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Disintossicazione. Più necessaria che mai. AIuto da una pianta

Nell’ambiente sempre più inquinato che ci circonda, i sistemi di disintossicazione del nostro organismo lavorano a pieno ritmo e meritano un sostegno. Cercare di eliminare i veleni ai quali siamo sempre più esposti -dai residui di metalli pesanti (mercurio, alluminio,piombo ecc. ved. il mio intervento sulla terapia chelante) ai composti che sregolano il nostro sistema ormonale (residui di pesticidi e plastica, e di preparati ormonali che finiscono nell’acqua) non può quindi che far bene, sia per prevenire guai che come terapia di supporto se si è già alle prese con problemi di salute (in questo caso ovviamente con le dovute precauzioni, poiché un terapia di disintossicazione troppo rapida potrebbe provocare problemi). Una delle piante più efficaci a questo scopo ci viene dal Giappone…

Mentre la fitoterapia cinese è molto conosciuta anche in Occidente, non lo è invece abbastanza quella giapponese, che pure vanta alcune sostanze dalle proprietà eccezionali. Ho parlato ad esempio di un’alga, l’Ecklonia cava, a vastissimo raggio d’azione. Ora vi parlo invece della Wasabia japonica, della famiglia delle crucifere (alla quale appartengono da noi i broccoletti e i cavoli) che è alla base di condimenti usati anche con il sushi. Questa pianta contiene delle sostanze, i glucosinolati, induttori dei meccanismi epatici di detossificazione detti di « fase 1 » e di « fase 2 ».
Nella detossificazione di fase 1 entrano in gioco più di 30 enzimi raggruppati sotto il termine generale di « citochromo P450 », che consentono di preparare le tossine ad una successiva eliminazione nella conseguente fase 2. La detossicazione di fase 2 converte le tossine in composti idrosolubili che vengono eliminati nell’urina o nelle feci. La Wasabia japonica contiene delle concentrazioni elevate di glucosinolati, che si trasformano nell’organismo in un gruppo di isotiocianati a lunga catena, precursori molto efficaci degli enzimi di detossicazione di fase 1 e 2 nel fegato. In particolare,Wasabia japonica contiene un analogo del sulforafano il 6-HITC, che è un attivatore eccezionale dell’enzima glutatione- s-transferasi.

Alle proprietà disintossicanti, la Wasabia unisce anche proprietà antimicrobiche, seppure meno spiccate di quelle disintossicanti.

Chi vuole approfondire può leggere gli studi qui indicati:

3. Morimitsu Y et al. “A sulforaphane analogue that potently activates the Nrf2-dependent detoxification pathway.” J Biol Chem. 277, 5:3456-63, 2002.

4. Morimitsu Y et al. “Antiplatelet and anticancer isothiocyanates in Japanese domestic horseradish, Wasabi.” Mech Ageing Dev. 116, 2-3:125-34, 2000.

5. Shin IS, Masuda H, Naohide K. “Bactericidal activity of wasabi (Wasabia japonica) against Helicobacter pylori.” Int J Food Microbiol. 94, 3:255-61, 2004.