Questo sito contribuisce alla audience di

Alimentazione. Organico o non-organico?!

I prodotti provenienti da un'agricoltura organica sembrano indubbiamente da preferire, poiché anche se crescono in un ambiente generale in cui sia l'aria che la pioggia sono comunque inquinate, se provenienti da aziende agricole controllat e e certificate, perlomeno non hanno il carico supplementare di veleni provenienti dall'uso diretto di pesticidi. Questi prodotti, anche se migliori, sono più cari e non tutti se li possono permettere. Che fare?

Negli ultimi anni si è parlato molto del ruolo nocivo sulla salute di vari pesticidi e sostanze chimiche impiegati in agricoltura, e del fatto che i residui di pesticidi siano purtroppo, “onnipresenti” nella frutta e nella verdura che mangiamo. La frutta, la verdura e i cereali sono infatti molto graditi da numerosi insetti e parassiti, ed i coltivatori sono “costretti” ad usare pesticidi per tenerli lontani. La soluzione per evitare di accumulare residui di pesticidi mangiano frutta e verdure ( e, peggio ancora, carne o latticini, in cui i residui di cereali mangiati dal bestiame sono accumulati in forma ancor più concentrata) sembrerebbe ovvia: nutrirsi di frutta, verdura e cereali provenienti esclusivamente da un’agricoltura organica e biologica, i cui produttori non utilizzano pesticidi; ma questa proposta è tutt’altro che semplice: questi prodotti non sempre sono facilmente reperibili, ma sono anche più costosi e molte persone che vorrebbero nutrirsi in modo sano non se ne possono permettere l’acquisto.

I livelli dei pesticidi nella frutta e nella verdura non sono comunque sempre uguali e universali: a seconda di determinate proprietà del frutto o della verdura, come sapore, dolcezza, colore eccetera, certe tipologie sono più infestate da uccelli, vermi, insetti e miceti, ed i coltivatori pertanto le cospargono pertanto di pesticidi in quantità maggiore rispetto ad altre.

Conviene quindi prestare particolare attenzione nella selezione di frutta e verdura: non è strettamente necessario acquistare sempre prodotti organici. Elenco qui determinati frutti e verdure che dovrebbero, in quanto possibile, provenire da un’agricoltura biologica ed altri che possono invece essere acquistati anche se non organici, vista la loro in genere minore concentrazione di pesticidi.

La “dozzina organica”

Fragole: le più tossiche tra i frutti, se provenienti da un’agricoltura non-biologica. Possono contenere molti dei 65 pesticidi attualmente in commercio.

Ciliegie: il frutto preferito degli uccelli e di molti insetti, per cui i coltivatori sono costretti a cospargerle di pesticidi.

Pere: un frutto molto delicato e non facile da coltivare. Durante la coltivazione nei mesi di marzo-luglio/agosto vengono cosparse di pesticidi settimanalmente.

Pesche: anch’esse sono un frutto delicato e vengono cosparse di pesticidi settimanalmente da marzo a luglio/agosto.

Albicocche: stessa storia delle pesche!

Peperoni rossi e verdi: vengono somministrati pesticidi 2-6 volte durante la coltivazione.

Mele: anch’esse sono soggette ad infestazioni da agenti patogeni.

Uva: specialmente nel contesto di prodotti provenienti dal Cile

Frutti di bosco coltivati: molti agricoltori somministrano fertilizzanti sintetici al terreno in cui vengono coltivati questi frutti, che dovrebbero invece essere veramente “di bosco”.

Spinaci: se non coltivati nelle condizioni appropriate, tendono ad essere infestati da miceti, ed a questo punto i coltivatori sono costretti ad utilizzare pesticidi.

Sedano: assorbe quantità eccessive di acqua, perciò vi è il rischio che vengano assimilate le tossine presenti nel terreno. La federazione americana FDA (food and drug administration) ha accertato che il sedano assorbe i residui dei pesticidi utilizzati per verdure coltivate nello stesso terreno.

Patate: prima della coltivazione, i terreni vengono sterilizzati con prodotti tossici per eliminare agenti patogeni.

Frutta e verdure più “sicure”

Anche se non provenienti da coltivazioni biologiche i seguenti prodotti sono meno “rischiosi”, in quanto generalmente contengono livelli minori di pesticidi:

asparagi, avocado, banana, mirtilli, broccoli, cavolo, aglio, kiwi, mango, cipolle, papaya, ananas, piselli, mais ed anguria.