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Snoopy

L'autore dell'incipit più famoso della storia della letteratura

Ultimo nato di una cucciolata di otto presso l’allevamento della quercia, Snoopy è il cane di Charlie Brown anche se, si vede subito, di canino ha davvero poco.

Impara, infatti, a camminare quasi subito (1956) su due zampe in posizione eretta.

Quasi contemporaneamente inizia a dormire sul tetto della sua cuccia a faccia in su’ e a popolare la sua vita di contenuti tanto fantastici quanto eterogenei.

E’ giocatore di baseball, asso della prima guerra mondiale, scrittore, tennista, avvocato, pattinatore e chi più ne ha più ne metta… sempre, ovviamente, di fama mondiale.

Una volta, anche se per poco tempo, ha ricoperto persino l’incarico di Grande Bracchetto, incarico quasi subito abbandonato poiché non riusciva a reggere allo stress di una simile responsabilità.

Svolge molte delle sue attività dalla sommità del tetto della sua cuccia che si trasforma ora in scrivania, con tanto di macchina da scrivere, ora in aereo della prima guerra mondiale (con tanto di fori di proiettili causati dalla mitragliatrice del barone rosso…

Degli altri suoi sette fratelli si sa poco o nulla: mantiene contatti assidui per corrispondenza solo con Spike, bracchetto baffuto e magro come un chiodo (o esile come una promessa per dirla con Lucy) ma per il resto in tutto e per tutto simile a lui, che vive nel deserto californiano con l’unica compagnia dei cactus.

Per molti versi Snoopy è sicuramente il più umano tra i personaggi dei Peanuts e per questa ragione Schulz affida a lui, nelle vesti di scrittore di fama mondiale, il proprio messaggio di commiato.