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Benfotiamina, confermata efficacia contro complicazioni diabete

Confermata efficacia benfotiamina contro complicazioni diabete

Dopo che oltre 3 anni fa avevo attirato l’attenzione sull’efficacia della benfotiamina per evitare/attenuare le complicazioni del diabete, nuovi studi sembrano ora provare nuovamente l’efficacia incontrovertibile di questa sostanza, che e’ semplicemente una forma particolare di vitamina B1….

Dopo il primo intervento in cui parlavo della benfotiamina, risalente al luglio 2005, nel 2007 avevo nuovamente attirato l’attenzione sulla tematica, scrivendo che “Uno studio pubblicato il 4 agosto sul periodico “Diabetologia” ha accertato l’esistenza di una grave carenza di tiamina (vitamina B1) in diabetici affetti da complicazioni, sia micro che macrovascolari. Uno studio dal titolo “High prevalence of low plasma thiamine concentration in diabetes linked to a marker of vascular disease” (”Elevata prevalenza di bassa concentrazione di tiamina nel plasma nel diabete, collegata ad un indicatore di malattie vascolari”), un gruppo di ricercatori dell’Università di Warwick, guidato dal prof.Paul Thornalley, ha stabilito in modo “conclusivo” che la carenza di tiamina (vitamina B1) può essere la chiave dei problemi vascolari di cui soffrono numerosi diabetici. Ha anche scoperto il mistero del motivo per cui questa carenza di tiamina era restata nascosta e non scoperta finora: la notevole carenza di tiamina riscontrata (76% nei diabetici di tipo 1 e 75% nei diabetici di tipo 2 considerati nello studio), era finora rimasta nascosta.“
Torno ora nuovamente sull’argomento, in relazione ad un nuovo recentissimo studio, pubblicato su Acta Diabetol. Sept. 2008;45(3): 41-41, dal titolo “Effects of thiamine and benfotiamine on intracellular glucose metabolism and relevance in the prevention of diabetic complications”.
In questo studio si osserva che “il diabete potrebbe essere considerato come uno stato di carenza di tiamina (la normale vitamina B1), … ed e’stato provato “in vitro”che una correzione di questa carenza tramite la somministrazione di tiamina e/o del suo derivato lipofilico, la benfotiamina ha un effetto che contrasta le conseguenze dannose dell’iperglicemia sulle cellule vascolari.”
Peccato che lo studio concluda solamente con la solita raccomandazione che “sarebbero necessarie sperimentazioni cliniche su pazienti diabetici per provare questa vitamina quale approccio potenziale e poco costoso per la prevenzione e/o trattamento delle complicazioni vascolari nei diabetici.” Ma non era giù stato stabilito “in modo conclusivo” nello studio dell’Università di Warwick del 2007 che nei diabetici vi è una carenza di questa sostanza?!
In realta’ l’efficacia e perlomeno la sicura innocuita’ di questa vitamina (nel brevetto originale degli scienziati giapponesi che l’anno scoperta, oltre 40 fa, si afferma che la benfotiamina e’ persino meno tossica della tiamina, la normale vitamina B1) e’ stata osservata in numerosissimi studi..Tra questi, mi limito a menzionare quello condotto nel 2003 presso l’ Einstein College of Medicine a New York, in cui si conclude che una sostanza del gruppo delle allitiamine (appunto la benfotiamina) “ha effetti positivi sulla neuropatia, retinopatia, nefropatia e problemi cardiocircolatori nei pazienti diabetici”.
Mi sembra pertanto che, vista soprattutto la mancanza di altri, magari piu’ provati preparati farmaceutici contro le complicazioni del diabete, possa essere consigliabile per i diabetici, sentito ovviamente il proprio medico curante anche quanto al dosaggio, prendere nel frattempo in considerazione l’assunzione regolare di questa vitamina.