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Tagliare il rischio di calcoli

Vi sono numerose misure, abbastanza semplici, che è possibile prendere per far diminuire il rischio della formazione di calcoli ai reni....

In questo periodo di gran caldo viene fornita continuamente la raccomandazione di bere abbastanza. Una buona idratazione è in effetti importante anche per far diminuire eventuali rischi di formazione di calcoli ai reni, in particolare per chi ha già avuto le prime avvisaglie o teme comunque di essere a rishcio.

Vi sono tuttavia, a parte eventuali misure di carattere farmacologico, anche dei rimedi molto semplici che, come provato scientificamente, possono far diminuire questo rischio. Così ad es., fin dal 1974, dei ricercatori della celebre Università americana di Harvard, avevano constatato che 300 mg al giorno di ossido di magnesio e 10 mg. al giorno di vitamina B6 erano stati in grado di ridurre del 92,3 % (!) i rischi di calcoli ai reni formati da ossalati di calcio. Quersta ricerca era stata pubblicata sul Journal of Urology.

Circa 20 anni dopo, nel 1991, il British Journal of Urology aveva nch’esso pubblicato i risultati di uno studio in cui, durante un periodo di osservazione durato 5 anni, era risultato che 10 gr. (un cucchiaio da tavola) di crusca di riso 2 volte al giorno dopo i pasti aveva ridotto dell’84% la formazione dei calcoli ai reni.

Trascorsi (quasi) altri 20 anni, nessuno al giorno d’oggi sembra ricordarsi dei risultati di questi studi, e i rimedi così semplici, poco costosi ed innocui di cui è stata dimostrata una notevole efficacia preventiva contro i calcoli ai reni sono a quanto pare ignorati da quasi tutti.

E’ vero che ci sono voluti, dopo le prime osservazioni sui marinai inglesi, circa 150 anni affinché fosse riconosciuta l’efficacia della vitamina C contro lo scorbuto, ed è vero che ce ne sono voluti oltre 50, nel 19 mo secolo, affinchè si passasse alla pratica attuazione della scoperta che la semplice precauzione del lavaggio delle mani dei medici che assistevano le partorienti, era in grado di eliminare la febbre puerperale; ci si aspetterebbe tuttavia che nel nostro secolo, con internet e tutti i mezzi di comunicazione, questo tipo di notizie non dovesse più mettere tanto tempo a diffondersi. Speriamo in bene!