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Insonnia

Molte persone –ed il numero è in continuo aumento- soffrono di insonnia. Oltre ad essere di per sé, se non una vera e propria malattia, indubbiamente un problema sgradevole, l’insonnia contribuisce all’insorgere di malattie e, come mettono in evidenza varie ricerche, favorisce anche l’obesità., per la quale entra in gioco il ruolo di due sostanze, leptina e grelina, ancora poco conosciute. E’ quindi necessario contrastare l’insonnia. Ma come?........

Si calcola che una percentuale pari a circa il 25% della popolazione adulta soffra d’insonnia, intendendo come tale il non poter dormire per più di 6 ore almeno 3 volte a settimana. Anche se vi sono divergenze in proposito (ed è noto che Napoleone sosteneva di essere in piena forma dormendo solo 4 ore a notte!) molti ritengono che un adulto in età non troppo avanzata debba dormire almeno 7 ore a notte, ed è stato provato che le persone che dormono 4-6 ore a notte tendono , in apposite prove, a fare ben 14 volte più errori delle persone che dormono almeno 7 ore.
Tutti soffrono occasionalmente, in particolare nei periodi di stress, di episodi occasionali di insonnia ma la situazione diventa preoccupante quando il problema diventa permanente. E’ infatti proprio durante il sonno che l’organismo si rigenera, viene prodotto l’ormone della crescita, e si riprendono le forze esaurite nel lavoro e nei problemi quotidiani.
Ricerche più recenti hanno fatto ora emergere come vi sia un nesso anche tra l’insonnia e malattie come il diabete, depressione e tumori; non è tuttavia ancora abbastanza chiaro se l’insonnia sia una causa –o meglio una delle cause- o piuttosto un effetto di queste malattie.
Una ricerca condotta presso l’Università di Chicago su uomini sani che dormivano 4 ore a notte, ha messo in evidenza una diminuzione pari al 30% nella capacità di secernere e rispondere all’insulina (e quindi nella capacità di regolare il livello di zucchero nel sangue). Presso la stessa Università è emerso anche un collegamento fra insonnia ed obesità, e ciò non tanto a causa delle eventuali incursioni in cucina, con saccheggio del frigorifero, che può essere tentato di effettuare –tanto per passare il tempo- chi non riesce a dormire, ma perché sembra (occorrerebbero tuttavia maggiori studi sulla tematica) che mentre si dorme l’organismo produca più leptina, sostanza che fa diminuire l’appetito e consumare i grassi, mentre quante non si dorme si produce più grelina, sostanza che stimola fortemente l’appetito e fa conservare il grasso..
Ecco ora alcuni consigli per favorire il sonno: 1) cercare d’inverno di prendere un po’ di luce (naturale) durante il giorno. 2) Non mangiare dolciumi e carboidrati prima di dormire. 3) Dormire nel buio completo e senza tenere una televisione –nemmeno spenta- e troppi aggeggi elettrici in camera da letto. 4)Evitare caffeina ed altre sostanze stimolanti fin dal primo pomeriggio. 5) Fare movimento ma possibilmente in mattinata perché l’attività sportiva fatta tardi (magari in palestra quando si esce dal lavoro) ha un effetto stimolante. 6)Cercare di stabilire un orario regolare per andare a letto poiché il corpo si abitua a seguire determinati ritmi e,se vengono scombussolati, possono sorgere problemi. 7) Cercare di rilassarsi, ascoltando musiche, rumori naturali come quello delle onde, o con tecniche varie di rilassamento, o con il metodo di respirazione Buteyko (di cui parlo in vari altri interventi in questa Guida). 8) Assicurarsi del fatto che il materasso, letto e cuscini siano di buona qualità, e infine è importante preoccuparsi di essere in grado di respirare dal naso anche quando si dorme, e di non russare.
Se tutto questo non serve proprio può essere necessario ricorrere a preparati vari, di preferenza piante o melatonina, e nei casi più difficili a sonniferi (sentito ovviamente il proprio medico); anche se sembra che il sonno ottenuto con i sonniferi non abbia le stesse proprietà risanatrici del sonno naturale, in alcuni casi può essere meglio ricorrere per un certo periodo a questi preparati piuttosto che passare tutte le notti a rigirarsi nel letto.
Segnalo infine, per completare il quadro che nella mia esperienza personale di medico ho ottenuto ottimi risultati con un metodo relativamente nuovo, consistente nel rilascio (tramite applicatori sui lobi delle orecchie), di correnti elettriche microscopiche. Questo metodo ha dato buoni risultati in numerosi studi, anche se vi sono alcune controindicazioni

Bodosi B, Gardi J, Hajdu I, Szentirmai E, Obál F Jr, and Krueger JM. Rhythms of ghrelin, leptin, and sleep in rats: effects of the normal diurnal cycle, restricted feeding, and sleep deprivation. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol 287: R1071–R1079, 2004.