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Il Monferrato: antica terra agreste di vini e tartufi

Il Monferrato è una zona del Piemonte famosa per i suoi vini e per il tartufo. Anche l'ambiente è particolarmente suggestivo tra colli e fiumi, vigneti e boschi, cascinali e castelletti.

Monferrato Terra particolarmente rinomata per il turismo enogastronomico, il Monferrato è famoso per i vini e per il tartufo. Zona collinare in cui si alternano boschi fitti e filari ordinati di vigneti, campi di mais e alcuni ulivi, offrendo panorami e vedute davvero uniche.

Il Monferrato, diviso tradizionalmente in “Alto” e “Basso”, comprende parte delle province di Asti e di Alessandria ed è delimitato a nord dal fiume Po, a est dalla piana alessandrina, a sud dall’Appennino ligure e a ovest dalle Langhe.

Le sue terre sono attraversate da una fitta rete di strade e stradicciuole che si arrampicano su e giù per i suoi colli, intercciandosi e attraversando i numerosi corsi d’acqua, tra i quali i più grandi e importanti sono i fiumi Tànaro e Bòrmida. I colli sono prevalentemente calcarei, sabbiosi e tufacei, ricchi di fossili “dimenticati” dal mare millenni orsono.

Tra colli, fiumiciattoli, vigneti e stradine sorgono tenute, cascinali, manieri, abbazie, cappelle, intervallati con veri e propri castelli di antica memoria. Davvero in alcune zone del Monferrato sembra di vivere in un film d’epoca, dall’ambientazione particolarmente bucolica, quasi surreale, tanto da attendersi talvolta di veder sbucare una carrozza con qualche dama o marchese in costumi antichi.

Non stupisce in questa cornice di vedere persone a cavallo e numerose tracce lasciate di notte dai cinghiali che ancora abitano le zone meno abitate.

Marchese Aleramo Il nome “Monferrato” è di origine alquanto incerta, fondata probabilmente su una antica leggenda che narra del marchese Aleramo che percorreva queste terre su un “cavallo ferrato con un mattone” (da “mun fra” = mattone ferrato). Secondo la tradizione, infatti, Aleramo si innamorò della figlia dell’imperatore del Sacro Romano Impero Germanico Ottone I e fuggì con lei. Accortosi del valore dell’uomo, tuttavia, Ottone I, dimenticando il “rapimento della figlia”, conferì ad Aleramo il titolo di Marchese, assegnandoli come territorio quello che sarebbe riuscito a “circondare nel giro di tre giorni a cavallo“. Pare quindi che il 21 marzo 967 Ottone I abbia assegnato ufficialmente ad Aleramo tutte le terre dal fiume Tanaro al fiume Orba e fino alle rive del mare.
Aleramo morì nel 970 e le sue spoglie riposano nella chiesa di Grazzano, vicino a Moncalvo.

Secondo altre etimologie, il termine “Monferrato” potrebbe però anche derivarr da “mons ferrax” cioè “monte fertile” oppure da “mons ferratus“, cioè “monte del farro” (coltivato a farro).

Monferrato Particolarmente interessante e degna di nota è la Strada del Vino, che, nell’Alto Monferrato Astigiano, si snoda su otto itinerari che comprendono oltre 300 cantine aperte alla visita, alla degustazione e, ovviamente, anche all’acquisto.

La zona è particolarmente ricca di agriturismi e cantine sociali per trascorrere anche alcuni giorni nella quiete, lasciandosi coccolare dalle prelibatezze del luogo e ammirando la bellezza del paesaggio.