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Endometriosi. Un problema sottovalutato

L’endometriosi, malattia diffusa e di cui non si parla abbastanza, meriterebbe un’attenzione molto maggiore . Ben vengano quindi tutte le iniziative che attirano l’attenzione pubblica su questo problema, sul quale è necessario effettuare più ricerche per scoprire causa e rimedi determinanti…

Segnalo tra l’altro il libro, che uscirà tra breve, di Veronica Prampolini, “ Canto XXXV- Inferno; Donne affette da Endometriosi” .

(ved. www.donneaffettedaendometriosi.it ) L’accenno all’inferno, che potrebbe a prima vista sembrare un’esagerazione letteraria, in realtà non lo è, se ci si rende conto dei problemi e disagi che questa malattia può comportare, non solo per la donna colpita ma per la famiglia e la società. Il sito contiene link e un blog per un utile scambio di idee ed esperienze sull’argomento

Si stima che l’endometriosi nel mondo colpisca un’elevata percentuale delle donne in età riproduttiva, dato allarmante se si considera che spesso determina dolore pelvico cronico, infertilità e dispareunia (dolore in occasione dei rapporti sessuali). Il 25-35% delle donne con problemi riproduttivi ed il 20-40% delle donne con dolore pelvico cronico presenta lesioni di tipo endometriosico. Tra le adolescenti con dolore pelvico severo è stata stimata una prevalenza del 53%. E’ inoltre la prima causa di ricovero ospedaliero ginecologico nelle donne di età compresa tra i 15 ed i 44 anni.

In questa malattia, alcune cellule della mucosa uterina vanno dove non dovrebbero andare e s’impiantano al di fuori dell’utero: soprattutto nel basso ventre (ovaie, intestino o vescica), più raramente in altri organi (cute, polmoni) dove vengono stimolate dagli ormoni che provocano il ciclo mestruale. Come la mucosa uterina – denominata endometrio – i focolai endometriosici ciclicamente crescono e sanguinano, provocando dolori e disturbi vari.

Si tratta anche di uno dei problemi più diffusi che ostacolano la gravidanza. Quando però, nonostante l’endometriosi, si resta incinte, allora i dolori e disturbi si attenuano e generalmente dopo la gravidanza i sintomi della malattia sono ridotti. Questo perchè la mancanza di ovulazione durante la gravidanza rende meno attivi i focolai di endometriosi.

La causa dell’endometriosi non è stata ancora chiarita. Emorragie mestruali prolungate o cicli abbreviati ne aumentano il rischio. Ma anche fattori genetici e sostanze inquinanti, come ad es. la diossina ed altre, sempre più diffuse nell’ambiente, aumentano la predisposizione. Influiscono poi squilibri ormonali e secondo certi, fenomeni autoimmunitari.

Una delle possibili cause nella formazione dell’endometriosi è anche la mestruazione retrograda, che avviene quando il sangue mestruale, anziché fluire integralmente all’esterno, fluisce anche in minima parte attraverso le tube nella cavità addominale. Questo sangue contiene infatti delle cellule vitali della mucosa uterina che in soggetti predisposti possono sopravvivere nell’addome, aderire al peritoneo e perfino crescervi.

Non mi soffermo sulle consuete terapie mediche e chirurgiche poiché sono già abbastanza note.

Segnalo a questo proposito solamente una notizia riguardante il nuovo uso, anche contro l’endometriosi, di una sostanza (il letrozolo, un inibitore dell’aromatasi che di conseguenza diminuiscr la quantità di estrogeno in circolazione nell’organismo) già correntemente impiegato per prevenire ricorrenze e metastasi in caso di tumore al seno; in base ad uno studio pubblicato su Fertility and Sterility (2004;81:290-296) il letrozolo avrebbe consentito di ottenere buoni risultati anche per l’endometriosi. Lo studio è stato condotto dal dr. Serdar Bulun, del Northwestern Memorial Hospital di Chicago, su un gruppo ridotto di pazienti che non erano riuscite ad ottenere risultati positivi con i consueti trattamenti; con il letrozolo è stato invece possibile ottenere miglioramenti consistenti nella sintomatologia.

Quanto invece all’approccio naturale/alternativo:

1) Poiché sembra probabile- anche se non ancora provato in modo decisivo- il ruolo deleterio svolto sull’equilibrio ormonale da alcune sostanze (in particolare dalla diossina, ma anche da residui di pesticidi, preparati ormonali e altro che finiscono nell’acqua/alimenti) sembra importante fare anzitutto attenzione alla qualità dell’alimentazione e dell’acqua. Una terapia chelante allo scopo di eliminare dall’organismo le tracce di metalli, ed una generale disintossicazione (ved. tra l’altro quanto ho scritto in merito ad una pianta dalle forti proprietà disintossicanti, la wasabia japonica.

2) I preparati farmaceutici a base di progesterone in genere usati per contrastare l’eccesso di estrogeni potrebbero forse in alcuni casi essere sostituiti con dosaggi elevati di creme a base di progesterone naturale, che oltre ad avere una composizione più simile a quella del progesterone consuetamente prodotto dall’organismo femminile non gravano sul fegato per la loro assimilazione.

3) Per attenuare l’infiammazione in genere presente si può ricorrere a piante e sostanze naturali con spiccate proprietà antinfiammatorie come ad es. la boswellia serrata.

4) Vale la pena, anche se magari non per risolvere il problema ma per ottenere dei miglioramenti, di ricorrere ad alcune piante che hanno un’ azione di riequilibrio del sistema ormonale femminile, come la vitex agnus cactus, (normalizzatore ormonale), la cimicifuga racemosa e la dioscorea villosa.

5) Altre sostanze naturali che possono essere utili sono il magnesio, che attenua crampi e contrazioni, l’olio di enotera e il DIM (diindolilmetano).

6) Vale inoltre la pena, poiché nel corso di un controllo (Sinai N et al. 2002) si è accertato che il 42% delle donne affette da endometriosi soffriva anche di ipotiroidismo, di accertare il buon funzionamento della tiroide (tenendo presente quanto ho osservato in un precedente intervento sui problemi connessi alle analisi consuete).

E’ appena il caso di ribadire la necessità di consultare il medico anche per assumere i preparati naturali indicati, poiché potrebbero esservi controindicazioni ed interferenze con le medicine in uso.

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