Camillo Benso conte di Cavour

Il piemontese Cavour è uno dei protagonisti del Risorgimento italiano. Figura discussa, da alcuni esaltata, da altri non molto amata e criticata. Sicuramente fu un politico straordinario, famoso per la sua dedizione e il suo lavoro.

Camillo Benso di CavourUno dei personaggi storici piemontesi più noti a tutti gli italiani soprattutto per il suo ruolo nel Risorgimento e nella delicata fase di graduale realizzazione dell’unità d’Italia è certamente Camillo Benso di Cavour.

Cavour, il cui nome completo è Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Isolabella e di Leri, nacque a Torino il 10 agosto 1810, in una famiglia dell’antica nobiltà piemontese d’origine sabauda. Fu un grande e discusso politico italiano, indubbio protagonista del Risorgimento in quanto capo del governo del Regno di Sardegna e, successivamente, anche primo Presidente del Consiglio nel nuovo Regno d’Italia.

Il suo nome è solitamente abbinato, in tutti i testi di storia, con quelli di Vittorio Emanuele II, Garibaldi e Mazzini, per le vicende che portarono, non senza difficoltà, alla progressiva unificazione dell’Italia. Si studiano su tutti i libri di storia le “preoccupazioni” di Cavour per i successi militari di Garibaldi con la “spedizione dei mille” e le pressioni che esercitò su Vittorio Emanuele II affinchè intervenisse per assicurare l’annessione del mezzogiorno al Regno di Sardegna.

Prima di occuparsi della politica del Regno, Cavour era stato sindaco di Grinzane, una località vicino a Torino, dove la sua famiglia aveva dei possedimenti e che ancora oggi vede i due nomi di Grinzane e di Cavour indissolubilmente associati.

Fu un politico di idee sostanzialmente liberali. Grande appassionato di politica, si dedicò con fervore al progressivo miglioramento, soprattutto economico-industriale del Regno di Sardegna, favorendo la costruzione di strade e ferrovie, rilanciando l’agricoltura, promuovendo la costruzione di canali d’irrigazione, potenziando il porto di Genova (che divenne il più grande d’Italia), e cercando di far sviluppare l’industria, soprattutto tessile e siderurgica.

Sicuramente la sua figura non è esente da dibattiti storiografici e da critiche. Il suo atteggiamento stereotipicamente piemontese e riservato non gli sono valsi la simpatia e l’affetto della gente e dei posteri.

Il suo studio a Palazzo Carignano a Torino è quello al primo piano, sull’angolo sinistro (guardando la facciata del Palazzo). Si sa che Cavour amava frequentare il ristorante “Il Cambio” (oggi uno dei locali più esclusivi e costosi di tutto il Piemonte), che si trova su Piazza Carignano, proprio di fronte al Palazzo. Si narra che Cavour osservasse il locale dalla finestra del suo ufficio e si precipitasse non appena vedeva che il locale era vuoto e tranquillo.

Altri locali torinesi famosi e frequentati abitualmente da Cavour erano il Caffè “Bicerin”, famosissimo locale esistente tutt’oggi in piazza della Consolata, e il Caffè Fiorio, altrettanto famoso locale in via Po (-> visita “I luoghi di Cavour“).

Cavour morì a Torino, nel palazzo di famiglia (situato fra via Cavour e via Lagrange) il 6 giugno 1861, a meno di tre mesi dalla proclamazione del Regno d’Italia. La sua morte, al contrario di come una certa storiografia successiva lascia intendere, suscitò immenso cordoglio, anche perché improvvisa ed inattesa. Si sa per certo che ai suoi funerali, celebrati nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, vi fu straordinaria e sentita partecipazione anche popolare. Secondo la tradizione, le ultime parole di Cavour sul letto di morte furono “L’Italia è fatta, tutto è salvo“.

La tomba di Cavour si trova a Santena (vicino a Torino), in una cripta sotto la cappella di famiglia, che venne dichiarata monumento nazionale nel 1911.

> I luoghi di Cavour

Camillo Benso di Cavour

Camillo Benso di Cavour I fautori dell'unità d'Italia Monumento a Cavour a TorinoTomba di Cavour a Santena

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