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Inizia la scuola in Piemonte tra le proteste

Lunedì 13 settembre primo giorno di scuola per gli studenti del Piemonte, tra le proteste di alunni, docenti, insegnanti e presidi contro i tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti.

Proteste contro i tagli del Ministro GelminiIl primo giorno di scuola. Per quasi tutti gli studenti del Piemonte questa data è quella di lunedì 13 settembre quando, salvo qualche istituto, la maggior parte delle scuole di ogni ordine e grado ha aperto le porte agli studenti.

Quello che inizia sarà probabilmente uno degli anni più “caldi” e difficili degli ultimi tempi. Lo scorso anno già numerose erano state le proteste per i tagli di risorse, di personale e di aule. Classi sovraffollate, meno risorse disponibili e problemi di sicurezza degli edifici erano solo alcuni dei principali problemi che affliggono la scuola italiana (che nelle ultime indagini internazionali si è classificata molto in basso nelle classifiche e nelle risorse impiegate).

Quest’anno la situazione pare essere di gran lunga peggiore rispetto alla già difficile situazione dello scorso anno. Le proteste dei numerosissimi docenti rimasti senza lavoro a causa dei tagli agli organici e all’aumento del numero di alunni per classe (con conseguente diminuzione di classi, tanto che in numerose scuole si registrano classi con oltre 30 studenti!) stanno esplodendo in questi giorni, anche a Torino.

A seguito della riforma della Gelmini della scuola, inoltre, che abbassa il numero di ore di lezione, ma portando tutte le ore a 60 minuti, si crea una forte emergenza in tema di supplenze. Non essendoci più docenti “a disposizione” per brevi supplenze si sarà costretti a emettere ordini di servizio (che però dal secondo giorno possono essere impugnabili e rifiutati) oppure a lasciare classi scoperte. Inoltre, bisognerà che il Ministero invii risorse aggiuntive per le supplenze che diventeranno a tutti gli effetti degli straordinari da retribuire. E la cosa appare alquanto improbabile…

A Torino intanto, così come in tutta Italia, continuano le proteste già iniziate nei giorni scorsi. Tommaso De Luca, preside dell’Istituto Avogadro e presidente dell’Asapi, così come riporta Maria Teresa Martinengo in un suo articolo su “La Stampa” di lunedì 13 settembre, “I tagli e gli scatti di anzianità eliminati… Il morale tra i docenti è a terra. C’è una generale sensazione di peggioramento. La protesta oggi non riguarda più soltanto i soliti agitati”.

A Torino in via Bligny e in corso Dante gruppi di docenti, genitori e personale della scuola ha messo in scena una protesta con elmetti gialli “per coprirsi dalle macerie causate da Gelmini e Tremonti”.

Come riporta invece Repubblica di oggi, di fronte a palazzo Madama a Torino ci sono due presidi: uno organizzato dalla Flc-Cgil, l’altro allestito dai sindacati di base e dai movimenti dei precari. Sempre in piazza Castello a Torino c’è anche il presidio permanente di Cobas, Cub, Precari autoconvocati e Coordinamento precari e disoccupati, che, secondo quanto riporta Repubblica, denunciano come “nella sola provincia di Torino gli insegnanti che quest’anno non riceveranno una cattedra saranno 1.604″.

E intanto il Ministro Gelmini continua a minimizzare, ad accusare i precedenti Governi per la responsabilità dei tagli che lei ha effettuato e ad accusare i precari di strumentalizzare la situazione….

Le proteste si estendono inoltre anche al merito e alle scelte della Riforma della scuola Superiore che entra in vigore quest’anno. Tra gli argomenti di discussione, la cancellazione del latino dalle materie del liceo scientifico. [approfondisci]

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RASSEGNA STAMPA
> Riparte l’anno scolastico e scatta subito la protesta
> I sindacati ai prof: “Non sostituite i colleghi assenti”
> Casco giallo contro le macerie della scuola
> Cancellato il latino dal liceo scientifico