Una petizione popolare per il Vallone del Porto di Positano

Per chiedere ancora una volta, dopo interrogazioni regionali, happening e incontri istituzionali - che venga salvata dalla cementificazione l'oasi protetta del Vallone Porto di Positano.

UNA PETIZIONE POPOLARE PER SALVARE IL VALLONE PORTO

A promuoverla il forum delle associazioni (ben 16) presenti a Positano, con il Wwf, Italia Nostra e Legambiente.
Infatti il comune di Positano, così come la Comunità Montana “Penisola amalfitana” hanno già bandito e aggiudicato i “lavori di sistemazione idraulico-forestale per consentire la mitigazione delle situazioni di paventata pericolosità e dissesto legate ad eventi alluvionali”. Entro qualche settimana potrebbero anche già partire i lavori che sono stati finanziati dalla Regione Campania, Settore difesa suolo, per un importo di 500.000 euro ( per entrambi i progetti) .
Nella petizione si chiede, invece, la revoca immediata in autotutela dell’aggiudicazione dei lavori; l’annullamento della gara d’appalto con cui i lavori sono stati assegnati; la revoca del bando di gara per manifesta irregolarità oggettiva; l’annullamento in autotutela della delibera che approva il progetto di “lavori di sistemazione idraulico-forestale per consentire la mitigazione delle situazioni di paventata pericolosità e dissesto legate ad eventi alluvionali”; il blocco immediato di qualsiasi procedura per il finanziamento dei lavori in oggetto relativi al Vallone Porto di Positano.
Esperti (geologici, ingegneri e botanici) hanno rilevato come questi progetti che vedrebbero la realizzazione di briglie in cemento armato lunghe fino a 24 metri, la pavimentazione di un antico sentiero sterrato per facilitare l’accesso e la manutenzione delle briglie, 1′eliminazione di tutte le essenze arboree lungo il letto del torrente, la sistemazione dei versanti marginali l’asse del torrente tramite il taglio della vegetazione ripariale e la costruzione di palizzate e gabbionate a contenimento delle scarpate, sarebbe devastante per l’intero habitat e segnerebbe la fine di questa oasi, inserita anche nelle aree Sic (di interesse comunitario) e Patrimonio dell’Umanità, Nella petizione si chiede altresì di intervenire sull’unico vero pericolo, rappresentato invece da un tratto tombato (una galleria abusiva realizzata circa 50 anni fa) che si trova all’imbocco della spiaggia di Arienzo, e costruita sul demanio dello Stato.
La petizione, oltre ad essere stata distribuita presso i locali di Positano e della Costiera amalfitana, è anche on line all’indirizzo http://www.petitiononline.com/costiera Il forum delle Associazioni di Positano per info: Forum delle associazioni, Gianni Cervero cell. 328 61579690

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