
Il problema delle allergie, dato anche il deterioramento delle condizioni ambientali, sta assumendo proporzioni allarmanti. Oltre il 30% di pazienti che vedo nel corso della mia attività medica, viene a consultarmi per problemi di allergia o comunque spesso collegati a reazioni allergiche (problemi alimentari, asma ed altri). Riuscire ad individuare la sostanza, o meglio le sostanze responsabili perché quasi sempre ve ne è più di una, è un’impresa non agevole, che in base agli schemi classici richiede tempo e fatica (sarebbe infatti necessario accertare la sensibilità allergica a decine di pollini, alimenti, milbe, cani, gatti, muffe, conservanti ecc. ecc.). Inoltre spesso questa sensibilità cambia e non è costante da un anno all’altro, poiché più a lungo dura la malattia, più diventa lungo l’elenco di sostanze alle quali si reagisce con allergie.
In questa situazione mi sembra utile, e mi ha sinora dato buoni risultati, una tecnica che ho appreso in Germania, dove è stata particolarmente approfondita, basata su una sostanza che rispecchia in modo molto preciso la situazione delle varie persone e le loro suscettibilità allergiche: il sangue dei pazienti stessi. Se viene prelevato un po’ di sangue tratto dal paziente, in particolare nel periodo in cui è in corso una manifestazione allergia, il sangue contiene i fattori immunologici connessi alle sostanze che provocano la manifestazione allergica in corso; se questo sangue, dopo essere stato prelevato, è trattato con determinate, particolari modalità, e poi reinniettato nel paziente, iniziando con dosaggi molto bassi e gradualmente aumentati il paziente, pur non venendo a sapere quali siano le sostanze che scatenano le reazioni allergiche, è gradualmente messo nella situazione di tollerarle.
Non si tratta ovviamente di una bacchetta magica. Per diminuire la sensibilità allergica ricordo innanzitutto i consigli che, in altri interventi, ho esposto in merito alla respirazione Buteyko.(ved. sull’argomento il mio intervento “Alla base della salute, il respiro”). Inoltre, se si è già al corrente su quali siano le sostanze che suscitano allergie ed il numero di queste sostanze non è eccessivo, conviene semmai, se possibile, cercare di evitarle anziché realizzare una desensibilizzazione. Quasi superflua, tanto è ovvia, è infine la mia ripetuta raccomandazione in merito alla necessità di alimentazione/movimento/ stile di vita sani.
Malattie croniche
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in: allergia
Allergie. Trovare i "colpevoli"?
Il numero di sostanze che possono scatenare reazioni allergiche è così numeroso che non è facile identificarle tutte. Da qui il vantaggio di una tecnica capace di individuare con precisione tutte le le singole sostanze alle quali si è allergici e, soprattutto, in grado di abituare l’organismo a tollerarle...Le categorie della guida
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Dott.ssa Fiamma Ferraro








