che si mangia tutti i giorni ha in effetti per la salute un’importanza fondamentale. Nei libri si parla però raramente di un fattore di importanza ancor maggiore, e cioè il modo di respirare. Respiriamo da 20.000 a 40.000 volte al giorno e non possiamo sopravvivere più di qualche minuto senza respirare...

In altri interventi ho parlato dell’importanza del modo di respirare in relazione ad alcune malattie (soprattutto asma ed attacchi di panico). Il modo di respirare è tuttavia importante anche e soprattutto a scopo preventivo, per conservare a lungo la salute ed evitare un invecchiamento prematuro. Se però si chiede ai medici quale sia il modo migliore di respirare ci si sente in genere rispondere in uno di questi due modi: 1) l’organismo sa da solo come regolare il ritmo respiratorio, automaticamente, in modo ottimale; non dobbiamo quindi interferire e provare a cambiarlo; 2) dobbiamo respirare riempiendo bene i polmoni ed introducendo la maggior possibile quantità di ossigeno.

La prima risposta è quella data in genere dai medici della scuola ufficiale mentre la seconda è quella data da medici “alternativi” e da maestri di yoga improvvisati..

La situazione reale non è invece quella in genere rappresentata, con l’ossigeno nella parte del “buono” e l’anidride carbonica nella parte del “cattivo”; quello che conta è invece il giusto rapporto tra ossigeno ed anidride carbonica, e tra ossigeno e meccanismi antiossidativi.

- Come fare affinché vi sia questo giusto rapporto? Occorre evitare la “malattia da eccesso di respirazione” scoperta ormai 50 anni fa dal dr. Buteyko ed occorre per questo riaddestrare, con il metodo Buteyko, i meccanismi respiratori con degli esercizi pratici; non è vero infatti che il nostro modo naturale ed automatico di respirare sia sempre il migliore. Molti fattori, nella malsana vita moderna, in particolare lo stress e la mancanza di movimento, possono intervenire e provocare sfasamenti nei riflessi respiratori automatici.

-K.P. Buteyko, dopo la laurea in medicina a Mosca nel 1952, continuò a sperimentare e ad approfondire gli studi sulla respirazione. Misurando i modelli respiratori di persone che soffrivano di asma, angina ed altre malattie constatò che tutti quanti, senza eccezione, soffrivano di un eccesso di respirazione , che portava ad una mancanza di CO2. Ed ogni volta, riportando la respirazione a modelli normali, il livello di CO2 nell’organismo aumentava e gli attacchi di asma o di altre malattie svanivano. Buteyko si rese conto allora di aver effettuato, in modo quasi casuale, una scoperta in grado di rivoluzionare il mondo della medicina e pose le basi teoriche della sua tesi: l’iperventilazione cronica, pur lieve ma costante, causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica nell’organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Ciò provoca tutta una serie di meccanismi di difesa messi in azione dall’organismo; questi meccanismi di difesa vengono spesso capiti male, etichettati come malattie e combattuti.

In questa ricerca Buteyko venne peraltro a conoscenza di alcuni passati esperimenti i cui risultati sostenevano la fondatezza della sua tesi.

Dopo varie peripezie, i continui successi conseguiti dal dr. Buteyko fecero sì che il metodo Buteyko venisse ufficialmente usato nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie.

- Dall’Unione Sovietica il metodo si è dapprima diffuso in Australia e Nuova Zelanda (dove vi è un elevato numero di asmatici), e poi in Gran Bretagna, Olanda, Germania, Italia ed altri paesi europei.

Il merito del dr. Buteyko è stato quello di raccogliere in un quadro logico le varie informazioni, già note alla scienza medica in modo frammentario, sui danni prodotti dall’eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l’ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr). La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica.

Il dr. Buteyko sostiene che l’eccesso di respiro è la causa principale o un fattore aggravante di circa 150 malattie; Nelle sperimentazioni condotte dal dr. Buteyko a Mosca e San Pietroburgo e dall’Università del Queensland, Australia, ed altre, i pazienti asmatici o che soffrivano di altre malattie sono guariti una volta eliminata l’iperventilazione.

Cosa significa “iperventilare?” Più che “respirare troppo” in assoluto, significa invece respirare in modo non adeguato ed eccessivo rispetto alle esigenze dell’organismo impegnato in una determinata attività. Una respirazione che sarebbe giusta ed adeguata se si stesse correndo o comunque svolgendo attività fisica, (e durante l’attività fisica l’organismo produce una grossa quantità di CO2, che deve in effetti essere in parte eliminata) è invece eccessiva e dannosa se si è seduti al volante o alla scrivania e si respira affannosamente perché ci si sta arrabbiando con un automobilista o con il capoufficio. In questo caso l’organismo reagisce, in base ad un istinto primordiale, (cosiddetta “risposta adrenergica: spavento, combatti o fuggi”) come se si fosse in presenza di un pericolo che richiederà un’intensa attività fisica e che scatena l’impulso a respirare molto, appunto in previsione dell’attività fisica con accumulo di CO2 che invece in genere non avviene, perché si resta seduti. Il frequente ripetersi di questi episodi di stress quotidiano porta allo sfasamento del ritmo respiratorio, che diviene in permanenza, anche quando si dorme, un po’ più intenso del necessario.

Esiste una grande quantità e qualità di studi e pubblicazioni scientifiche sull’iperventilazione, dai quali purtroppo il mondo medico non ha ancora tratto le necessarie conclusioni pratiche-operative.

-Tutti sanno ormai che per nutrirsi bene non basta riempire lo stomaco con la maggior quantità possibile di cibo, anche di ottima qualità; occorre invece che gli elementi nutritivi del cibo - mangiato in quantità giusta- passino nel sangue e da questo nei vari tessuti dell’organismo.

Stranamente invece, per quanto riguarda la respirazione, quasi tutti pensano che per godere delle proprietà vivificanti dell’ ossigeno (O2), sia sufficiente introdurlo in grandi quantità nei polmoni con la respirazione.

E invece, per consentire il passaggio dell’ossigeno dal sangue ai tessuti è necessaria la presenza di anidride carbonica in quantità sufficiente. In assenza di CO2 nella giusta concentrazione, l’ossiemoglobina nel sangue non può liberare l’ossigeno e lasciarlo passare nei tessuti in misura sufficiente.

La necessità della CO2 per il passaggio dell’O2 dal sangue ai tessuti non è una teoria di qualche stravagante scienziato “alternativo”; si tratta invece di una circostanza già scoperta all’inizio del 1900 dai due scienziati Verigo e Bor, e comunemente ammessa e conosciuta da tutti gli esperti del settore sotto il nome di “effetto Verigo -Bor”. Stranamente però questo effetto Verigo- Bohr, pur descritto in tutti i testi di fisiologia universitari, non era mai stato approfondito e studiato a fondo nelle sue conseguenze, finchè, nel 1950, il medico russo K.P. Buteyko non vi si è soffermato, effettuando- con tutti i crismi del rigore scientifico, delle scoperte stupefacenti quanto al ruolo della CO2 nell’organismo umano.

L’atmosfera che ci circonda contiene una concentrazione di ossigeno del 21%, mentre alle nostre cellule ne basta una pari al 13%; le nostre cellule hanno invece bisogno di una concentrazione di anidride carbonica al 6,5% e l’atmosfera ne contiene una pari solamente allo 0,03%. In ambienti chiusi magari si arriva allo 0,05% ma siamo ancora molto lontani dal 6,5% presente nell’organismo dei bambini nel grembo materno e all’interno delle nostre cellule da adulti. Contrariamente alla pubblica percezione, la CO2 che espiriamo non era contenuta nell’aria che inspiriamo ma è prodotta all’interno dell’organismo. Nel processo di produzione di energia, le sostanze nutritive contenute nei cibi che abbiamo mangiato sono bruciate dall’ ossigeno inspirato e producono energia (ADN adenosin-trifosfato) insieme ad acqua ed anidride carbonica. L’anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto (come non lo è l’acqua prodotta in questo processo) ma è indispensabile per molte funzioni nell’organismo umano. E’ indispensabile quindi che nell’organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l’espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell’organismo. Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l’organismo cerca di impedire che la questa perdita arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la lotta.

-Il numero degli asmatici è in continuo aumento, e anche se sono state formulate varie ipotesi, non è ancora chiaro quali siano le vere cause dell’asma. In realtà il collegamento tra asma e respirazione è intuitivo e la causa dell’asma, secondo il dr. Buteyko, è da cercare nell’ errato modello respiratorio. La quantità d’aria normalmente respirata al minuto da una persona sana e adulta a riposo dovrebbe aggirarsi sui 4-6 litri al minuto. Gli asmatici, anche se hanno l’impressione di non respirare, ne respirano una quantità pari al doppio, triplo o quadruplo, e ciò è confermato da tutte le misurazioni condotte dalla medicina ufficiale.

- Come fare per imparare la respirazione Buteyko? E’difficile? In linea di massima no. Come è purtroppo stato facile acquisire cattive abitudini respiratorie, così pure non è troppo difficile cambiarle ed acquisirne altre. Occorre tuttavia un minimo di perseveranza. Si tratta infatti di un riflesso automatico, che funziona indipendentemente dalla nostra attenzione e volontà, anche quando dormiamo e, come accade per tutti i riflessi automatici, occorre un po’ di tempo per cambiarlo.

Chi è in buona salute e vuole praticare il metodo solo a scopo preventivo, riesce in genere ad imparare da solo, leggendo il mio libro “Attacco all’Asma..e non solo”  Nel caso di persone già alle prese con problemi di salute è consigliabile imparare la tecnica da un  bravo istruttore, controllando che l’istruttore sia riconosciuto dall’Associazione Buteyko –Italia.

Il “metodo Buteyko” si scontra da un lato con una parte della medicina “ufficiale”, che non vede di buon occhio una cura che non usa preparati farmaceutici, ma purtroppo anche con una parte della medicina alternativa, che mette in rilievo l’importanza di una buona ossigenazione e a volte reagisce istintivamente in modo negativo quando sente parlare dell’importanza che l’anidride carbonica ha per l’organismo.

Se, ciò nonostante, il metodo Buteyko si sta diffondendo sempre di più, nel mondo ed anche in Italia, è appunto perché si è visto che funziona.

Chi desideri imparare la tecnica per uso proprio o in modo approfondito per insegnarla ad altri, può chiamare il numero sottostante.

 

 Per le date aggiornate dei corsi (per istruttori e per uso proprio) che effettuo per insegnare il metodo Buteyko, è possibile consultare il sito dell’Associazione Buteyko Italia ( http://www.buteykoitalia.homestead.com )   tel.0577817693, 3403754383, fiafer@yahoo.com  Via del Vallino 5, 53016 Casciano di Murlo (Siena) 

I corsi introduttivi per uso proprio si svolgono i anche su appuntamento, e anche nel finesettimana, a Siena, Firenze , Roma e Modena. Telefonare ai numeri sopraindicati.


SPERIMENTAZIONI CLINICHE EFFETTUATE


Qui di seguito elenco i riferimenti delle sperimentazioni cliniche effettuate: per il metodo Buteyko
• Buteyko breathing techniques in asthma: a blinded randomized controlled trial. Bowler S, Green A, Mitchell CA. Medical Journal of Australia, Vol 169, 7/21 December 1998:575-578.

A Clinical trial of the Buteyko Breathing Technique in asthma as taught by a video.” Opat AJ, Cohen MM, Bailey MJ, Abramson MJ. Journal of Asthma, 37(7), 667-564 (2000).
• “Effect of two breathing exercises (Buteyko and pranayama) in asthma: a randomized controlled trial.” Cooper S, Osborne J, Newton S, Harrison V, Thompson Coon J, Lewis S, Tattersfield A. Thorax August 2003; 58:674-679.
• “Buteyko Breathing Technique for asthma: an effective intervention.” Patrick McHugh, Fergus Aitcheson, Bruce Duncan, Frank Houghton: The New Zealand Medical Journal. 12-December-2003, Vol 116 No 1187.
• “Health Education: Does the Buteyko Institute Method make a difference?” Jill McGowan, Education and training consultant in Asthma Management. Thorax Vol 58, suppl III, page 28) December 2003.

Per ulteriori approfondimenti: HYPERLINK “http://www.buteykoitalia.homestead.com/

diminuzione ossigenazione nel cervello dopo pochi minuti di iperventilazione

diminuzione ossigenazione nel cervello dopo pochi minuti di iperventilazione