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Un Capitone nella fontana

La triste sorte del capitone, dalle nostre parti, trova la sua massima consumazione nel periodo natalizio, in gastronomia dove, viene preparato in umido o anche fritto, ma qui, a Meta, qualcuno, mosso a compassione non ha voluto sacrificarlo in padella...


Capitone, (dal latino caput, testa) è con questo nome che in alcune regioni d’Italia, soprattutto a Napoli, viene conosciuta la femmina dell’Anguilla che, raggiunge il ragguardevole peso di 4-5 kg mentre il maschio non supera mai i 50 cm di lunghezza e i 500 grammi di peso.
l capitone è destinato tipicamente al consumo natalizio.
Viene preparato in umido, o anche fritto. Gli avanzi vengono di solito riciclati il giorno successivo dopo averli marinati in aceto aromatizzato con origano, alloro, aglio e pepe.
Si tratta di una pietanza molto grassa (circa 24 g di grassi su 100 g di prodotto fresco). Al di fuori della tradizione natalizia si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.
Delle Anguille fu molto goloso papa Martino IV, di cui si racconta che ne mori’ per indigestione.

Ed ecco qui, l’ospite della nostra fontana, inagurata recentemente, in piazza Casale a Meta, e, come accade dalle nostre parti e’ di buon auspicio da un evento, un fatto, una situazione, “fare i numeri” o meglio interpretarne il significato cabalistico, quello della tradizione classica napoletana, e, sulla base di queste corrispondenze molti tentavano (e tentano ancora) di interpretare sogni e situazioni traendone indicazioni per le giocate del lotto.
Ovviamente lo facciamo anche noi, e quelli che consigliamo sono sicuramente: 32 (il capitone) 70 (la fontana), 72 la meraviglia.
E se l’ospite dovesse soggiornare a lungo, ci sarebbe quasi da indire un concorso, per trovargli un nome ed adottarlo quale mascotte della piazza, io proporrei “Felicione il capitone” :-)

Ringrazio Michelangelo Gargiulo, autore della fotografia