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Osteocalcina. E' importante anche contro il diabete

Stanno emergendo nuove conoscenze sul ruolo svolto dall'osteocalcina non solo per la salute delle ossa ma anche per il metabolismo degli zuccheri. Per la produzione adeguata di osteocalcina è essenziale la vitamina k, spesso carente nell'alimetnazione moderna...

In un recente intervento dedicato all’osteoporosi, dal titolo “Vitamina K; quando non c’è il calcio prende la direzione sbagliata “( depositandosi sulle pareti delle arterie anziché nelle ossa) ho parlato dell’importanza della vitamina K (in particolare vitamina K2), per il ruolo che questa vitamina riveste nella produzione di osteocalcina, essenziale per la salute delle ossa.

Un gruppo di ricercatori della Columbia University guidati da Gerard Karsenty ha trovato conferma all’ipotesi di una ulteriore funzione dell’osteocalcina, molecola nota dal 1977 prodotta dagli osteoblasti, cellule delle ossa. Lo studio di Karsenty, pubblicato sulla rivista ‘Cell’, mette in rilievo come a quanto pare anche lo scheletro intervenga nel metabolismo degli zuccheri nel sangue, stimolando la produzione di insulina.

L’osteocalcina aumenta infatti sia la produzione pancreatica di insulina, sia la sensibilita’ all’insulina dei tessuti adiposi. La sperimentazione e’ stata condotta su due linee di topi con caratteristiche diverse: la prima linea non possedeva il gene per l’osteocalcina (e quindi le ossa dei topi non la producevano), mentre il secondo gruppo era stato stimolato in modo da produrre osteocalcina in quantità. Rispetto al primo, il secondo gruppo di cavie e’ risultato meno soggetto sia al diabete di tipo I che al diabete tipo II. Inoltre, a parita’ di dieta, i topi del primo gruppo pesavano meno. “Anche se la sperimentazione sull’uomo non e’ ancora iniziata - ha dichiarato Karsenty - riteniamo possibile una futura terapia medica per quei pazienti che hanno problemi legati al metabolismo degli zuccheri. Si e’ visto, infatti, che il diabete di tipo II e’ legato a bassi livelli di osteocalcina”.

La vitamina k viene prodotta naturalmente nell’organismo se la dieta è sana e ricca di verdure verdi e cibi fermentati, e se vi è una flora intestinale sana. Date la consistenza non sempre ottimale della nostra dieta potrebbe in certi casi valere la pena –sentito ovviamente il proprio medico, date anche le possibili interferenze della vitamina k con medicinali anticoagulanti- di provare a supplementare l’alimentazione con capsule contenenti vitamina k e k2.