Gli espositori arrivano da varie città italiane (Alessandria, Bologna, Genova, Aosta, Milano, Foggia, Novara), da Betlemme, San Pietroburgo, Lima, nonché dalla Francia, Finlandia e Giappone; propongono articoli prettamente natalizi: addobbi per l’albero di natale e la casa nei giorni di festa, presepi, composizioni floreali, sculture in argilla; e ancora, oggetti per la casa in ceramica, vetro e legno, ricami su stoffa, caldi maglioni provenienti dai paesi nordici e cappelli di feltro, manufatti in cera declinati in molti modi: dalle immancabili candele di varie fatture, ai vasi.
Si possono degustare e acquistare i prodotti tipici del Piemonte, della Calabria, della Basilicata, della Sardegna e della Liguria, formaggi D.O.P., miele e suoi derivati, cioccolato, dolci artigianali, vini e funghi.
All’interno dei giardini di Piazza Borgo Dora è allestita un’area, dedicata esclusivamente alla somministrazione, dove è possibile assaggiare: dolci tipici, zabaglione, fonduta di cioccolato, vin brulè, tisane, bomboloni, ciambelle, svariati tipi di crepes dolci e salate, agnolotti tipici piemontesi e gnocchi al Castelmagno, brasato al barolo e la “piemontesissima” bagna cauda.
Tutti i sabati e le domeniche il “Borgo di Natale” si arricchisce con lo storico mercato delle pulci del Balon, mercatino dell’antiquariato e dell’usato tra i più antichi d’Italia .
A Borgo Dora per tutto il mese le botteghe antiquarie restano aperte con le loro preziose offerte natalizie e nei numerosi locali del Borgo è possibile prendere il tradizionale aperitivo torinese, cenare o semplicemente tirar tardi la notte sorseggiando un long drink.
All’interno del Cortile del Maglio (locali del Sermig) nell’area calda e protetta è allestito un vero e proprio “spazio bimbi” pieno di giocattoli e gestito da educatori e animatori i quali con giochi, disegni su carta e animazioni varie intrattengono i piccoli mentre i “grandi” fanno compere.
Nel 2008 l’iniziativa aveva visto la partecipazione di oltre 200.000 visitatori, con quasi 150 espositori, di cui una ventina dall’estero.

Francesco Venuti








