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La chiesa di san Pietro apostolo a Cetara di Enza De Vita

L’Associazione italiana insegnanti di geografia sezione provinciale di Salerno presenta venerdì 12 marzo a Cetara nella Sala polifunzionale “M. Benincasa” del Palazzo Comunale, presente il[...]

Enza de Vita

L’Associazione italiana insegnanti di geografia sezione provinciale di Salerno presenta venerdì 12 marzo a Cetara nella Sala polifunzionale “M. Benincasa” del Palazzo Comunale, presente il sindaco Secondo Squizzato il volume La Chiesa di S.Pietro Apostolo a CetaraLe porte in bronzo di Battista Marello, un lavoro attento di Vincenza De Vita,che da ben 25 anni svolge l’attività professionale di architetto, occupandosi di opere pubbliche nel campo della valorizzazione e riqualificazione del territorio ed in quello dell’edilizia ospedaliera, nonche’ membro della commissione artistica dell’associazione culturale cypraea onlus.

Enza De Vita ha collaborato al progetto dei lavori di restauro e consolidamento statico della Chiesa Parrocchiale di Maria SS. Del Carmelo di Atripalda ( Avellino) ad dei SS.Apostoli Pietro e Paolo di Colliano a Salerno danneggiate dal sisma del 1980.
Il suo interesse al patrimonio eccklesiastico le ha fornito la capacità di allestire mostre con ricostruzioni grafiche nell’ambito della storia delle tecniche artistiche medievali e in quello del patrimonio di chiese rupestri del salernitano.
Un curriculum ricco ed appassionato che ben si evidenzia nell’ultima pubblicazione per descrivere e valorizzare la chiesa parrocchiale di Cetara come afferma il sindaco Secondo Squizzato ,” Un paese che ricco di spunti storici e valori artistici ha voglia di farsi apprezzare”.

Copertina

La costiera amalfitana è inserita nella lista italiana dei Siti UNESCO come eccezionale esempio di paesaggio mediterraneo, e il borgo marinaro di Cetara, posto nella parte orientale custodisce la Chiesa di San Pietro Apostolo nel centro urbano a breve distanza dal mare, nel nucleo edilizio più antico del borgo marinaro.
Con il suo carattere ascensionale, sottolineato dal lanternino della cupola e dal campanile, rappresenta sia per il suo innegabile simbolismo ideologico che per le sue valenze figurativo -spaziali un forte polo visivo di riferimento. L’edificio sacro ha si presenta nell’aspetto ristrutturato avvenuto nel XVIII secolo.
L’intervento barocco è frutto di una sintesi storico- artistica che interpreta magistralmente l’arte del passato, rispondendo ai contenuti pittorici locali ed all’ambiente circostante.
san pietro a cetara

La cupola è stata rivestita all’estradosso a metà degli anni ‘70 da ambrogette in ceramica mentre la porta in bronzo statuario di Battista Marello – sacerdote artista, autore di altre notevoli opere e portali – è stata realizzata saldando 18 lastre modellate con la tecnica “a cera persa” e fissandole al sottostante supporto ligneo.
Raffigura l’apostolo Pietro, con le chiavi del Regno dei Cieli, ed il fratello Andrea nell’atto di tirare le reti, dalle quali guizzano una miriade di pesci.
Quasi nell’ombra, il Cristo domina nel registro superiore della porta: è colui che sovrintende alla pesca, che simbolicamente si riferisce ad una chiesa che cerca in ogni modo di salvare quanti più uomini possibile. L’opera, commissionata dal Comitato “portale S. Pietro apostolo”, è stata inaugurata il 22 febbraio 2005 (ricorrenza della Cattedra di San Pietro) Il busto di San Pietro, realizzato probabilmente tra il 1712 e il 1721, raffigura l’apostolo a mani giunte con lo sguardo rivolto verso l’alto con intensa espressione.
Completano la statua il gallo in argento di scuola napoletana, un’aureola in argento sbalzato ed un collare che regge il castone contenente la reliquia.
Un vero gioiello artistico, espressione di una cultura marinara, che riporta al rapporto fra uomo e mare. La statua, dieci giorni prima della festa patronale, viene portata sulla riva per ricevere il cosiddetto bagno, ovvero gli spruzzi d’acqua di mare da parte dei bambini, quale rito propiziatorio per una pesca abbondante. Durante la festa del 29 giugno la statua è collocata su un gozzo di legno ornato con fiori, trasportata a spalla per il paese al suono della banda. Giunta in località Marina, viene posta sotto il “cappellone”,costruito con bellissime luminarie, per la funzione sacra, poi, a passo di danza i portatori la conducono per tre volte verso la battigia per la benedizione del mare, fra gli applausi della folla radunata sulla spiaggia, alla quale si aggiungono centinaia di barche ancorate per l’occasione nella baia di Cetara. In seguito la processione ritorna verso la chiesa di San Pietro, dove avviene il rituale della corsa lungo la scalinata.

Una tradizione che gli abitanti di Cetara continuano nel nome di quella fede antica alla quale la gente di mare si affida con la semplice spontaneità del suo cuore.