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Vitamina K. Se non c’è, il calcio prende la direzione sbagliata

Il calcio è un elemento indispensabile, ma è importante non solo assicurarsi di assumerne abbastanza ma anche far sì che il calcio assunto vada a finire nel posto giusto, e cioè nelle ossa, e non magari sulle pareti delle arterie, dove può provocare il loro indurimento e calcificazione (arteriosclerosi). Quando non si assume abbastanza vitamina K si rischia appunto che il calcio vada a finire nel posto sbagliato....

 

 

Tutti i consigli di medicina popolare insistono, per evitare l’osteoporosi,  sulla necessità di mangiare alimenti ricchi di calcio e di assumerlo anche con integratori.  Eppure,  sebbene nella nostra dieta da “benestanti” il calcio in genere non manchi,   paradossalmente la frequenza dell’osteoporosi è   molto più elevata da noi che in paesi, come il Giappone, in cui il consumo di latticini è poco elevato. Non si tratta a quanto pare di fattori genetici, perché quando le Giapponesi si trasferiscono in altri paesi e cambiano le loro abitudini alimentari, iniziano anche loro a soffrire di osteoporosi in misura paragonabile alla nostra. Indubbiamente entrano in gioco anche altri fattori, e non mi soffermo ora su altre caratteristiche  (rapporto tra il contenuto in fosforo e quello in calcio, che nel latte non è molto favorevole per la solidità delle ossa), né mi soffermo ora su altre nostre abitudini alimentari, come ad esempio quella della coca-cola (priva di calcio, ricca in acido fosforico e deleteria anche per le ossa). Vorrei invece mettere  in luce alcune conoscenze, relativamente nuove, emerse quanto al ruolo fondamentale della vitamina K per la solidità delle ossa e per la prevenzione dell’osteoporosi, ma anche –stranamente, per la flessibilità delle pareti vascolari.

E’ bene chiarire innanzitutto che la vit. K è in genere carente nella nostra alimentazione. Questa vitamina si trova nelle verdure verdi (e quasi nessuno ne mangia una quantità sufficiente) e in cibi fermentati (ne è molto ricco il natto –formaggio di soia-molto diffuso in Giappone) e, diversamente dalle altre vitamine solubili nel grasso, non può essere accumulata   ma deve essere fornita ogni giorno. La forma più efficace di vit. K, la vitamina K2, è prodotta  anche da una flora intestinale san, ma a parte il fatto che pochi hanno appunto una flora intestinale sana, si può verificare una carenza notevole di questa vitamina se    si resta anche solo 7 giorni senza mangiare una quantità sufficiente di alimenti che la contengono. Inoltre, l’assorbimento della vit. K dipende (come per le altre vitamine solubili nel grasso:A, D, ed E), da  fegato, cistifellea e funzione digestiva ottimali. Persone che soffrono di problemi di digestione, in particolare dei grassi, soffrono pertanto più facilmente di un cattivo assorbimento della vit. K. Inoltre, anche i grassi in forma idrogenata, di cui la nostra alimentazione è purtroppo ricca, impediscono un buon assorbimento di questa vitamina.

Premesso quindi che le carenze di vit.K sono molto diffuse, cosa succede se si  assume molto calcio (mangiando molto latte e formaggi o prendendo integratori a base di calcio), senza preoccuparsi di avere abbastanza vit. K?  Ebbene, può succedere che il calcio assunto, anziché andare a rinforzare le ossa, si depositi nelle pareti delle arterie, formandovi una dura placca e  provocando fenomeni di arteriosclerosi. Come riportato nel British Medical Journal dello scorso febbraio (336(7638):226-7), “in presenza di determinati stimoli, nella muscolatura vascolare liscia può verificarsi una deviazione   in direzione di cellule di natura ossea, e in presenza di elevate quantità di calcio, queste possono provocare calcificazione vascolare”.  Tradotto in linguaggio  semplice, ciò significa che determinate circostanze (come ad es la mancanza di vit K2, come riportato in nota ma non messo abbastanza in evidenza nel testo principale dell’articolo) possono indurre le cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni a comportarsi come se fossero cellule delle ossa, e cioè    ad assorbire calcio (Med Res Rev 2001 Jul;21(4):274-301

Avrebbe a mio avviso meritato più pubblicità anche  un recente  articolo (BMJ2008 Feb2; 336(7638):262-6) in cui sono commentati i risultati di uno studio clinico effettuato su  1471 donne in postmenopausa. Da questo studio è emerso che nelle donne che assumevano integratori a base di calcio  diminuiva bensì del 12% il   rischio di  frattura ossea, ma aumentava del 212% il rischio di malattie cardiovascolari.

 Per avere   ossa dure e arterie  morbide-elastiche, e per far andare quindi il calcio nel posto giusto, è quindi necessario    anche  fare in modo  che la propria dieta contenga  molti alimenti ricchi in vitamina K, ed eventualmente assumere   integratori a base di questa vitamina, dopo avere però consultato il proprio medico, sia per stabilire il dosaggio e la forma migliore di questa vitamina, sia per evitare i rischi di interferenze con determinati medicinali (in particolare con gli anticoagulanti).