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Bere. Quale tipo d’acqua-liquido?

I problemi d’ inquinamento ambientale hanno purtroppo fatto sì che l’acqua del rubinetto in molti luoghi non sia un liquido ottimale per la salute. Molti ripiegano sull’acqua minerale, che presenta però anch’essa problemi non trascurabili. Che fare?

E’ noto che per sopravvivere (e vivere in buona salute) è indispensabile respirare-bere-mangiare; in quest’ordine di priorità (e infatti non si sopravvive più di qualche minuto senza respirare, più di pochi giorni senza bere, ma numerosi giorni senza mangiare). La scala di priorità che invece viene seguita nei consigli dedicati al mantenimento della salute è in genere opposta. Vi è un’infinità di consigli –spesso contrastanti l’uno con l’altro- quanto al modo migliore di mangiare; poco si dice sul bere e ancor meno sul respirare. Come medico aperto anche verso la medicina “naturale” non sono contraria, in molti casi, a chi consiglia di “lasciar fare alla natura” e a non intervenire quindi per modificare gli istinti naturali. Tuttavia, in questo caso occorre tenere presente che la costituzione dell’uomo – e quindi i suoi istinti naturali- sono ancora quelli dell’uomo delle caverne, mentre le sue condizioni di vita sono cambiate radicalmente. Gli “istinti naturali”sono quindi spesso controproducenti e persino dannosi per l’uomo moderno. Per il mangiare, l’uomo preistorico, quando aveva la fortuna di trovare del cibo, aveva il giusto istinto che lo portava a rimpinzarsene, per sopravvivere ai successivi giorni in cui non avrebbe magari avuto cibo. Abbiamo ancora il suo stesso istinto, anche se abbiamo il frigorifero, e il supermercato alimentare sottocasa! E’ quindi evidente, per il mangiare, che l’istinto naturale non ci è ormai più utile e va tenuto a freno.

Per quanto riguarda il fattore più importante, il respiro, in altri interventi ho parlato a lungo dell’importanza del modo di respirare. Nel libro che ho scritto sull’argomento della respirazione con il metodo Buteyko (titolo“Attacco all’Asma…e non solo!”, che ovviamente vi consiglio vivamente di leggere J, uscirà tra breve a cura della Macrolibri) parlo a lungo dei motivi per cui, anche quanto al modo di respirare, i ritmi respiratori che verrebbero naturali e istintivi non sono sempre ottimali per il mantenimento della salute e vanno riaddestrati.

Ora vorrei invece parlare del bere. Anche qui, spesso l’istinto naturale non è affidabile. In particolare le persone anziane, ma non solo, non sentono abbastanza lo stimolo della sete, e devono costringersi a bere ad ore regolari, anche in assenza di sete. Provvedere alla quantità non è tuttavia sufficiente. Occorre pensare anche alla qualità di quello che si beve, e a questo riguardo sorgono non pochi problemi ed interrogativi.

Sono purtroppo ben noti i problemi ambientali che fanno sì che in molte zone la qualità dell’acqua sia tutt’altro che ottimale, dato il degrado e l’esaurimento delle falde acquifere e l’esaurirsi delle sorgenti di buona qualità;(mi limito a questo riguardo ad accennare alla problematica di alcune sostanze di natura ormonale ed altri medicinali, i cui residui, passati nelle acque, non sarebbero eliminati a sufficienza dai sistemi di depurazione). Molti ripiegano pertanto sull’acqua minerale, di cui si fa un largo consumo.

L’attuale problematica dello smaltimento dei rifiuti in Campania induce comunque a riflettere sull’argomento: una famiglia di 4 persone con un consumo di 2 litri d’acqua a testa provoca infatti 8 contenitori-bottiglie di plastica vuota da smaltire ogni giorno.

Avrebbe pertanto meritato una maggiore attenzione anche in Italia una notizia, pubblicata oltre un anno fa, riguardante una indagine, condotta dallo scienziato canadese W.Shotyk per l’università tedesca di Heidelberg, sulla qualità di 132 marche di acque minerali, provenienti da 28 paesi, contenute in bottiglie di plastica. Shotyk ha infatti contattato che il materiale (polietilene tereftalato –PET) usato in questa plastica, rilasciava nell’acqua sostanze tossiche, tra le quali soprattutto l’antimonio (metallo chimicamente simile al piombo che può provocare nausea, vertigini e depressione) in quantità preoccupante, e tanto più elevata se le bottiglie erano conservate oltre 3-6 mesi ed esposte al sole.

Le acque minerali in bottiglie di vetro sono probabilmente preferibili, anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, ma difficili da trasportare e più care; secondo certi inoltre (ma non ho sull’argomento dati certi) per disinfettare le bottiglie riciclate verrebbero impiegate delle sostanze potenzialmente dannose.

Cosa bere allora se non si ha la fortuna di abitare in zone dove l’acqua del rubinetto è buona (ed anche in questi casi occorre controllare la qualità delle tubature nell’edificio (che a volte rilasciano nell’acqua troppo rame o altri metalli)? E’ difficile dare una risposta. La cosa migliore, ma non sufficiente, è bere i succhi (spremuti e/o centrifugati al momento) di frutta e verdura, di preferenza biologica, calcolando tuttavia nella propria razione giornaliera anche la quantità di calorie e zuccheri contenuta in questi succhi. I liquidi contenuti nella frutta e verdura sono infatti già passati attraverso un processo ottimale di depurazione/strutturazione/vitalizzazione . ad opera della pianta. Per il resto, poiché questi succhi non sarebbero in genere sufficienti a soddisfare le nostre esigenze di liquidi, (e molti non avrebbero il tempo e i mezzi per procurarseli) posso solo consigliare di investire in un buon apparecchio (ce ne sono ormai molte marche a prezzi abbordabili) per la depurazione/filtraggio casalingo dell’acqua del rubinetto. Alla lunga la spesa sarà ricompensata dal risparmio sull’acquisto dell’acqua minerale.

Commenti dei lettori

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  • Roby H2o

    13 Feb 2010 - 12:21 - #1
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    Trovo le sue argomentazioni sull’acqua interessanti,ho dovuto approfondire le mie conoscenze tecniche in materia diH2o per uso alimentare , mi farebbe molto piacere metterle a sua disposizione