Questo sito contribuisce alla audience di

Occhio secco. C’entra la ghiandola meibomiana?

La sindrome dell’occhio secco è un problema, fastidioso, la cui frequenza va aumentando. Si pensa in genere che il problema della secchezza derivi dalla parte acquosa delle lacrime, e cioè da una insufficiente produzione di liquido lacrimale. Spesso invece (secondo alcuni ricercatori forse nel 70% dei casi) la responsabilità sarebbe da ricercare non in una insufficiente presenza di liquido lacrimale ma in un malfunzionamento delle ghiandole meibomiane. Queste piccole ghiandole, situate nelle palpebre, secernono uno strato oleoso che normalmente , rivestendo con uno strato lipidico la parte acquosa del film lacrimale, ne impedisce una rapida evaporazione . Quando questo rivestimento oleoso, per il malfunzionamento delle ghiandole meibomiane, non è prodotto a sufficienza, la parte acquosa del fluido lacrimale, pur prodotta in quantità sufficiente, evapora rapidamente e si ha quindi la sensazione dell’”occhio secco”.

L’occhio umano ha la necessità di essere umidificato per funzionare bene. Il sistema di cui fa parte il film lacrimale può perdere il proprio equilibrio a causa di diversi fattori di disturbo.

Anche se la mia specializzazione medica non è quella oculistica, il mio approfondimento del trattamento con l’agopuntura del sistema J. Boel di vari problemi degli occhi, (esposta in altri interventi) mi porta ad occuparmi spesso di questa tematica, e vedo che sono molte le persone che soffrono del problema di secchezza oculare. Questo problema, pur di per sé considerato non grave, può provocare a lungo andare problemi più consistenti, e può tra l’altro essere un sintomo di una malattia sottostante da identificare e trattare, ed infine è molto fastidioso per chi ne è colpito. Vale quindi la pena di fare una ricerca a fondo per identificarne la causa, e quindi i possibili trattamenti.

L’occhio secco è una malattia dovuta a differenti cause e la composizione del film lacrimale è in genere alterata in tutte le malattie che interessano la superficie oculare.

La definizione attuale di occhio secco è quella di una malattia caratterizzata da un danno alla superficie dell’occhio causato da una diminuzione di produzione dei componenti lacrimali e/o di un’aumentata evaporazione delle lacrime stesse.

Abbastanza frequente è l’associazione tra occhio secco e l malattie autoimmuni, specialmente nei soggetti giovani e di sesso femminile, anche se questa associazione non è la causa più comune. Queste sindromi autoimmuni possono i provocare uno stato infiammatorio cronico a livello della superficie oculare, che può evolvere nel quadro patologico dell’ occhio secco. Tra queste ricordiamo la sindrome di Sjögren caratterizzata da artrite (dolore e infiammazione delle articolazioni), secchezza della bocca, del naso e dell’occhio.

Un’altra importante causa di occhio secco è la fisiologica riduzione della secrezione lacrimale conseguente all’invecchiamento. Infatti la secrezione di lacrime diminuisce fisiologicamente con l’avanzare dell’età, (ed in particolare nelle donne in menopausa, probabilmente a causa di una modificazione delle condizioni ormonali caratteristiche di questo periodo , può presentarsi anche questo problema)

Non raramente anche le allergie e le condizioni ambientali determinano un progressivo deficit della parte acquosa del film lacrimale. Così ad es.l’uso continuo dell’aria condizionata fa aumentare l’evaporazione della parte acquosa del film lacrimale. L’inquinamento atmosferico e ambientale in alcuni luoghi può determinare il contatto di sostanze irritanti con la superficie oculare, instaurando un processo infiammatorio che con il tempo può diventare cronico.

Anche chi sta davanti al computer a lungo può andare incontro a problemi dovuti a eccessiva evaporazione del liquido lacrimale, causata dal fatto che si tende al computer a tenere gli occhi aperti in continuazione, ammiccando meno frequentemente .

Anche alcuni farmaci, assunti per via sistemica, ( beta bloccanti, diuretici, miorilassanti e ansiolitici) possono causare, a lungo andare, problemi di secchezza oculare. Anche l’impiego di lenti a contatto e l’impiego prolungato di colliri contenenti conservanti può provocare sofferenza delle cellule della superficie oculare e occhio

secco, ed infine una patologia lacrimale può essere provocata e mantenuta da problemi di un’altra struttura della superficie oculare.

Il caso più evidente è quello delle congiuntiviti e delle blefariti, in cui l’infiammazione delle palpebre crea alterazioni nel film lacrimale. L’infiammazione del bordo palpebrale interessa le ghiandole deputate alla produzione dello strato lipidico: in queste condizioni il secreto è alterato per cui il contatto dello stesso con le strutture della superficie oculare determina un deficit del film lacrimale.

Quanto alla disfunzione delle ghiandole meiboniane si tratta appunto, come accennato, di un problema più diffuso di quanto non si ritenga, responsabile secondo alcuni di una gran parte dei casi di “occhio secco”. La causa più frequente di questa disfunzione è da ricercare nella blefarite, poiché una blefarite cronica causa in genere una disfunzione di queste ghiandole, disfunzione che spesso permane, provocando la sindrome dell’occhi secco, anche quando la blefarite è stata trattata con successo ed eliminata

Da quanto osservato risulta chiaro come lo sforzo principale vada indirizzato alla ricerca della causa ed alla sua eliminazione/attenuazione. Nel frattempo vi sono numerosi rimedi sostitutivi che consentono di attenuare il disagio (è necessario peraltro, se non lo si è già fatto, consultare il proprio medico oculista curante.) Il preparato più nuovo in questo senso sembra essere quello della ditta francese Novigali, in commercio in Francia ma non ancora in Italia, basato su una tecnica, a quanto pare più perfezionata, di sostituzione del film lacrimale, in cui si tiene conto sia degli elementi liquidi che del film lipidico, e che previene quindi l’evaporazione eccessiva delle lacrime. Quando il problema deriva dalla disfunzione delle ghiandole meibomiane, possono essere utili anche dei rimedi empirici, come delle compresse calde sugli occhi (che liquefanno le secrezioni grasse che possono essersi solidificate e ostruiscono queste ghiandole).

Uno studio in doppio cieco, pubblicato nella rivista Ophthalmology (vol. 109, 2002) , ha dimostrato inoltre un beneficio tratto con l’impiego di gocce omogeneizzate per gli occhi a bassa concentrazione di olio di ricino. Queste gocce di olio di ricino a bassa concentrazione erano state ben tollerate, senza gravi offuscamenti o irritazioni, da venti volontari affetti da disfunzione della ghiandola meibomiana, i quali non avevano risposto ai trattamenti convenzionali.