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Un aiuto dai ragni contro l'impotenza

Nel 2007 avevo esposto l'aiuto che, nel mio lavoro medico, mi viene per numerosi tipi di malattie, dalla terapia elaborata oltre 60 anni fa dal tedesco Diesing , basata sul veleno di serpenti, ragni e scorpioni. Uno studio di pochi giorni fa mette ora in luce i benefici del veleno di un tipo di ragno contro l'impotenza.

In questo intervento di oltre 2 anni fa, dal titolo “Cure con il veleno dei serpenti, (ved. http://guide.supereva.it/patologie_croniche/interventi/2007/05/294882.shtml ) scrivevo che “..è noto da tempo che questi veleni di serpenti, scorpioni, ragni ed altri, sono ricchi di enzimi, e nella medicina, non solo naturale, viene attribuita una grande importanza agli enzimi biologici (enzimi dalle piante, proenzimi della digestione e, appunto, enzimi tratti da veleni animali). …. e che ” il farmacista-biochimico tedesco Waldemar Diesing (1902-1992), alunno del premio Nobel Warburg, dopo lunghe ricerche è riuscito a liberare questi veleni dalla loro struttura proteica (che era quella che produceva gli effetti nocivi-velenosi); il veleno nella sua conformazione naturale contiene infatti un 85% di proteine che rendono impossibile un impiego terapeutico non omeopatico del veleno, a causa delle reazioni allergiche che queste proteine scatenerebbe anche in piccolissime quantità. Il dr. Diesing è riuscito ad eliminare quasi completamente questa struttura proteica, lasciando inalterate le altre sostanze del veleno, e da allora è divenuto possibile l’impiego terapeutico di questi veleni, ricavati con un processo di fermentazione da serpenti (Naja, Elaps, Lachesis, Bitis, Vipera Ruscelli), crotali ed altri, contenenti circa 35-50 diversi tipi di enzimi. “La terapia del futuro sarà una terapia enzimatica”, affermava 20 anni fa Diesing in una conferenza. I risultati conseguiti con questo tipo di terapia sembrerebbero in parte dargli ragione. “

Le disfunzioni erettili maschili sono in effetti un problema frequente anche tra i giovani, in parte causato anche da certi tipi di sostanze inquinanti al giorno d’oggi molto diffuse nell’ambiente. Ha quindi ora sollevato molto interesse la notizia, diffusa alcuni giorni fa, in base alla quale da una nuova ricerca presentata alla conferenza annuale della American Heart Association a Chicago è emerso che un veleno tratto da un ragno del Sud America potrebbe aprire una nuova frontiera nella cura della disfunzione erettile nell’uomo.
Il ragno, il cui nome è Phoneutria nigriventer, è molto conosciuto in Sud America, poiché si insedia facilmente nelle abitazioni nascondendosi in piccoli anfratti nel muro o in mezzo ai vestiti. Il suo morso può essere anche mortale o causare episodi di priapismo, ovvero erezioni anomale e persistenti sino a 4 ore.
Un esperimento compiuto su modelli animali da un team di ricercatori statunitensi del Medical College of Georgia ha dimostrato che una particolare tossina presente nel veleno di questo ragno, chiamata Tx2-6, è in grado di indurre la dilatazione delle arterie favorendo un maggiore afflusso sanguigno nei corpi cavernosi dei ratti, con il risultato di causare erezione anche nel caso di animali affetti da disfunzione erettile grave.
Kenia Pedrosa Nunes, una delle autrici della ricerca ha ovviamente e molto giustamente messo in guardia, dichiarando che servono molte ulteriori ricerche prima di disporre di un farmaco ricavato da uno dei ragni più velenosi e pericolosi al mondo. Meglio per ora il Viagra, nonostante gli effetti collaterali!
In attesa che questo farmaco tratto dal ragno venga sperimentato, è’ tuttavia possibile già da molti decenni ricorrere alla terapia con veleni di ragni e serpenti elaborati con una procedura speciale che li rende innocui,. Questa terapia è stata messa a putno molti decenni fa da Waldemar Diesing ed è impiegata , in particolare in Germania, da oltre 60 anni,per molti problemi medici, tra cui anche quello in questione.

Fonte: American Heart Association’s 63rd High Blood Pressure Research Conference. Chicago; 23-26 settembre 2009.